Sanatoria edilizia 2026: online il video guida tra stato legittimo e sanatoria dinamica
Nel nuovo video di LavoriPubblici.it un percorso operativo per orientarsi nel d.P.R. 380/2001 dopo il Salva Casa: stato legittimo, tolleranze costruttive, art. 34-ter, fiscalizzazione e regolarizzazione delle difformità
Nel 2026 il tema della regolarizzazione delle difformità edilizie continua ad essere uno dei terreni più scivolosi della pratica professionale. Non perché manchino le norme, ma perché le regole – tra modifiche, innesti e nuovi istituti – vanno lette in modo sistematico, evitando l’errore più frequente: trattare ogni articolo come un “mondo a sé”.
Proprio per questo abbiamo pubblicato un primo video introduttivo (a cui ne seguiranno altri specifici) dal titolo “Sanatoria edilizia 2026”. Un contenuto pensato per accompagnare tecnici e operatori in un percorso di lettura ordinato del d.P.R. n. 380/2001, alla luce delle modifiche introdotte dal Salva Casa (D.L. 69/2024 convertito in L. 105/2024).
Perché un video sulla sanatoria edilizia nel 2026
Negli ultimi mesi si è parlato molto (e spesso male) di “condoni” e di nuove sanatorie straordinarie. Ma la realtà è che, oggi, il sistema si gioca tutto dentro gli strumenti ordinari del Testo Unico Edilizia, che dopo le modifiche recenti sono diventati:
- più articolati;
- più “tecnici” (quindi più istruttori e documentali);
- meno interpretabili per slogan.
In altre parole: non esiste una sanatoria “universale”. Esiste un insieme di istituti che lavorano su piani diversi e che vanno gestiti con criterio, partendo sempre da un presupposto: lo stato legittimo.
Cosa chiarisce il video: la mappa degli istituti da conoscere
Il video riprende e sintetizza i nodi principali affrontati nell’approfondimento collegato “Sanatoria edilizia 2026: come funziona la regolarizzazione degli abusi nel d.P.R. 380/2001”, pubblicato l’8 gennaio 2026.
Il filo logico è molto chiaro: prima si ricostruisce, poi si qualifica, infine si sceglie lo strumento corretto.
1) Stato legittimo: il punto di partenza reale
Ogni ragionamento operativo sulla regolarizzazione delle difformità deve partire da qui: art. 9-bis, comma 1-bis.
Senza una ricostruzione seria dello stato legittimo, anche la migliore ipotesi di sanatoria diventa fragile, perché manca il riferimento “stabile” da cui misurare le difformità.
2) Tolleranze costruttive: quando la difformità non è abuso
Secondo passaggio: distinguere ciò che è dentro le tolleranze da ciò che ne resta fuori (art. 34-bis).
Questo punto è decisivo perché nel 2026 la gestione delle difformità non può più essere letta in modo binario (“abuso/non abuso”): esiste una fascia ampia di scostamenti che la norma consente di assorbire.
3) Art. 34-ter: i “casi particolari” di parziale difformità
Tra i passaggi più importanti introdotti/rafforzati dal Salva Casa c’è l’art. 34-ter, che nella pratica sta assumendo un peso enorme: individua ipotesi particolari che consentono una gestione più aderente alla realtà del costruito (e, di fatto, riducono l’area dell’illecito “puro”).
4) Accertamento di conformità: art. 36 e art. 36-bis
Qui il video fa un lavoro utile: separa con decisione i due piani.
- Art. 36: l’accertamento di conformità “classico”;
- Art. 36-bis: l’istituto che ha cambiato lo scenario, perché apre ad una sanatoria più “dinamica” nelle ipotesi di parziali difformità e variazioni essenziali.
La conseguenza pratica è importante. Nel 2026, scegliere tra 36 e 36-bis non è una formalità, ma incide direttamente su:
- istruttoria;
- documentazione;
- presupposti;
- esiti.
5) Fiscalizzazione: quando la sanzione sostituisce la demolizione
Il video richiama anche un tema sempre “caldo”: la fiscalizzazione dell’abuso (artt. 33, 34 e 38), chiarendo un concetto che spesso viene confuso: non sempre la fiscalizzazione equivale a sanatoria.
A chi è utile questo contenuto (davvero)
Questo video è particolarmente utile per:
- tecnici che gestiscono pratiche complesse con stratificazioni edilizie;
- professionisti che stanno affrontando istruttorie con P.A. non sempre coerenti tra loro;
- chi deve impostare correttamente la relazione tecnica, evitando errori a monte (stato legittimo, qualificazione difformità, scelta istituto).
Perché il punto non è “trovare una scorciatoia”. Il punto è evitare il passo falso: applicare lo strumento sbagliato, nel momento sbagliato, con gli allegati sbagliati.
Dove vedere il video
Il video è disponibile nella sezione Video di LavoriPubblici.it: “Sanatoria edilizia 2026”.