Prefabbricati e vincoli paesaggistici: il Consiglio di Stato sui limiti della precarietà
Palazzo Spada conferma che i prefabbricati su platea in cemento sono nuove costruzioni e chiarisce regole su demolizione e acquisizione gratuita
Quando un prefabbricato in legno può essere considerato un’opera precaria e quando invece integra una vera e propria nuova costruzione? L’ordine di demolizione necessita sempre della comunicazione di avvio del procedimento? E l’indicazione dell’area da acquisire in caso di inottemperanza va inserita già nell’ordine o in una fase successiva?
Prefabbricati e vincoli: il Consiglio di Stato chiarisce quando sono nuove costruzioni
Questi i nodi affrontati dal Consiglio di Stato con la sentenza del 29 agosto 2025, n. 7144, in relazione a tre manufatti abitativi realizzati su un fondo agricolo interessato da vincoli paesaggistici, archeologici e sismici.
Si trattava di abitazioni prefabbricate con basamento in cemento armato, coperture in legno e sistemazioni esterne che, di fatto, avevano trasformato stabilmente l’assetto del terreno.
Il Comune aveva disposto prima la sospensione dei lavori e poi ordinato la demolizione delle opere abusive.
Le proprietarie avevano quindi impugnato l’ordinanza sostenendo tre argomenti principali:
- le costruzioni avrebbero avuto carattere precario;
- mancava la comunicazione di avvio del procedimento;
- non era stata indicata l’area da acquisire in caso di inottemperanza.
Le tesi erano già state respinte in primo grado dal TAR e il Consiglio di Stato ha confermato la decisione in appello. Vediamo il perché.
Documenti Allegati
SentenzaIL NOTIZIOMETRO