Una piattaforma nata come infrastruttura di sistema, per rendere governabile, tracciabile e misurabile il funzionamento dei Collegi Consultivi Tecnici lungo l’intero ciclo di esecuzione del contratto.
Sono questi i presupposti sui quali il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato un nuovo intervento strutturale sul fronte della digitalizzazione degli appalti pubblici, con l'introduzione della piattaforma informatica dedicata ai Collegi Consultivi Tecnici (CCT).
Esecuzione appalto: online la piattaforma per il monitoraggio CCT
L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento della fase esecutiva, tradizionalmente la più esposta a criticità operative, rallentamenti procedurali e contenzioso.
La nuova piattaforma, lanciata a dicembre 2025 e sviluppata dalla Direzione generale per la digitalizzazione del MIT con il supporto dell’Osservatorio, è già operativa ed è accessibile agli operatori del settore tramite i siti istituzionali del Mit e del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, attraverso il link dedicato.
In particolare, il sistema consente la registrazione obbligatoria dei CCT e la tracciabilità delle loro attività dalla costituzione alle pronunce conclusive. La piattaforma non si limita a fotografare l’esistenza del Collegio, ma ha diversie importanti funzioni:
- consente l’inserimento strutturato dei dati e degli atti dei Collegi;
- sostituisce progressivamente il sistema attuale tramite PEC;
- costituisce una banca dati unica dell’osservatorio a supporto delle attività di monitoraggio.
A questo proposito, l’Osservatorio ha invitato i CCT già costituiti a procedere con urgenza al caricamento dei dati richiesti, fermo restando che in una prima fase sarà possibile anche l’invio parallelo tramite PEC.
Integrazione con ANAC e monitoraggio in tempo reale
Uno degli elementi qualificanti dell’architettura digitale è l’integrazione con la Banca dati nazionale dell’ANAC. La connessione tra le piattaforme assicura un presidio costante sulla legalità e sulla conformità normativa, in linea con l’impostazione del Codice dei contratti, che attribuisce alla digitalizzazione un ruolo strutturale nella garanzia di trasparenza e tracciabilità.
Inoltre l’aggregazione dei dati in tempo reale consente all’Osservatorio di elaborare statistiche attendibili sull’utilizzo dei CCT, sulle tipologie di questioni affrontate e sull’effettiva incidenza dell’istituto nella riduzione del contenzioso in fase esecutiva.
Il Collegio Consultivo Tecnico nel Codice dei contratti pubblici
Nel d.lgs. n. 36/2023 il Collegio Consultivo Tecnico trova una disciplina espressa nell’articolato del Codice, a partire dall’art. 215, che ne definisce la funzione di prevenzione e rapida gestione delle controversie in fase di esecuzione e individua i casi di obbligatorietà, in particolare per i lavori sopra soglia, comprese concessioni e partenariato pubblico-privato.
La disciplina di dettaglio è invece demandata all’Allegato V.2, che regola composizione, modalità di nomina, funzionamento, passaggio dal CCT ante operam a quello in fase esecutiva, nonché i casi di sostituzione o conferma dei componenti. I profili relativi ai compensi restano, allo stato, disciplinati dal decreto ministeriale del 2022, in attesa di aggiornamento.
In questo assetto, il CCT non è più un istituto emergenziale o episodico, ma uno strumento strutturale del sistema dei contratti pubblici, chiamato a intervenire prima che il conflitto tecnico-contrattuale si trasformi in contenzioso giudiziario.
Il ruolo dell'Osservatorio
Sul piano istituzionale, il monitoraggio dei Collegi Consultivi Tecnici si fonda infatti sul ruolo dell’Osservatorio istituito presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, previsto dall’art. 47 del Codice come articolazione funzionale del Consiglio.
All’Osservatorio è attribuito il compito di analizzare l’attività dei CCT, gestire l’elenco dei presidenti e valutare l’efficacia complessiva dell’istituto nel sistema degli appalti pubblici.
La piattaforma in questo modo diventa quindi lo strumento attuativo attraverso cui l’Osservatorio può esercitare in modo sistematico le proprie funzioni, superando una gestione frammentata e non omogenea delle informazioni.