La protezione contro la caduta di oggetti dall’alto rappresenta una criticità ricorrente sia nei cantieri temporanei o mobili sia negli interventi di manutenzione su edifici civili. Non riguarda soltanto il lavoratore che opera in quota, ma anche chi transita o sosta al di sotto della zona interessata dalle attività.
Detriti, frammenti di laterizio, utensili, porzioni di intonaco: oggetti con forma, massa e comportamento all’impatto variabili. Proprio questa variabilità rende il tema tecnicamente complesso. Non è sufficiente “prevedere una rete”; occorre che quella rete sia progettata, verificata e installata per resistere a carichi dinamici reali e coerenti con lo scenario di rischio.
Il Quaderno di ricerca dell’INAIL dedicato alle reti contro la caduta di oggetti interviene esattamente su questo punto, adottando un approccio sperimentale strutturato e fornendo la base tecnica delle nuove UNI 11808-3 e UNI 11808-4, pubblicate nell’aprile 2025.
Reti contro la caduta di oggetti: il Quaderno INAIL su sicurezza e norme tecniche
Sul mercato nazionale e internazionale sono presenti da tempo prodotti commercializzati come reti antidetriti, reti anticalcinacci, debris nets o containment nets. Tali prodotti vengono utilizzati nei cantieri per la protezione di lavoratori e passanti dalla caduta di materiali dall’alto e, in alcuni casi, sono combinati con reti di sicurezza destinate alla protezione dei lavoratori contro la caduta nel vuoto.
Fino alla pubblicazione delle UNI 11808-3 e 11808-4 non esistevano norme europee (EN) o nazionali (UNI) che ne definissero in modo puntuale i requisiti, stabilendo criteri oggettivi per la valutazione delle prestazioni.
Le caratteristiche tecniche risultavano quindi stabilite e dichiarate dai fabbricanti, ma non supportate da un sistema di prova codificato e condiviso.
Il Quaderno INAIL evidenzia proprio questo aspetto e costituisce oggi un riferimento tecnico chiaro in un ambito che non disponeva di criteri prestazionali strutturati e verificabili.
Come evidenziato nella ricerca, il rischio di caduta di oggetti non si limita ai cantieri. Il distacco di elementi dai soffitti e dalle coperture di edifici scolastici o di culto comporta spesso l’interdizione degli spazi per ragioni di sicurezza.
In tali contesti, l’utilizzo di reti progettate e testate secondo criteri prestazionali codificati può rappresentare una misura di mitigazione del rischio in attesa degli interventi definitivi. Anche in questi casi, la scelta non può essere generica, ma deve essere coerente con lo scenario di rischio effettivo.
La ricerca INAIL: test dinamici per simulare la caduta reale
Scendendo nel dettaglio, il documento sviluppa una metodologia di prova basata su test dinamici di simulazione della caduta.
Le prove hanno l’obiettivo di verificare se le reti:
- resistono ai carichi dinamici significativi derivanti dall’impatto di oggetti in caduta;
- impediscono la perforazione;
- mantengono l’integrità strutturale dopo l’impatto.
Per la definizione dell’assetto sperimentale, la ricerca prende a riferimento esperienze normative già consolidate in altri ambiti – come i parasassi per ponteggi o le prove di resistenza alla penetrazione previste per gli elmetti di protezione – adattandole allo specifico scenario della caduta di oggetti su rete orizzontale.
I risultati della sperimentazione costituiscono il supporto tecnico per la redazione delle nuove norme UNI, che trasformano l’esperienza di laboratorio in requisiti normativi applicabili nella pratica professionale.
Le reti contro la caduta di oggetti rientrano tra i Dispositivi di Protezione Collettiva (DPC) e, come tali, hanno priorità rispetto alle misure di protezione individuale.
La loro efficacia non dipende esclusivamente dalla conformità alla norma, ma anche da:
- corretta progettazione del sistema di ancoraggio;
- installazione eseguita da personale competente;
- ispezioni periodiche e controllo dell’invecchiamento dei materiali, in particolare per effetto dei raggi UV.
È inoltre necessario prevedere il ritiro dal servizio della rete qualora abbia già arrestato la caduta di oggetti, poiché l’impatto può aver compromesso le caratteristiche prestazionali iniziali.
UNI 11808-3:2025 – Reti contro la caduta di piccoli oggetti
La UNI 11808-3 riguarda le reti contro la caduta di piccoli oggetti e introduce requisiti di sicurezza, metodi di prova e condizioni di utilizzo specifici.
Il test principale prevede la verifica della resistenza alla penetrazione mediante una massa cilindroconica da 3 kg. L’obiettivo è simulare l’impatto di oggetti di dimensioni contenute ma potenzialmente perforanti, verificando che la rete non venga attraversata e mantenga la propria funzione di protezione.
Il tema non è soltanto trattenere il materiale, ma garantire che la rete costituisca una barriera effettiva anche nei confronti di oggetti con caratteristiche tali da favorire la perforazione.
UNI 11808-4:2025 – Reti contro la caduta di oggetti
La UNI 11808-4 si riferisce invece a oggetti con massa maggiore e introduce prove con massa sferica da 12 kg.
In questo caso la rete deve dimostrare di:
- assorbire energia;
- resistere a carichi dinamici più gravosi;
- mantenere l’integrità e la capacità di protezione anche a seguito di sollecitazioni significative.
La distinzione tra le due norme consente di correlare la tipologia di rete allo scenario di rischio concreto, superando l’approccio indifferenziato che ha caratterizzato molte applicazioni fino ad oggi.
Il raccordo con il d.Lgs. n. 81/2008
L’art. 122 del D.Lgs. 81/2008 richiama la necessità di proteggere i lavoratori contro la caduta di cose. Tuttavia, il decreto non entra nel dettaglio dei requisiti tecnici delle reti utilizzate a tale scopo.
Le UNI 11808-3 e 11808-4 intervengono proprio su questo piano, definendo:
- requisiti prestazionali;
- metodi di prova;
- condizioni di utilizzo.
Per il coordinatore per la sicurezza, per il RSPP e per il progettista delle opere provvisionali, questo significa poter fondare la scelta del dispositivo su parametri oggettivi e verificabili, riducendo l’area di discrezionalità che in passato risultava inevitabile.
Cosa cambia per i professionisti della sicurezza
La pubblicazione del Quaderno INAIL e delle UNI 11808-3 e 11808-4 non rappresenta soltanto un aggiornamento tecnico, ma introduce un parametro oggettivo nella valutazione delle misure di protezione collettiva contro la caduta di oggetti.
Da questo momento, indicare genericamente una “rete antidetriti” all’interno di un PSC, di un POS o di una relazione tecnica non è più sufficiente sotto il profilo della diligenza professionale.
Occorre verificare:
- quale sia lo scenario di rischio (piccoli oggetti potenzialmente perforanti o impatti di massa significativa);
- quale norma tecnica risulti applicabile (UNI 11808-3 o UNI 11808-4);
- se il prodotto scelto sia conforme ai requisiti prestazionali e ai metodi di prova previsti.
La differenza tra un prodotto commercializzato con una certa denominazione e un dispositivo conforme a requisiti normati non è formale. Incide direttamente sulla responsabilità tecnica del progettista, del coordinatore per la sicurezza e del datore di lavoro.
La normazione tecnica, in questo caso, consente di superare l’area di discrezionalità che ha caratterizzato finora il settore e di fondare le scelte su criteri misurabili e verificabili.
La sicurezza in quota non riguarda soltanto chi lavora in altezza, ma anche chi si trova al di sotto. Le nuove UNI offrono finalmente un riferimento tecnico che permette di tradurre questa consapevolezza in una misura di protezione collettiva concretamente efficace e difendibile anche sotto il profilo tecnico-giuridico.