L’iter di conversione in legge del Decreto Infrastrutture (D.L. n. 73/2025) compie un passo decisivo con l’approvazione, da parte delle Commissioni Ambiente e Trasporti della Camera, di una serie di emendamenti che intervengono su tre ambiti centrali in materia di appalti pubblici: l’anticipazione contrattuale nei servizi di ingegneria e architettura, la disciplina degli incentivi alle funzioni tecniche e la revisione dei prezzi.
DL Infrastrutture: gli emendamenti approvati
Si tratta di modifiche che rispondono a istanze operative diffuse, provenienti tanto dalle SA quanto da autorevoli stakeholders come ANCE e OICE, e che mirano a correggere rigidità e ambiguità emerse nella prima applicazione del nuovo Codice dei contratti pubblici (d.Lgs. n. 36/2023), oltre che a porre le basi per una maggiore efficacia nella gestione delle commesse pubbliche e nell’impiego delle risorse PNRR.
Vediamo nel dettaglio cosa cambia.
Anticipazione anche ai progettisti: una svolta attesa
Per i servizi di ingegneria e architettura arriva finalmente l’estensione dell’anticipazione del prezzo d’appalto, finora riservata ai lavori e dunque solo alle imprese di costruzione, anche al settore dei servizi di ingegneria e architettura. Una misura attesa da tempo e che adesso che supera il divieto previsto dall’art. 125 del Codice e dal relativo Allegato II.14. specificando che per i servizi di ingegneria e architettura, “può essere prevista un’anticipazione del prezzo fino al 10 per cento, nei limiti delle disponibilità del quadro economico”.
Sebbene sia una quota inferiore del 20-30% previsto per gli appalti di lavori, rappresenta comunque un risultato strategico per le società di ingegneria, che da anni lamentavano una disparità di trattamento con gli appaltatori.
Incentivi 2% anche alle gare avviate prima del Correttivo
Altro snodo fondamentale riguarda gli incentivi per le funzioni tecniche delle stazioni appaltanti, oggetto di frequenti dubbi applicativi negli ultimi mesi. Un emendamento chiarisce che la disciplina dell’incentivo del 2% può essere applicata anche alle gare avviate prima del 31 dicembre 2024, a condizione che le attività incentivabili siano svolte successivamente a tale data.
Inoltre, si prevede che nell’importo incentivabile siano compresi anche gli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell’amministrazione, mentre la definizione dei criteri di riparto e delle eventuali decurtazioni è rimessa alla regolamentazione interna dell’ente appaltante.
Revisione prezzi: doppio intervento su diminuzioni e contratti 2023
Infine, due interventi importanti riguardano la disciplina della revisione prezzi:
- il primo limita l’applicazione in diminuzione dei nuovi prezzari, prevista dalla legge di Bilancio 2025: la revisione al ribasso potrà essere applicata solo alle lavorazioni eseguite o contabilizzate nel 2025. Viene dunque esclusa ogni possibilità di riaprire le contabilità relative agli anni 2023 e 2024, garantendo maggiore stabilità agli operatori.
- il secondo emendamento colma un vuoto normativo che aveva escluso dal meccanismo revisionale alcuni contratti aggiudicati tra il 1° luglio 2023 e il 31 dicembre 2023. Tali contratti rientrano ora esplicitamente nell’ambito applicativo della revisione prezzi ai sensi del Codice, superando l’incertezza generata da una stratificazione di norme.
Gl altri emendamenti approvati
Oltre alle tre misure centrali, la conversione del DL Infrastrutture introduce anche:
- il riordino dei Provveditorati alle opere pubbliche, con possibilità di competenza regionale singola per garantire maggiore efficienza nella fase finale degli investimenti PNRR;
- l’iscrizione automatica della Società Stretto di Messina tra le stazioni appaltanti qualificate, sul modello già adottato per le strutture commissariali Milano-Cortina e Giubileo 2025;
- nuove soglie e limiti temporali per gli appalti in somma urgenza, inclusi i servizi tecnici se la PA è sprovvista di risorse interne, con durata massima di 15 giorni, salvo dichiarazione dello stato di emergenza;
- la nomina del commissario straordinario per l’A2, nella persona dell’ad di ANAS, per il completamento del tratto Cosenza–Altilia;
- lo stanziamento di fondi, pari a 15 milioni di euro, per opere compensative AV Salerno–Reggio Calabria, destinati alla riqualificazione urbana nei territori interessati dal lotto 1a;
- l’istituzione di un tavolo tecnico sulle opere incompiute, per il monitoraggio e la risoluzione dei cantieri bloccati per cause economiche, normative o gestionali.
Il testo del provvedimento, integrato con gli emendamenti approvati in Commissione, passa adesso all’Aula della Camera dei Deputati per la discussione generale, tenendo conto che restano meno di due settimane per la conversione in legge.