La progettazione urbana sta vivendo una profonda trasformazione. Oggi non basta più realizzare una strada, una pista ciclabile o una piazza: occorre ripensare la città come un sistema integrato, capace di coniugare mobilità, sicurezza, sostenibilità ambientale e qualità dello spazio pubblico.
Progettare significa costruire luoghi più vivibili, inclusivi e resilienti, mettendo al centro le persone e le loro esigenze.
Sostenibilità opere pubbliche: il nuovo approccio alla progettazione, tra Codice Appalti, CAM Strade e rigenerazione urbana
Questa evoluzione trova solide basi in un quadro normativo sempre più orientato alla transizione ecologica.
Il Green Deal Europeo, il Regolamento (UE) 2021/1119 - Legge europea sul clima, la Missione 2 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), la Legge n. 2/2018 sulla mobilità ciclistica e il D.M. n. 557/1999, che disciplina le caratteristiche tecniche delle infrastrutture ciclabili, delineano un nuovo modello di città: meno dipendente dall’automobile privata, più attenta alla mobilità sostenibile, alla sicurezza degli utenti e alla qualità dell’ambiente urbano.
In questo contesto assume un ruolo centrale anche il D.Lgs. n. 36/2023, il nuovo Codice dei Contratti Pubblici, che ha segnato un’evoluzione culturale nel modo di concepire le opere pubbliche.
Il principio del risultato (art. 1) pone al centro la qualità dell’intervento e il perseguimento dell’interesse della collettività, mentre il principio della fiducia (art. 2) valorizza la competenza tecnica dei progettisti e delle amministrazioni pubbliche.
A questi principi si affianca l’art. 57, che rende obbligatoria l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) negli appalti pubblici. Proprio in attuazione di tale disposizione è stato emanato il Decreto 5 agosto 2024, che ha introdotto i nuovi CAM Strade per la progettazione, la costruzione, la manutenzione e l’adeguamento delle infrastrutture viarie, rafforzando un principio ormai imprescindibile: ogni intervento deve integrare sostenibilità ambientale, resilienza climatica, uso efficiente delle risorse, tutela del suolo e qualità progettuale fin dalle prime fasi di sviluppo dell’opera.
New European Bauhaus ed Envision: strumenti per valutare il valore urbano
Anche iniziative come il New European Bauhaus, pur non avendo valore normativo, contribuiscono a diffondere una cultura della progettazione nella quale sostenibilità, qualità architettonica e inclusione rappresentano elementi essenziali della trasformazione urbana.
Questo approccio trova riscontro anche nel conseguimento della credenziale Envision Sustainability Professional (ENV SP).
Tale esperienza ha confermato l’importanza di adottare, nella progettazione delle infrastrutture, modelli di valutazione capaci di misurare non soltanto la funzionalità tecnica dell’opera, ma anche il suo contributo alla sostenibilità, alla resilienza climatica, alla qualità della vita, all’uso efficiente delle risorse e alla tutela dell’ambiente.
Envision, in questa prospettiva, costituisce un riferimento metodologico volontario che può affiancare il quadro normativo e i CAM, orientando le scelte progettuali verso opere pubbliche capaci di generare valore urbano, ambientale e sociale nel lungo periodo.
Riqualificazione di via Roma a Palermo: obiettivi e complessità progettuali
Questo significa che oggi un progetto non può limitarsi a risolvere un problema di viabilità. Deve migliorare la sicurezza, favorire gli spostamenti sostenibili, rendere più accessibili gli spazi pubblici e contribuire alla rigenerazione della città.
È proprio questa la filosofia che ha guidato il progetto esecutivo di riqualificazione di Via Roma a Palermo, sviluppato dal mio studio. L’obiettivo non era semplicemente realizzare una pista ciclabile, ma ripensare uno degli assi più importanti della città attraverso una visione integrata della mobilità e dello spazio pubblico.
Via Roma rappresenta uno dei contesti urbani più complessi del centro storico: lungo i suoi circa 1,7 chilometri convivono trasporto pubblico, attività commerciali, importanti flussi pedonali, traffico veicolare, edifici monumentali e una fitta rete di sottoservizi. Per questo la progettazione esecutiva ha richiesto un intenso lavoro di coordinamento tra le diverse discipline e il recepimento delle prescrizioni emerse durante la Conferenza dei Servizi, trasformandole in soluzioni immediatamente cantierabili.
Piste ciclabili, sicurezza e spazio pubblico: gli interventi previsti
Il progetto prevede la realizzazione di due piste ciclabili monodirezionali, quindici nuove isole salvagente in corrispondenza delle fermate AMAT, la riorganizzazione degli attraversamenti pedonali, sistemi di illuminazione dedicati alla sicurezza degli utenti più vulnerabili e la riqualificazione di spazi strategici come Piazzetta Due Palme e il fronte di Piazza San Domenico.

Con un importo dei lavori inferiore al milione di euro è stato possibile integrare infrastrutture per la mobilità sostenibile, sicurezza stradale, arredo urbano, verde e sistemi di drenaggio sostenibile, dimostrando come una progettazione attenta possa produrre una trasformazione significativa anche con risorse economiche contenute.
Questo, a mio avviso, rappresenta il vero significato della rigenerazione urbana: non realizzare opere isolate, ma costruire città più sicure, accessibili e resilienti, capaci di rispondere alle esigenze contemporanee senza rinunciare alla propria identità.