Revisione prezzi: le nuove regole per la compensazione

Approvato l'emendamento al DL Infrastrutture: dal 2025 la revisione prezzi nei lavori pubblici sarà più chiara e senza effetti retroattivi sugli importi già liquidati

di Redazione tecnica - 10/07/2025

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Come si applicherà la revisione prezzi nei contratti pubblici a partire dal 2025? Quali modifiche sono previste all'attuale meccanismo di compensazione previsto dall'art. 60 del Codice Appalti? Le stazioni appaltanti dovranno rivedere gli importi già liquidati?

Revisione prezzi: dal 2025 nuovo criterio di calcolo

A queste domande trova finalmente una prima risposta concreta un intervento atteso da operatori e stazioni appaltanti: le Commissioni riunite Ambiente e Trasporti alla Camera hanno infatti approvato un emendamento al Decreto Infrastrutture (DL n. 73/2025), che introduce una nuova disposizione volta a chiarire con maggiore puntualità il meccanismo della revisione prezzi nei lavori pubblici.

Come confermato anche dal MIT, il calcolo delle variazioni (anche in diminuzione) tra i prezzi a base di gara, al netto dei ribassi, e i prezziari regionali dovrà essere effettuato solo a partire dal 2025.

Questa precisazione produce due effetti immediati:

  • evita applicazioni retroattive del sistema revisionale, che avrebbero potuto incidere su importi già certificati e liquidati;
  • esclude la riliquidazione di lavorazioni eseguite fino al 31 dicembre 2024.

Le modifiche del DL Infrastrutture al Codice dei Contratti

L’approvazione dell’emendamento si inserisce nel quadro di interventi urgenti introdotti con il DL Infrastrutture per affrontare alcune criticità applicative emerse nel primo anno di vigenza del nuovo Codice dei contratti (D.Lgs. n. 36/2023), sulla decorrenza temporale del meccanismo revisionale e sulla certezza applicativa delle disposizioni, soprattutto in relazione ai contratti rimasti esclusi dai fondi compensativi previsti dai precedenti decreti emergenziali (DL 4/2022 e DL 50/2022).

In particolare, l’art. 9 del Decreto Infrastrutture consente - in via eccezionale - di applicare retroattivamente il nuovo art. 60 del Codice ad alcuni contratti privi di copertura finanziaria straordinaria. L’emendamento appena approvato interviene con funzione chiarificatrice, precisando che il nuovo meccanismo revisionale non potrà essere usato per modificare quanto già liquidato fino al 2024.

Sebbene l’intervento rappresenti una risposta utile e necessaria per la gestione dei contratti in corso, la modalità scelta – ancora una volta affidata a un decreto legge e a un emendamento parlamentare – conferma la difficoltà di garantire una pianificazione normativa stabile e condivisa. Il rischio, come già accaduto in passato, è quello di sommare correttivi parziali a una disciplina che richiederebbe invece una strategia sistemica, elaborata attraverso il confronto tecnico con gli operatori del settore e le stazioni appaltanti.

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