Organici ridotti, mobilità negativa e 82% di sedi senza segretario nei Comuni sotto i 3.000 abitanti: è questo il quadro emerso dal Dossier presentato nel corso del laboratorio promosso da ANCI, che ha affiancato l’analisi dei dati a un confronto tecnico e istituzionale sulle possibili soluzioni, mettendo al centro la sostenibilità organizzativa degli enti fino a 5.000 abitanti.
Personale nei piccoli Comuni: il Dossier ANCI
Dal dossier emerge una contrazione progressiva degli organici accompagnata da una trasformazione qualitativa della forza lavoro che incide direttamente sulla capacità amministrativa. Dal dibattito, parallelamente, è maturata la richiesta di interventi normativi stabili e pluriennali.
Guardando ai dati, nel 2013 i dipendenti a tempo indeterminato nei piccoli Comuni erano 61.795; a dicembre 2024 risultano 53.228, con una perdita di 8.567 unità (–13,9%).
Il calo è stato ancora più marcato nei centri sotto i 1.000 abitanti (–19%) e in quelli tra 1.000 e 2.000 (–15,9%), cioè proprio nelle realtà dove le strutture amministrative sono più fragili. In molti casi si tratta di enti che operano con organici minimi, nei quali ogni singola unità svolge funzioni plurime e difficilmente sostituibili.
Accanto alla riduzione numerica si è registrata una trasformazione profonda della composizione degli organici. L’incidenza del part-time è passata dal 14,1% del 2013 al 29% del 2024, con una conseguente contrazione del monte ore effettivamente disponibile. Nei Comuni fino a 3.000 abitanti il lavoro a tempo parziale supera il 31%, incidendo sulla capacità di presidiare funzioni complesse e garantire continuità amministrativa.
L’organico formale non coincide più con la capacità operativa reale.
Mobilità negativa e ricambio generazionale: un sistema poco attrattivo
Anche le dinamiche di reclutamento e mobilità confermano la difficoltà del sistema. Nel 2024 il saldo dei passaggi tra amministrazioni è stato negativo per 384 unità, con 839 ingressi a fronte di 1.223 uscite. A questo si aggiungono 737 dimissioni senza diritto a pensione, segnale di una ridotta attrattività dei piccoli enti rispetto ad amministrazioni di maggiori dimensioni o con assetti organizzativi più strutturati.
I piccoli Comuni tendono così a configurarsi come enti di ingresso o di transito, senza riuscire a trattenere professionalità qualificate, in particolare tecniche.
L’età media del personale si attesta intorno ai 51 anni, con una forte concentrazione nella fascia 50-59 anni. Il tema del ricambio generazionale diventa quindi centrale e non più rinviabile. In questo contesto, la gestione del personale non può essere affrontata con misure episodiche, ma richiede un quadro normativo stabile e coerente.
Segretari comunali: 82% di scopertura nei Comuni sotto i 3.000 abitanti
Il dato più allarmante riguarda i segretari comunali. Nelle sedi di fascia C, che interessano i Comuni fino a 3.000 abitanti, su 1.902 sedi solo 341 risultano assegnate, mentre 1.561 sono vacanti, con un tasso di scopertura pari all’82,1%.
Complessivamente, la scopertura media si attesta al 51,8%: una condizione che incide direttamente sulla legittimità dei procedimenti, sulla gestione degli investimenti e sulla qualità dei servizi, configurando una vera emergenza istituzionale nei territori più piccoli.
Come ha sottolineato Simona Scarcella, Presidente facente funzioni Anci Calabria e Sindaca del Comune di Gioia Tauro, «salvaguardare i piccoli Comuni non è soltanto una scelta amministrativa, ma una responsabilità istituzionale: da qui passa la tenuta del sistema Italia, la prossimità ai cittadini e la valorizzazione dei territori».
Un appello a sostegno del presidio amministrativo più diffuso del Paese, che opera oggi con risorse umane quantitativamente e qualitativamente ridotte.
Proprio per questo, come è emerso nel corso dell’incontro, la sostenibilità organizzativa non può più essere affidata a interventi temporanei: serve una scelta normativa chiara, stabile e pluriennale, capace di garantire continuità amministrativa, capacità di investimento e qualità dei servizi nelle comunità locali.