Il confronto con il Superbonus aiuta a comprendere la scala economica
Il confronto con il Superbonus non serve a sovrapporre due misure profondamente diverse, perché finalità, struttura normativa, modalità di attuazione e strumenti finanziari sono completamente differenti. Serve, però, a comprendere la scala economica degli interventi edilizi quando si vuole incidere realmente sul patrimonio costruito.
Secondo i dati ENEA sul Superbonus, la misura ha riguardato oltre 500.000 edifici e ha generato investimenti ammessi a detrazione per un ordine di grandezza superiore ai 120 miliardi di euro. Il nuovo Piano Casa, invece, mette al centro un obiettivo molto diverso, cioè l’incremento dell’offerta di alloggi accessibili attraverso edilizia pubblica, edilizia sociale, edilizia integrata e coinvolgimento degli investimenti privati.
Il raffronto economico resta comunque utile, perché evidenzia immediatamente la distanza tra un intervento che ha mosso risorse enormi sul patrimonio edilizio e un decreto che, pur avendo ambizioni molto ampie, affida il suo impatto ad una combinazione di fondi pubblici, risorse europee, strumenti finanziari e capitale privato.
Ed è proprio questa dipendenza da più livelli di finanziamento a rendere centrale la fase di conversione. Perché il vero tema non sarà soltanto approvare il decreto, ma capire se il sistema disegnato sarà in grado di generare investimenti sufficienti a rendere effettivamente percepibile l’aumento dell’offerta abitativa a prezzi accessibili.