Riforma Testo Unico Edilizia: opportunità o corto circuito istituzionale?
Il MIT propone un nuovo testo unico delle costruzioni: analisi tecnica, principi e rischi di una riforma che ridisegna regole e competenze.
Procedure amministrative
Il ddl delega affronta in maniera organica anche il tema delle procedure amministrative in edilizia, con l’obiettivo di ridurre tempi, oneri e duplicazioni che oggi gravano su cittadini, imprese e amministrazioni.
I criteri fissati vanno in diverse direzioni:
- sportello unico effettivo: il privato deve poter accedere a un unico punto per tutte le domande, segnalazioni e comunicazioni relative al titolo abilitativo e all’intervento edilizio;
- distinzione chiara dei procedimenti: da un lato quelli ordinari per il rilascio dei titoli, dall’altro quelli in sanatoria, evitando sovrapposizioni;
- coordinamento tra amministrazioni: rafforzare i meccanismi di collaborazione nei procedimenti complessi, anche in sanatoria;
- tempi certi e garantiti: riduzione dei termini per il rilascio dei titoli e valorizzazione degli strumenti del silenzio-assenso e del silenzio-devolutivo in caso di inerzia della PA;
- unica istanza plurifinalitaria: possibilità per il privato di ottenere con una sola domanda tutte le autorizzazioni connesse a un intervento edilizio, incluse quelle eventualmente in sanatoria;
- digitalizzazione integrale: interoperabilità delle banche dati, istituzione del fascicolo digitale delle costruzioni e progressiva attuazione di un’anagrafe edilizia nazionale;
- definizione dei condoni pendenti: fissazione di tempi e modalità per chiudere le pratiche ancora sospese dei tre condoni edilizi (1985, 1994, 2003), imponendo una data certa per la conclusione delle istruttorie e l’adozione dei provvedimenti.
Il filo conduttore è quello di trasformare la gestione del procedimento edilizio da percorso frammentato a sistema integrato, digitale e con tempi garantiti, riducendo drasticamente margini di discrezionalità e ritardi.
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