Sanatoria edilizia 2026: online il video guida tra stato legittimo e sanatoria dinamica

Nel nuovo video di LavoriPubblici.it un percorso operativo per orientarsi nel d.P.R. 380/2001 dopo il Salva Casa: stato legittimo, tolleranze costruttive, art. 34-ter, fiscalizzazione e regolarizzazione delle difformità

di Redazione tecnica - 12/01/2026

Nel 2026 il tema della regolarizzazione delle difformità edilizie continua ad essere uno dei terreni più scivolosi della pratica professionale. Non perché manchino le norme, ma perché le regole – tra modifiche, innesti e nuovi istituti – vanno lette in modo sistematico, evitando l’errore più frequente: trattare ogni articolo come un “mondo a sé”.

Proprio per questo abbiamo pubblicato un primo video introduttivo (a cui ne seguiranno altri specifici) dal titolo “Sanatoria edilizia 2026”. Un contenuto pensato per accompagnare tecnici e operatori in un percorso di lettura ordinato del d.P.R. n. 380/2001, alla luce delle modifiche introdotte dal Salva Casa (D.L. 69/2024 convertito in L. 105/2024).

Perché un video sulla sanatoria edilizia nel 2026

Negli ultimi mesi si è parlato molto (e spesso male) di “condoni” e di nuove sanatorie straordinarie. Ma la realtà è che, oggi, il sistema si gioca tutto dentro gli strumenti ordinari del Testo Unico Edilizia, che dopo le modifiche recenti sono diventati:

  • più articolati;
  • più “tecnici” (quindi più istruttori e documentali);
  • meno interpretabili per slogan.

In altre parole: non esiste una sanatoria “universale”. Esiste un insieme di istituti che lavorano su piani diversi e che vanno gestiti con criterio, partendo sempre da un presupposto: lo stato legittimo.

Cosa chiarisce il video: la mappa degli istituti da conoscere

Il video riprende e sintetizza i nodi principali affrontati nell’approfondimento collegato “Sanatoria edilizia 2026: come funziona la regolarizzazione degli abusi nel d.P.R. 380/2001”, pubblicato l’8 gennaio 2026.

Il filo logico è molto chiaro: prima si ricostruisce, poi si qualifica, infine si sceglie lo strumento corretto.

1) Stato legittimo: il punto di partenza reale

Ogni ragionamento operativo sulla regolarizzazione delle difformità deve partire da qui: art. 9-bis, comma 1-bis.

Senza una ricostruzione seria dello stato legittimo, anche la migliore ipotesi di sanatoria diventa fragile, perché manca il riferimento “stabile” da cui misurare le difformità.

2) Tolleranze costruttive: quando la difformità non è abuso

Secondo passaggio: distinguere ciò che è dentro le tolleranze da ciò che ne resta fuori (art. 34-bis).

Questo punto è decisivo perché nel 2026 la gestione delle difformità non può più essere letta in modo binario (“abuso/non abuso”): esiste una fascia ampia di scostamenti che la norma consente di assorbire.

3) Art. 34-ter: i “casi particolari” di parziale difformità

Tra i passaggi più importanti introdotti/rafforzati dal Salva Casa c’è l’art. 34-ter, che nella pratica sta assumendo un peso enorme: individua ipotesi particolari che consentono una gestione più aderente alla realtà del costruito (e, di fatto, riducono l’area dell’illecito “puro”).

4) Accertamento di conformità: art. 36 e art. 36-bis

Qui il video fa un lavoro utile: separa con decisione i due piani.

  • Art. 36: l’accertamento di conformità “classico”;
  • Art. 36-bis: l’istituto che ha cambiato lo scenario, perché apre ad una sanatoria più “dinamica” nelle ipotesi di parziali difformità e variazioni essenziali.

La conseguenza pratica è importante. Nel 2026, scegliere tra 36 e 36-bis non è una formalità, ma incide direttamente su:

  • istruttoria;
  • documentazione;
  • presupposti;
  • esiti.

5) Fiscalizzazione: quando la sanzione sostituisce la demolizione

Il video richiama anche un tema sempre “caldo”: la fiscalizzazione dell’abuso (artt. 33, 34 e 38), chiarendo un concetto che spesso viene confuso: non sempre la fiscalizzazione equivale a sanatoria.

A chi è utile questo contenuto (davvero)

Questo video è particolarmente utile per:

  • tecnici che gestiscono pratiche complesse con stratificazioni edilizie;
  • professionisti che stanno affrontando istruttorie con P.A. non sempre coerenti tra loro;
  • chi deve impostare correttamente la relazione tecnica, evitando errori a monte (stato legittimo, qualificazione difformità, scelta istituto).

Perché il punto non è “trovare una scorciatoia”. Il punto è evitare il passo falso: applicare lo strumento sbagliato, nel momento sbagliato, con gli allegati sbagliati.

Dove vedere il video

Il video è disponibile nella sezione Video di LavoriPubblici.it: Sanatoria edilizia 2026.

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