Riforma del Testo Unico Edilizia: UNITEL in audizione alla Camera
Nell’audizione dell’8 ottobre, l’Unione nazionale dei tecnici degli enti locali richiama la necessità di una riforma organica e coerente del d.P.R. 380/2001. Ma il percorso parlamentare delle proposte Santillo e Mazzetti sembra destinato a restare sospeso in attesa della bozza ministeriale.
Conclusione
Il contributo di UNITEL rappresenta una voce autorevole e concreta nel dibattito sulla riforma dell’edilizia, capace di portare all’attenzione del legislatore le criticità quotidiane che i tecnici degli enti locali affrontano nell’applicazione del d.P.R. n. 380/2001. Si tratta di una prospettiva preziosa perché radicata nella pratica amministrativa, spesso trascurata nei processi di elaborazione normativa.
Tuttavia, la vera sfida non risiede solo nella quantità di
contributi ricevuti o nella pluralità degli attori coinvolti, ma
nella capacità del legislatore e del MIT di costruire una
riforma strutturale e coerente, che metta finalmente
ordine in un corpus normativo frammentato, stratificato e in
continua evoluzione.
Il rischio, ancora una volta, è quello di un riordino solo formale,
incapace di incidere sulla complessità procedurale e
sull’incertezza interpretativa che paralizzano il settore.
Serve invece un cambio di paradigma: una riforma scritta con metodo tecnico, partecipato ma non dispersivo, che segua criteri di gerarchia e sistematicità delle fonti, che recuperi la distinzione originaria tra edilizia e urbanistica e che valorizzi la funzione regolatrice dello Stato, pur nel rispetto delle competenze regionali.
Solo un impianto così concepito potrà restituire all’edilizia
italiana una base normativa stabile e leggibile, capace di favorire
l’efficienza amministrativa, la sicurezza giuridica e la qualità
del costruire.
Diversamente, anche questa volta, si rischia di perdere l’occasione
per realizzare quella riforma che il Paese attende da oltre
vent’anni.
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