Piano Casa 2026: il Decreto Legge punta su semplificazioni e investimenti privati, ma il nodo resta quello delle risorse

Il Decreto-Legge 7 maggio 2026, n. 66 introduce commissari straordinari, housing sociale, programmi di edilizia integrata, fondi dedicati e procedure accelerate per affrontare l’emergenza abitativa. Il provvedimento costruisce una struttura normativa articolata, ma resta aperto il tema della sostenibilità economica del Piano Casa rispetto agli obiettivi dichiarati e all’orizzonte fissato al 2030.

di Redazione tecnica - 12/05/2026

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Edilizia residenziale sociale da destinare a locazione di lunga durata con facoltà di riscatto predefinita

L’art. 6 introduce una particolare forma di edilizia residenziale sociale destinata alla locazione di lunga durata con facoltà di riscatto progressiva, rivolta in particolare ai giovani, alle giovani coppie e ai genitori separati.

La norma consente infatti di destinare le risorse relative ai programmi di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico esistente, compresi gli interventi di demolizione e ricostruzione senza consumo di suolo, nonché le operazioni di acquisto e trasformazione di edifici composti da almeno 25 unità immobiliari, a progetti di edilizia sociale finalizzati alla concessione dell’abitazione principale mediante formule di locazione con successiva possibilità di acquisto secondo scadenze predefinite.

Lo stesso articolo prevede inoltre specifici vincoli convenzionali con i Comuni, imponendo la trascrizione di appositi atti d’obbligo diretti a garantire la destinazione degli immobili alla locazione di lunga durata e a disciplinare anche i criteri di determinazione del prezzo di cessione degli alloggi successivamente riscattati.

Particolarmente significativa è infine l’attenzione riservata alla qualità del patrimonio edilizio interessato dagli interventi, poiché il decreto richiede che gli immobili rispettino standard elevati di sostenibilità ambientale, efficienza energetica e innovazione tecnologica.

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