Il ruolo del Commissario straordinario
È però l’art. 3 che consente di comprendere fino in fondo l’impostazione del provvedimento. Per assicurare l’attuazione degli interventi previsti dall’art. 2, il decreto prevede infatti la nomina di un Commissario straordinario con funzioni di indirizzo e coordinamento degli interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale, attribuendogli poteri molto ampi finalizzati a favorire la tempestiva realizzazione degli interventi e il supporto alle amministrazioni competenti.
Per l’esercizio dei propri compiti il Commissario può operare mediante ordinanze anche in deroga alle disposizioni legislative diverse da quelle penali, fermo restando il rispetto della normativa antimafia, del Codice dei beni culturali e del paesaggio e dei vincoli inderogabili derivanti dall’appartenenza all’Unione europea.
Lo stesso articolo introduce inoltre una procedura straordinaria di ricognizione degli immobili pubblici non redditizi e non in uso da destinare a progetti di edilizia sociale, coinvolgendo immobili dello Stato, delle Regioni, degli enti locali, degli enti pubblici e delle società a partecipazione pubblica non quotate.
Sul piano attuativo il decreto introduce inoltre alcune deroghe procedurali per gli interventi individuati come particolarmente complessi. In questi casi viene consentita l’anticipazione delle verifiche antimafia già alla scadenza del termine di presentazione delle offerte, la consegna delle prestazioni in via d’urgenza prima della stipula del contratto e la modifica del contratto senza nuovo affidamento per lavori supplementari nei limiti previsti dall’art. 72 della direttiva 2014/24/UE.
La spinta verso la semplificazione emerge poi ancora più chiaramente negli artt. 8, 9 e 10, che introducono conferenze di servizi da concludere in 30 o 40 giorni, meccanismi di silenzio-assenso, applicazione dell’art. 23-ter del d.P.R. n. 380/2001 ai mutamenti di destinazione d’uso e programmi di edilizia integrata caratterizzati dalla presenza di quote di edilizia convenzionata.
Lo stesso decreto consente inoltre, in specifici casi legati ai programmi di edilizia integrata di rilevante interesse strategico nazionale, interventi in deroga agli strumenti urbanistici e attribuisce al Commissario valutazioni su densità edilizia, altezze e distanze tra fabbricati per interventi superiori a 100 unità abitative, fermo restando il rispetto delle norme igieniche, sanitarie e di sicurezza.
Da questo punto di vista il provvedimento mostra una impostazione fortemente orientata all’accelerazione procedimentale e alla semplificazione amministrativa, con effetti destinati probabilmente ad incidere soprattutto sul piano urbanistico e attuativo.