Sanatoria edilizia 2026: come funziona la regolarizzazione degli abusi nel d.P.R. 380/2001

Stato legittimo, tolleranze costruttive, art. 36 e 36-bis dopo il Salva Casa: come cambia la gestione delle difformità edilizie

di Gianluca Oreto - 08/01/2026

Condono edilizio e sanatoria ordinaria: una distinzione netta

Prima di entrare nel dettaglio delle formule di regolarizzazione previste per il 2026, occorre chiarire uno dei principali equivoci quando si parla di sanatoria: la differenza tra condono edilizio e sanatoria ordinaria.

Il condono è stato uno strumento straordinario ed eccezionale, introdotto in Italia con 3 Leggi speciali (1985, 1994 e 2003), che, in deroga alla pianificazione urbanistica ordinaria, ha consentito la sanatoria di opere realizzate in assenza o difformità di titolo abilitativo a determinate condizioni (vincolanti soprattutto per il secondo e terzo condono) e all’interno di specifiche finestre temporali.

La sanatoria ordinaria, disciplinata dal d.P.R. n. 380/2001, è invece parte integrante del sistema edilizio. Non deroga alle regole urbanistiche, ma consente di regolarizzare interventi che risultano compatibili con l’assetto normativo, secondo presupposti ben definiti.

Confondere questi due piani significa attribuire alle norme vigenti una portata che il legislatore non ha mai inteso riconoscere.

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