Servizi di ingegneria e architettura: il CNI fotografa il mercato dopo il PNRR

Il rapporto 2025 del Centro Studi del CNI evidenzia il rientro dai volumi straordinari degli ultimi anni e il progressivo spostamento verso appalti integrati, project financing e concessioni, con nuove criticità su equo compenso e ruolo dei professionisti

di Redazione tecnica - 04/02/2026

Il mercato dei servizi di ingegneria e architettura archivia definitivamente la stagione straordinaria del PNRR e dei bonus edilizi e si avvia verso una nuova fase, caratterizzata da volumi più contenuti ma da una crescente centralità di appalti integrati, project financing e concessioni.

È questo il quadro che emerge dal rapporto annuale 2025 del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, dedicato al monitoraggio dei bandi SIA.

Servizi di ingegneria e architettura: finita la spinta del PNRR, il mercato cambia assetto

Nel 2025 le stazioni appaltanti hanno pubblicato bandi per servizi di architettura e ingegneria per un valore complessivo di circa 1 miliardo e 230 milioni di euro, un dato ormai in linea con i livelli ante-pandemia. Il rientro dai picchi degli anni precedenti è legato in modo diretto all’esaurimento delle risorse PNRR: la quota degli importi a base d’asta finanziati con tali fondi si è infatti ridotta ad appena 2,2%.

All’interno di questo perimetro, i servizi di ingegneria “tipici” rappresentano il 50,7% del mercato, seguiti dagli accordi quadro (30,4%) e dagli appalti integrati (18,8%). Prosegue, tuttavia, il calo degli importi a base d’asta: dai 701 milioni di euro del 2024 si è scesi a 624 milioni nel 2025.

Un dato particolarmente significativo riguarda la frammentazione degli affidamenti. Oltre il 70% dei bandi presenta un importo a base d’asta inferiore a 140.000 euro, soglia che, in base alla normativa vigente, consente l’affidamento senza procedura comparativa. I bandi sopra i 215.000 euro si fermano al 21%, in netto calo rispetto al 44,1% dell’anno precedente, mentre solo il 5,9% rientra nella fascia intermedia tra 140.000 e 215.000 euro.

Appalti integrati, project financing e concessioni trainano gli investimenti

Se il mercato dei bandi “tradizionali” registra una flessione strutturale, il rapporto del Centro Studi CNI evidenzia un deciso cambio di baricentro sul fronte delle forme contrattuali più complesse. Nel 2025 cresce in modo significativo il volume degli stanziamenti destinati ai servizi di ingegneria nell’ambito di appalti integrati, project financing e concessioni, tanto da portare il valore complessivo posto a base d’asta oltre i 25 miliardi di euro, più del doppio rispetto al 2024.

Nel dettaglio, sono stati rilevati 532 bandi di appalto integrato, per un valore complessivo (comprensivo dell’esecuzione dei lavori) pari a 6,1 miliardi di euro. Le opere affidate tramite project financing sono state 157, per un importo di 4,8 miliardi di euro, mentre le 52 gare di concessione hanno mobilitato risorse per 9,1 miliardi di euro. Si tratta di valori nettamente superiori a quelli registrati negli anni precedenti e che segnalano una trasformazione strutturale del mercato.

Equo compenso e anomalie nei bandi: il ruolo dell’Osservatorio

Nel commentare i dati, il Presidente del CNI, Angelo Domenico Perrini, ha ricondotto la flessione complessiva alla fine di una fase eccezionale, ma ha sottolineato come il mercato stia comunque offrendo nuove opportunità professionali: “Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e i Bonus Edilizi negli scorsi anni hanno rappresentato per il nostro Paese un’importante opportunità di sviluppo e investimenti che ha portato ad una significativa crescita economica dell’intero comparto. Purtroppo, come stiamo sottolineando da tempo e come era facile prevedere, questo trend non poteva rivelarsi duraturo, essendo i suddetti interventi limitati nel tempo. Va detto, però, che alle flessioni registrate si aggiungono i dati in controtendenza relativi a concessioni e project financing che attestano come per ingegneri e progettisti non manchino le opportunità professionali”.

Perrini ha richiamato con forza il tema dell’equo compenso, evidenziando come resti una delle principali criticità emerse dal monitoraggio dei bandi: “Il monitoraggio effettuato dall’Osservatorio bandi della nostra Fondazione CNI attesta, ancora una volta, che un numero significativo delle irregolarità registrate riguarda proprio la violazione dell’equo compenso. In questo senso, il Consiglio Nazionale continuerà a difendere l’effettiva applicazione di questo strumento normativo, in particolare in occasione delle proprie interlocuzioni istituzionali”.

I numeri dell’Osservatorio bandi della Fondazione CNI confermano questa lettura: su 3.480 bandi pubblicati nel 2025, in 1.028 casi è stato necessario un approfondimento istruttorio, che ha portato all’invio di 221 lettere di segnalazione alle stazioni appaltanti per anomalie riscontrate, prevalentemente legate al calcolo dell’importo a base d’asta e al rispetto dell’equo compenso.

Professionisti penalizzati, cresce il peso delle società

Sul fronte degli esiti delle gare, il rapporto mette in evidenza un persistente squilibrio tra liberi professionisti e società di ingegneria. Come osserva Giuseppe Maria Margiotta, Consigliere segretario del CNI con delega al Centro Studi, “La flessione globale del mercato dei servizi di architettura e ingegneria si riverbera sul posizionamento dei liberi professionisti. La quota di gare da loro aggiudicate nel 2025, sebbene in lieve miglioramento, resta bassa: 36,4% con una quota degli importi aggiudicati del 7,2%”.

Le società continuano a dominare il mercato, aggiudicandosi il 54,4% delle gare e il 72,5% degli importi. I professionisti mantengono una presenza significativa solo nella fascia sotto i 140.000 euro, mentre risultano fortemente penalizzati nelle fasce di importo più elevate. I dati migliorano sensibilmente quando si considerano forme di aggregazione tra professionisti e società, confermando che l’aggregazione rappresenta una delle principali strategie competitive nella nuova fase del mercato.

Il Presidente del Centro Studi CNI, Marco Ghionna, ha sintetizzato il cambiamento in atto come una vera e propria trasformazione strutturale del settore: “Il monitoraggio del Centro Studi CNI mostra con chiarezza che, esaurita la spinta straordinaria del PNRR, il mercato dei servizi di ingegneria sta cambiando struttura. Diminuiscono i bandi ‘tipici’ e crescono appalti integrati, project financing e concessioni: un passaggio che richiede più programmazione, competenze tecniche solide e una governance pubblica più consapevole. La marginalizzazione dei liberi professionisti e le numerose anomalie riscontrate nei bandi confermano che il tema dell’equo compenso e della qualità della progettazione resta centrale”.

Dopo il correttivo al Codice: i ribassi di gara

Il rapporto si chiude con un focus sui ribassi di aggiudicazione, alla luce delle modifiche introdotte dal correttivo al Codice dei contratti pubblici entrato in vigore dal 1° gennaio 2025. L’obiettivo dichiarato del legislatore è stato quello di rafforzare il principio dell’equo compenso e di spostare l’attenzione sulla qualità delle offerte.

I dati mostrano che nel 2025 il ribasso medio nelle gare sotto i 140.000 euro si è attestato al 14,3%, ben al di sotto del limite massimo consentito, mentre nelle gare sopra soglia il ribasso medio ha raggiunto il 32,8%. Un segnale che merita attenzione e che conferma come l’equilibrio tra prezzo, qualità e sostenibilità economica delle prestazioni professionali resti uno dei nodi centrali del mercato dei servizi di ingegneria e architettura.

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