PNRR, dalla spesa ai cantieri: uno sguardo su investimenti, pagamenti e opere da completare

Il Centro Studi Federcepicostruzioni applica un criterio prudenziale agli investimenti del Piano localizzati nella provincia di Salerno. L’elaborazione diventa un caso di studio sulle criticità che, su scala nazionale, riguardano il completamento delle opere, la liquidità delle imprese e la capacità amministrativa degli enti

di Redazione tecnica - 25/07/2026

Aggiungi LavoriPubblici.it alle tue fonti preferite.

Decidi tu come informarti.
Quando cercherai una notizia ci troverai più facilmente.

Aggiungi LavoriPubblici.it su Google Aggiungici su Google

Il PNRR è entrato nella fase nella quale l’attenzione non riguarda più soltanto l’ammontare delle risorse assegnate, ma la capacità delle amministrazioni di completare gli interventi, rendicontare la spesa e mettere effettivamente in funzione opere e servizi.

Un tema che interessa l’intero territorio nazionale, coinvolgendo stazioni appaltanti, enti locali e imprese nella gestione, in un arco temporale ormai ristretto, di cantieri, varianti, stati di avanzamento, collaudi e pagamenti.

In questo quadro, l’elaborazione del Centro Studi Federcepicostruzioni sulla provincia di Salerno rappresenta un caso di studio utile per comprendere come leggere i dati territoriali senza sovrastimare gli investimenti e senza confondere il valore dei progetti con la spesa effettivamente sostenuta.

Il ricalcolo individua 6.119 progetti, per un investimento complessivo pari a 2,129 miliardi di euro, dei quali 1,713 miliardi finanziati dal PNRR. Applicando il tasso nazionale di avanzamento della spesa, pari al 58,4%, la spesa complessiva viene stimata in circa 1,243 miliardi di euro, mentre quella riferibile alla sola quota PNRR è quantificata in circa 1 miliardo di euro.

PNRR 2026: spesa nazionale al 58,4% e 166 miliardi ricevuti

La dotazione complessiva del Piano ammonta a 194,4 miliardi di euro, mentre la spesa dichiarata dalle amministrazioni titolari e registrata nella banca dati ReGiS al 28 febbraio 2026 è pari a 113,5 miliardi, corrispondenti al 58,4% delle risorse disponibili.

Il dato segna un’accelerazione rispetto agli 83 miliardi registrati nell’agosto 2025. Con il pagamento della nona e penultima rata, pari a 12,8 miliardi di euro, l’Italia ha inoltre ricevuto complessivamente 166 miliardi, equivalenti all’85,4% della dotazione del Piano, mentre risultano conseguiti 416 traguardi e obiettivi sui 575 complessivi.

Il confronto tra risorse ricevute e spesa registrata non può tuttavia essere interpretato come una semplice differenza di cassa, perché una parte del Piano viene attuata mediante crediti d’imposta e strumenti finanziari sottoposti a regole specifiche.

Resta però evidente il passaggio che caratterizza la fase attuale: il parametro decisivo non è più soltanto l’assegnazione delle risorse, ma la conclusione degli interventi, la loro entrata in esercizio e la corretta rendicontazione della spesa.

Dati territoriali PNRR: come evitare il rischio di sovrastima

La lettura dei dati su base locale presenta alcune criticità, soprattutto quando i programmi nazionali, regionali o pluriregionali vengono attribuiti integralmente a ciascun territorio interessato.

In questi casi, il valore complessivo di uno stesso progetto può essere conteggiato più volte, producendo una rappresentazione degli investimenti non sempre corrispondente alle risorse effettivamente riferibili alla singola area.

Per evitare questa distorsione, il Centro Studi Federcepicostruzioni ha adottato un criterio prudenziale, considerando esclusivamente i progetti le cui localizzazioni ricadono interamente nella provincia di Salerno ed escludendo gli interventi per i quali non è disponibile una ripartizione territoriale attendibile.

Il metodo utilizzato offre quindi un’indicazione che può assumere una portata più generale: distinguere il valore nominale dei programmi dall’ammontare realmente localizzabile e, soprattutto, dalla spesa già sostenuta.

Il caso Salerno: 2,13 miliardi di investimenti localizzati

Applicando questo criterio, il Centro Studi ha individuato 6.119 interventi interamente localizzati nella provincia di Salerno, con un valore complessivo di 2,129 miliardi di euro. La quota finanziata direttamente dal PNRR ammonta a 1,713 miliardi.

Poiché il dataset territoriale omogeneo sui pagamenti risulta meno aggiornato rispetto al quadro nazionale, la spesa è stata stimata applicando il tasso del 58,4% rilevato al 28 febbraio 2026.

Da questa operazione deriva una spesa complessiva stimata pari a 1,243 miliardi di euro e una spesa relativa alla quota PNRR pari a circa 1 miliardo.

Gli importi non rappresentano, quindi, pagamenti territoriali certificati dalla banca dati ReGiS, ma una stima parametrica costruita applicando al valore degli investimenti localizzati il livello medio nazionale di avanzamento della spesa.

Opere PNRR: quasi un miliardo per scuole, trasporti e reti

All’interno del portafoglio provinciale, le opere fisiche rappresentano investimenti per circa 990,1 milioni di euro, ai quali corrisponde una spesa parametrica stimata in 578,2 milioni. La componente più consistente riguarda scuole, asili, mense e impianti sportivi scolastici, con investimenti per 361 milioni di euro e una spesa stimata di circa 210,8 milioni.

Seguono gli interventi nel settore dei trasporti, del porto e della logistica pubblica, per 177,7 milioni di euro, e quelli relativi a reti idriche, irrigazione, fognatura e depurazione, per 143 milioni.

La sanità territoriale e la sicurezza ospedaliera assorbono investimenti per 128,7 milioni di euro, mentre alla rigenerazione urbana, all’edilizia sociale e allo sport sono riferiti 96,3 milioni.

Gli interventi in materia di ambiente, rifiuti, dissesto e bonifiche valgono invece 83,4 milioni di euro.

Dal calcolo è stata esclusa la nuova linea AV/AC Salerno-Reggio Calabria, compreso il lotto Battipaglia-Romagnano, perché il relativo CUP ha carattere multiregionale e non è disponibile una ripartizione ufficiale dei pagamenti attribuibile esclusivamente alla provincia di Salerno.

Cantieri PNRR, varianti e pagamenti: i nodi dell’ultima fase

Il caso di Salerno riflette questioni che riguardano l’attuazione del PNRR su scala nazionale.

Non è sufficiente che gli interventi siano finanziati o formalmente avviati, ma è necessario che i lavori vengano completati, collaudati e resi funzionali entro le scadenze previste, evitando che ritardi amministrativi o carenze di liquidità compromettano la chiusura dei cantieri.

Il tutto tenendo conto del fatto che traguardi e obiettivi del Piano dovranno essere completati entro il 31 agosto 2026, mentre l’ultima richiesta di pagamento dovrà essere presentata entro il 30 settembre 2026.

Federcepicostruzioni propone, in questa prospettiva, l’istituzione di una cabina di regia provinciale permanente, con un monitoraggio distinto per progetto, stato del cantiere, spesa sostenuta, pagamenti alle imprese e data prevista di entrata in esercizio.

A indicare le priorità della fase conclusiva è Antonio Lombardi, presidente nazionale di Federcepicostruzioni«Chiediamo procedure rapide per le varianti indispensabili, il rafforzamento degli uffici tecnici dei piccoli Comuni, la piena applicazione della revisione prezzi e pagamenti tempestivi degli stati di avanzamento lavori - sottolinea Lombardi -. Le imprese non possono anticipare indefinitamente la liquidità necessaria alla realizzazione di opere pubbliche già finanziate. Ogni ritardo nei pagamenti mette a rischio i cantieri, l’occupazione e il rispetto delle scadenze».

Il richiamo riguarda alcuni dei nodi più delicati della fase esecutiva: la gestione delle varianti, la capacità tecnica degli enti di minori dimensioni, l’applicazione della revisione prezzi e il rispetto dei termini di pagamento.

Dalle opere concluse ai servizi attivi: come misurare il risultato del PNRR

La conclusione formale del Piano non coinciderà automaticamente con il raggiungimento dei suoi obiettivi. Una volta ultimati i lavori, sarà necessario verificare che le opere siano effettivamente utilizzabili e accompagnate dalle risorse organizzative, finanziarie e gestionali necessarie.

Scuole, strutture sanitarie, impianti e infrastrutture non producono benefici per il solo fatto di essere stati realizzati. Servono personale, manutenzione, capacità amministrativa e risorse di gestione che consentano all’investimento di trasformarsi in un servizio stabile.

«Il PNRR non sarà giudicato dal numero dei decreti o dall’ammontare delle somme annunciate, ma dalle opere completate, dai servizi attivati e dalla qualità dello sviluppo generato. Salerno dispone di un portafoglio di investimenti importante: ora occorre trasformarlo, senza scorciatoie statistiche né ritardi amministrativi, in crescita reale e duratura».

Il caso analizzato da Federcepicostruzioni diventa così un osservatorio territoriale su una questione che interessa l’intero Piano: il passaggio dalle risorse programmate alle opere concluse e dai cantieri finanziati ai servizi effettivamente disponibili.

© Riproduzione riservata
I contenuti pubblicati su LavoriPubblici.it sono protetti dalla normativa vigente in materia di diritto d’autore e tutela delle banche dati. È vietata la riproduzione integrale o sostanziale, anche parziale ove effettuata in modo sistematico, nonché mediante strumenti automatizzati, degli articoli, delle banche dati e dei contenuti editoriali della testata su qualsiasi supporto, sito web, piattaforma digitale o mezzo di comunicazione, in assenza di preventiva autorizzazione scritta dell'editore.
Sono consentiti esclusivamente brevi estratti, citazioni e richiami ai contenuti pubblicati, purché accompagnati dall’espressa indicazione della fonte e dal relativo link all'articolo originale.