A distanza di oltre dieci anni dalla riforma del 2012, il legislatore torna a operare sulla disciplina del condominio con una proposta di legge che punta a un cambio di passo rispetto ai numerosi tentativi frammentari delle scorse legislature.
Presentata alla Camera dei Deputati a prima firma Gardini e sottoscritta da numerosi parlamentari, la proposta A.C. 2692 interviene in modo strutturale su alcuni aspetti centrali della gestione condominiale quali il ruolo e i requisiti dell’amministratore, l’assetto contabile e la revisione dei rendiconti, la sicurezza delle parti comuni e le responsabilità connesse.
Sullo sfondo diversi obiettivi rilevanti quali ridurre il contenzioso, rafforzare la trasparenza della gestione e rendere il “sistema condominio” più affidabile anche nei confronti dei terzi.
Riforma condominio: presentata la nuova proposta di legge
Il cuore della proposta riguarda la contabilità condominiale. Nella relazione illustrativa che accompagna il disegno di legge, i proponenti evidenziano come una quota rilevantissima del contenzioso civile derivi da controversie condominiali, e in particolare da impugnazioni dei rendiconti e procedimenti di recupero dei contributi.
L’assenza di criteri contabili chiari e di requisiti professionali stringenti per chi svolge attività di revisione avrebbe finito per legittimare contestazioni pretestuose, spesso fondate su rilievi tecnico-contabili errati, utilizzate strumentalmente per ritardare i pagamenti e ostacolare l’attività di recupero crediti.
È in questa chiave che va letto l'impianto normativo, come tentativo di “normalizzare” i rapporti economici che ruotano attorno al condominio, rendendoli più trasparenti, verificabili e stabili.
Analizziamo nel dettaglio le principali novità previste.