Rapporto ENEA 2026: come cambiano le detrazioni fiscali per l'efficienza energetica

Dal nuovo quadro europeo ai dati su Ecobonus, Bonus Casa e SuperEcobonus, il Rapporto ENEA 2026 fotografa l'evoluzione delle detrazioni fiscali, l'andamento degli investimenti, gli interventi più diffusi e le prospettive della riqualificazione energetica degli edifici.

di Redazione tecnica - 14/07/2026

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Dopo gli anni del Superbonus e delle profonde modifiche al sistema delle agevolazioni edilizie, il Rapporto annuale 2026 sulle detrazioni fiscali pubblicato dall'ENEA fotografa lo stato degli incentivi destinati all'efficienza energetica degli edifici.

L'analisi prende in esame gli interventi agevolati attraverso Ecobonus, Bonus Casa, Bonus Facciate e SuperEcobonus, ricostruendo investimenti, risparmi energetici e tecnologie che hanno caratterizzato il mercato nel corso del 2025.

Per Ecobonus e Bonus Casa vengono considerati gli interventi conclusi nel 2025, mentre per il SuperEcobonus l'analisi comprende tutte le opere ultimate entro il 31 dicembre 2025, offrendo il primo bilancio dell'intero ciclo della misura introdotta nel 2020. Il rapporto consente così di valutare gli effetti delle recenti modifiche normative, individuare gli interventi che continuano a trainare il mercato e osservare come si distribuiscano investimenti e risparmi energetici sul territorio nazionale.

Detrazioni fiscali e transizione energetica: il rapporto ENEA 2026

L'ENEA ricorda che le detrazioni fiscali vanno inserite in un quadro più ampio in cui un ruolo fondamentale è svolto dalle politiche europee per l'efficienza energetica degli edifici.

La revisione della direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD), c.d. Direttiva Green, ha inserito gli incentivi tra gli strumenti destinati ad accompagnare la decarbonizzazione del patrimonio edilizio, promuovendo gli edifici a emissioni zero, l'elettrificazione dei consumi e una maggiore integrazione delle fonti rinnovabili.

Tra le tecnologie considerate strategiche, le pompe di calore occupano un ruolo di primo piano, senza rappresentare però l'unica soluzione disponibile. Solare termico, impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo, tecnologie ibride e altre soluzioni dovranno integrarsi in funzione delle caratteristiche degli edifici e delle diverse condizioni climatiche.

Sempre più centrale diventa anche la capacità degli edifici di interagire con il sistema energetico, non solo con l'obiettivo di ridurre i consumi, ma anche di trasformare gli immobili in elementi attivi della rete elettrica, capaci di modulare la domanda di energia, integrare la produzione da fonti rinnovabili e contribuire alla stabilità del sistema attraverso contatori intelligenti, sistemi di automazione e infrastrutture digitali.

Non manca poi il richiamo alla necessità di garantire un quadro normativo stabile: la continuità delle politiche di incentivazione rappresenta infatti una condizione essenziale per favorire gli investimenti e consentire a famiglie, professionisti e imprese di programmare gli interventi di riqualificazione energetica.

Ecobonus: il 2025 segna un deciso ridimensionamento

Scendendo nel dettaglio, il 2025 rappresenta il primo anno in cui gli effetti delle profonde modifiche al sistema delle detrazioni fiscali si riflettono pienamente sui risultati dell'Ecobonus.

Dopo il progressivo superamento della cessione del credito e dello sconto in fattura, la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto nuove aliquote, limiti differenziati in base ai beneficiari ed escluso le caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, scelta successivamente chiarita dall'Agenzia delle Entrate con la circolare n. 8/E del 19 giugno 2025.

Entro il 31 marzo 2026 sono state trasmesse 305.035 schede descrittive relative a interventi conclusi nel 2025. Gli investimenti attivati ammontano a 3,62 miliardi di euro, mentre il risparmio energetico stimato raggiunge 842,35 GWh/anno.

Il confronto con il 2024 evidenzia una netta inversione di tendenza. Il numero degli interventi diminuisce del 47,81%, gli investimenti del 42,52% e il risparmio energetico del 55%, segnando la fine della fase espansiva favorita dalle modalità alternative di fruizione delle detrazioni fiscali.

La contrazione degli investimenti non modifica però alcune caratteristiche strutturali dell'Ecobonus. Anche nel 2025 il patrimonio edilizio residenziale assorbe l'87,79% degli investimenti, generando l'81,04% dei risparmi energetici complessivi e confermandosi il principale ambito di applicazione dell'agevolazione.

I dati del 2025 segnano quindi il passaggio da una stagione caratterizzata da misure straordinarie a un sistema di incentivi tornato su livelli ordinari. La riqualificazione energetica continua a rappresentare un mercato importante, ma la realizzazione degli interventi torna a dipendere soprattutto dalla sostenibilità economica degli investimenti e dall'efficacia delle detrazioni ordinarie.

Dove si concentrano gli investimenti e quali edifici sono stati riqualificati

La distribuzione territoriale degli investimenti conferma una netta prevalenza delle regioni del Nord Italia. La Lombardia si colloca al primo posto con oltre un miliardo di euro, pari al 28,02% del totale nazionale, seguita da Veneto (11,93%) ed Emilia-Romagna (10,32%). Insieme a Piemonte e Lazio, queste cinque regioni concentrano oltre il 65% degli investimenti realizzati attraverso l'Ecobonus.

Lo stesso andamento si osserva nei risparmi energetici. La Lombardia contribuisce da sola a quasi il 29% del totale nazionale, mentre Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte confermano un'incidenza elevata anche sotto questo profilo, a testimonianza della maggiore diffusione degli interventi nelle regioni settentrionali.

Gli interventi interessano soprattutto edifici costruiti tra gli anni Sessanta e Ottanta, una fascia del patrimonio edilizio che presenta ampi margini di miglioramento delle prestazioni energetiche. Più limitata risulta invece la quota di interventi sugli edifici realizzati secondo standard costruttivi più recenti.

Anche la distribuzione per zone climatiche conferma questa tendenza. Le zone E e D concentrano la quota maggiore degli investimenti e dei risparmi energetici, dimostrando come il fabbisogno di riscaldamento continui a influenzare in misura significativa la convenienza degli interventi di efficientamento.

Infissi, isolamento e impianti: come cambia la riqualificazione energetica degli edifici

I dati dell'ENEA confermano che la riqualificazione energetica degli edifici continua a partire dall'involucro edilizio. Nonostante l'evoluzione delle tecnologie impiantistiche e la crescente attenzione verso l'elettrificazione dei consumi, gli interventi più diffusi restano quelli destinati a ridurre le dispersioni termiche dell'edificio.

La sostituzione degli infissi si conferma anche nel 2025 l'intervento nettamente prevalente. Oltre la metà delle pratiche trasmesse all'ENEA riguarda infatti la sostituzione dei serramenti, una quota che trova sostanziale corrispondenza anche negli investimenti realizzati e nei risparmi energetici conseguiti. Il dato conferma la centralità di un intervento che continua a rappresentare il primo passo verso il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti.

Accanto agli infissi, gli interventi di isolamento dell'involucropareti, coperture e solai – continuano ad assorbire una quota rilevante degli investimenti. Pur interessando un numero inferiore di edifici, garantiscono i maggiori benefici in termini di riduzione dei consumi, soprattutto sul patrimonio edilizio costruito prima dell'introduzione delle più recenti norme sul contenimento energetico.

L'intervento sugli impianti completa questo percorso di riqualificazione. Le pompe di calore rafforzano la propria presenza, in linea con gli obiettivi europei di elettrificazione dei consumi, affiancate da sistemi ibridi e altre tecnologie ad alta efficienza. La loro diffusione non sostituisce però gli interventi sull'involucro, ma li integra, confermando come i risultati migliori derivino dalla combinazione di opere edilizie e impiantistiche.

Accanto agli interventi principali trovano spazio anche schermature solari e sistemi di building automation, che rappresentano una quota più contenuta del mercato ma contribuiscono ad aumentare l'efficienza complessiva degli edifici. Nel loro insieme, i dati confermano una progressiva evoluzione verso interventi integrati, nei quali involucro, impianti e sistemi di gestione operano in modo complementare.

L'eredità del Superbonus: un patrimonio di edifici più efficienti

Il Rapporto ENEA 2026 consente per la prima volta di tracciare un bilancio complessivo del SuperEcobonus, prendendo in esame tutti gli interventi conclusi entro il 31 dicembre 2025. A cinque anni dall'introduzione della misura è possibile valutare non solo gli investimenti realizzati, ma anche gli effetti prodotti sul patrimonio edilizio.

Uno degli aspetti più significativi riguarda il miglioramento delle prestazioni energetiche. Il requisito del doppio salto di classe ha orientato gli interventi verso riqualificazioni profonde, ottenute attraverso la combinazione di opere sull'involucro edilizio e sugli impianti e che confermano la capacità della misura di incidere in maniera significativa sull'efficienza degli edifici.

Gli interventi realizzati restituiscono l'immagine di una riqualificazione integrata: all'isolamento dell'involucro si affiancano la sostituzione degli impianti di climatizzazione, l'installazione di impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo e, in misura minore, sistemi di building automation.

Diverse anche le tipologie di immobili interessate dagli interventi: i condomìni concentrano la quota prevalente degli investimenti e presentano importi medi sensibilmente superiori rispetto agli edifici unifamiliari, mentre questi ultimi risultano più numerosi in termini di interventi realizzati.

Cosa emerge dal Rapporto ENEA sul futuro delle detrazioni fiscali

Il Rapporto descrive un mercato profondamente diverso rispetto a quello degli anni del Superbonus. La progressiva eliminazione della cessione del credito e dello sconto in fattura, insieme alla rimodulazione delle aliquote, ha riportato il sistema delle detrazioni fiscali entro una dimensione più vicina agli strumenti ordinari di incentivazione.

Il rallentamento registrato nel 2025 rappresenta la conseguenza più evidente di questo cambiamento, ma non coincide con un venir meno dell'interesse verso la riqualificazione energetica. Le tipologie di intervento realizzate mostrano infatti una sostanziale continuità: infissi, isolamento dell'involucro e impianti ad alta efficienza continuano a rappresentare le principali leve per ridurre i consumi energetici, mentre cresce il peso delle tecnologie legate all'elettrificazione, alle fonti rinnovabili e alla gestione intelligente degli edifici.

Un'altra indicazione riguarda il patrimonio edilizio italiano. Gli investimenti continuano a concentrarsi sugli edifici costruiti prima dell'introduzione dei più recenti standard energetici, confermando come il principale potenziale di risparmio risieda ancora nella riqualificazione dell'esistente.

Il quadro delineato mostra di fatto un sistema di incentivi entrato in una nuova fase. Terminata la stagione delle misure straordinarie, il futuro delle detrazioni fiscali dovrà basarsi su strumenti stabili, interventi diffusi e una crescente integrazione tra qualità dell'involucro edilizio, innovazione impiantistica e fonti rinnovabili.

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