Principio del risultato e requisiti tecnici minimi: interviene il Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato chiarisce l’applicazione del principio del risultato (art. 1 D.Lgs. 36/2023): i requisiti tecnici minimi devono essere verificati già in gara, pena l’esclusione.

di Redazione tecnica - 29/09/2025

Quadro normativo di riferimento

Il fulcro della decisione del Consiglio di Stato ruota attorno al principio del risultato, sancito dall’art. 1 del Codice dei contratti pubblici. Non si tratta di un principio generico, ma di una vera e propria bussola interpretativa: la stazione appaltante non può limitarsi a rispettare formalmente le regole di gara, ma deve orientare ogni scelta verso il raggiungimento del miglior esito possibile in termini di qualità, tempestività ed efficienza dell’affidamento.

La norma chiarisce che concorrenza e trasparenza non sono valori fini a sé stessi, bensì strumenti funzionali a garantire che il contratto pubblico soddisfi gli interessi collettivi sottesi alla procedura. In questo senso, la verifica dei requisiti minimi non è un passaggio burocratico, ma una condizione essenziale per assicurare che il servizio affidato sia concretamente idoneo a rispondere ai bisogni della comunità.

A ciò si aggiunge il dato testuale della lex specialis di gara, che nel caso esaminato prevedeva l’esclusione automatica delle offerte non conformi ai requisiti minimi del capitolato. L’art. 5, lettera j), del capitolato tecnico imponeva, infatti, in maniera vincolante che i veicoli utilizzati fossero allestiti per garantire un adeguato comfort agli alunni trasportati e consentissero il passaggio interno dell’accompagnatore. Non si tratta di semplici caratteristiche migliorative, ma di condizioni di base senza le quali il servizio perderebbe la sua funzione sociale e di tutela dei soggetti più fragili.

In questo quadro, la decisione del TAR di rinviare la verifica alla fase esecutiva si è rivelata incompatibile non solo con la lex specialis, ma anche con la logica del nuovo Codice: il principio del risultato, infatti, impone di anticipare alla fase di gara il controllo effettivo delle condizioni minime, proprio per evitare di affidare un contratto che, fin dall’origine, non garantisce l’interesse pubblico.

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