Qualificazione stazioni appaltanti: ANAC aggiorna il quadro al I trimestre 2026

Sono quasi 4mila le amministrazioni qualificate al 31 marzo 2026. Oltre a quelli su progettazione e affidamento, il documento analizza anche i dati sulla qualificazione per l'esecuzione nei settori Lavori e Servizi e Forniture

di Redazione tecnica - 01/08/2026

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Al 31 marzo 2026 sono 3.919 le amministrazioni qualificate ai sensi degli artt. 62 e 63 del Codice Appalti, con il 18,1% per il settore Lavori, il 21,8% per quello Servizi e forniture e, infine, il 60,1% per entrambi i settori.

È questo il dato principale che emerge dal report trimestrale ANAC sulla qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza, che rileva, in termini assoluti, 3.066 unità qualificate per il settore dei Lavori (di cui 709 solo per Lavori e 2.357 per entrambi i settori) 3.210 per il settore Servizi e forniture, di cui 853 solo per Servizi e forniture oltre alle 2.357 per entrambi i settori.

Qualificazione stazioni appaltanti: il report ANAC sul I trimestre 2026

L’analisi, che non include i soggetti qualificati di diritto, è stata elaborata in base alle istanze pervenute al 31 marzo 2026 fornendo statistiche riferite al periodo conclusosi nove mesi dopo l’entrata in vigore del nuovo biennio di qualificazione.

Al primo trimestre dell’anno, le istanze sono state 4.358 per Lavori e 4.685 per Servizi e forniture, testimoniando che il numero di domande di qualificazione è più alto per questo secondo settore. Le domande appartenenti ad amministrazioni qualificate con riserva sono 48, di cui 20 per Lavori e 28 per Servizi e forniture, comprendendo 37 enti distinti.

Le percentuali di domande con esito non qualificata si attestano tra il 9,2 % nella categoria Lavori e il 12,5% per Servizi e forniture sul totale, restituendo, secondo l’Autorità, un dato sostanzialmente in linea con quanto registrato al 31 marzo 2024, cioè nove mesi dopo l’entrata in vigore del primo biennio.

Analizzando i livelli di qualificazione, il Report mette in evidenza risultati simili tra i due settori anche in questo periodo di riferimento: all’interno del settore Lavori, il 60,7% delle amministrazioni, pari a 1.860 sul totale di 3.066 enti qualificati ha il livello massimo, ottenuto invece nel 58,2% dei casi per il settore Servizi e forniture che tradotto in numeri ammonta a 1.867 amministrazioni sul totale di 3.210 qualificate; il livello intermedio (L2 e SF2) è raggiunto rispettivamente nel 25,3% (777 enti) e 22% (707 enti) dei casi, e quello minimo nel 14% (429) e 19,8% (636).

Nel caso dei soggetti che svolgono funzioni di centralizzazione delle committenze (che sono il 13,9% nel settore Lavori, ovvero 425 su 3.066, e il 12,5% , ovvero 400 su 3.210 per Servizi e forniture), il livello massimo di qualificazione sale rispettivamente all’82,6% e al 76,5%.

Il report contiene anche un interessante confronto tra qualificazione dei Comuni con popolazione sotto i 15mila abitanti e quella dei Comuni oltre i 15mila abitanti, considerando le diverse capacità attese tra i due gruppi di enti comunali, nella logica di assegnazione dei punteggi previsti dal sistema per gare svolte, competenze e formazione del personale.

Particolarmente significativo è il fatto che, per i Comuni di dimensioni maggiore, quasi il 77% delle istanze per Lavori e il 64% per Servizi e forniture è qualificato al livello più alto e, rispettivamente, solo l’1% e il 3% mostra un esito di non qualificazione. Quest’ultimo dato, sottolinea l’Autorità, sale al 10% e al 31% per i Comuni di dimensioni minori.

Istanze di qualificazione: i risultati

Il Report contiene anche un’analisi degli esiti delle istanze di qualificazione per la fase di progettazione e affidamento degli enti che hanno presentato domanda nel primo biennio, scaduto il 30 giugno 2025, e nel nuovo.

4 gli esiti possibili, corrispondenti a qualificazione in via ordinaria, qualificazione con riserva, non soggetta a qualificazione, non qualificazione.

Di 3.188 stazioni appaltanti e centrali di committenza nel settore Lavori, circa 2.569 hanno lo stesso risultato di “qualificata”, ma 87 precedentemente qualificate nel vecchio biennio sono ora non qualificate. In questo periodo di analisi, risultano anche 186 enti precedentemente non erano qualificati e che adesso lo sono.

Per quanto riguarda il settore Servizi e forniture, di 3.581 stazioni appaltanti e centrali di committenza, 2.995 hanno il risultato di “qualificata” in entrambi i bienni ma, rispetto al settore Lavori, ad oggi un numero maggiore di qualificate nel precedente biennio è ora non qualificato (261).

La ragione risiede probabilmente nel fatto che non c’è stato un allargamento del perimetro delle gare, ai fini dell’ottenimento di punteggi per l’esperienza, come invece è avvenuto nel caso dei Lavori, settore per il quale vengono ora considerati i Cig sopra 150mila euro, mentre nel precedente biennio si consideravano solo quelli sopra 500mila euro.

La qualificazione in fase di esecuzione

Con l’entrata in vigore del Correttivo al Codice degli Appalti sono stati previsti i requisiti per la qualificazione per la fase di esecuzione, articolata anch’essa in tre livelli come la fase di progettazione ed affidamento.

Essa si basa su un numero minore di criteri legati alla formazione del personale, alla comunicazione dei dati relativi ai CIG 2021-2023 di importo superiore a 500 mila euro ed al rispetto dei tempi di pagamento.

La norma prevede in ogni caso che le SA e le CC qualificate per la fase di progettazione e affidamento siano qualificate per lo stesso livello di qualificazione anche per l’esecuzione (articolo 8 comma 1 dell’Allegato II.4 del D. Lgs 36/2023, come modificato dal Correttivo al Codice degli Appalti).

Ne deriva che le amministrazioni devono presentare domanda di qualificazione per la fase esecutiva qualora intendano eseguire appalti e non siano qualificate per la fase di progettazione/affidamento, oppure intendano eseguire appalti di importo rientrante nel livello di qualificazione superiore rispetto a quello ottenuto per la fase di progettazione/affidamento.

In questo caso, il biennio di qualificazione è partito dal 1° gennaio 2025 e, alla data del 31 marzo 2026, ci sono 6348 stazioni appaltanti qualificate per l’esecuzione in almeno un settore di qualificazione, di cui 843 esclusivamente per il settore Lavori (13,3%), 1.070 di esse sono qualificate esclusivamente per il settore Servizi-Forniture (16,8%) e 4.435 qualificate in entrambi i settori (69,9%).

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