Archiviata la fase straordinaria caratterizzata dagli incentivi edilizi e dagli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il mercato dei servizi di ingegneria e architettura sembra avviarsi verso una nuova fase di stabilizzazione.
A confermarlo è il monitoraggio elaborato dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che analizza i bandi pubblicati nel periodo gennaio-aprile 2026 e restituisce un quadro nel quale ai primi segnali di ripresa si affiancano cambiamenti ormai strutturali nelle modalità di affidamento e nella distribuzione delle opportunità di mercato.
Servizi di ingegneria e archiettura: il report CNI sul primo quadrimestre 2026
Il dato complessivo, a una prima lettura, potrebbe apparire poco incoraggiante: le stazioni appaltanti hanno pubblicato gare per servizi di ingegneria e architettura per circa 480 milioni di euro, contro i 552,5 milioni registrati nello stesso periodo del 2025. Un confronto che, tuttavia, risente soprattutto del drastico ridimensionamento degli appalti integrati, mentre l'andamento dei servizi di ingegneria in senso stretto racconta una realtà diversa.
Limitando infatti l'analisi ai soli servizi di ingegneria senza esecuzione dei lavori, il valore complessivo delle gare supera i 183 milioni di euro, in crescita rispetto ai circa 159 milioni del primo quadrimestre dello scorso anno. Secondo il Centro Studi del CNI, si tratta di un segnale positivo, tanto più significativo perché maturato in un contesto ormai privo della spinta esercitata dai bonus edilizi e dalle misure legate al PNRR.
Crescono i servizi "puri", cambiano gli strumenti di affidamento
Uno dei dati che emerge con maggiore evidenza riguarda la composizione del mercato, con una crescente centralità degli accordi quadro rispetto agli appalti integrati. Se nel primo quadrimestre del 2025 gli importi destinati ai servizi di ingegneria attraverso gli appalti integrati rappresentavano oltre il 65% del totale, nei primi quattro mesi del 2026 la loro incidenza scende al 7,2%.
Parallelamente aumenta in modo significativo il ricorso agli accordi quadro, che arrivano a rappresentare oltre il 54% degli importi complessivi destinati ai servizi di ingegneria e architettura. Una dinamica che contribuisce a spiegare perché, a fronte della diminuzione del valore complessivo delle gare, i servizi di ingegneria senza esecuzione dei lavori mostrino invece un andamento positivo.
Un mercato sempre più polarizzato tra numero delle gare e valore degli affidamenti
Ancora più significativa appare la marcata polarizzazione tra numero delle procedure e valore economico degli affidamenti.
Dal punto di vista numerico, infatti, le opportunità si concentrano soprattutto nelle gare di importo più contenuto. Oltre il 73% dei bandi pubblicati riguarda servizi con importo a base d'asta inferiore a 140 mila euro, mentre solo il 19,2% supera la soglia dei 215 mila euro.
Osservando invece la distribuzione degli importi il quadro cambia radicalmente: quasi l'86% del valore economico complessivo delle gare si concentra negli affidamenti superiori a 215 mila euro, mentre le procedure sotto i 140 mila euro, pur rappresentando la larga maggioranza dei bandi, assorbono meno del 9% delle risorse complessivamente messe a gara.
Questa configurazione conferma come il mercato dei servizi di ingegneria sia caratterizzato da una netta distinzione tra la fascia nella quale si concentra il maggior numero di occasioni di partecipazione e quella nella quale si concentra invece il valore economico degli affidamenti.
"Nel complesso il report evidenzia alcuni fenomeni che sembrano assumere una rilevanza sempre più strutturale per il mercato dei servizi di ingegneria", ha spiegato il presidente del Centro Studi CNI, Marco Ghionna. "La crescente centralità degli accordi quadro, la persistente concentrazione del valore economico nelle gare di maggiore importo e il ruolo strategico delle procedure sotto soglia per la libera professione. Particolarmente importante è la forte divergenza tra numero delle procedure e valore economico complessivo delle stesse. Oltre il 73% delle gare si colloca sotto i 140.000 euro, mentre quasi l'86% del valore economico risulta concentrato nelle gare superiori a 215.000 euro. Questo dato ci restituisce un mercato dei servizi di ingegneria con una struttura fortemente polarizzata: le opportunità numericamente più numerose si concentrano nelle fasce inferiori, mentre il valore economico rimane fortemente concentrato negli affidamenti di maggiore dimensione. In sostanza i liberi professionisti sono altamente competitivi nelle gare di minore importo, mentre la loro presenza si riduce al crescere del valore economico dell'affidamento".
Project financing protagonista negli affidamenti con esecuzione dei lavori
Il report dedica un approfondimento anche alle procedure che comprendono l'esecuzione dei lavori, dalle quali emerge il ruolo predominante del project financing.
Nel primo quadrimestre del 2026 sono stati rilevati 134 bandi di project financing, per un importo complessivo pari a circa 2,38 miliardi di euro. Gli appalti integrati risultano invece 125, con un valore complessivo di circa 881 milioni di euro, mentre le concessioni si fermano a 61 procedure per circa 1,54 miliardi di euro.
I dati confermano come, tra le procedure che comprendono anche l'esecuzione dei lavori, il project financing continui a rappresentare lo strumento economicamente più rilevante, superando nettamente gli appalti integrati sia per valore complessivo sia per capacità di attrarre investimenti.
Liberi professionisti forti sotto soglia, ma le società dominano le gare di maggiore importo
Nel complesso, i liberi professionisti si aggiudicano il 28,6% delle gare per servizi di ingegneria senza esecuzione dei lavori, ma soltanto il 4,8% del valore economico complessivo degli affidamenti. Le società continuano invece a prevalere sia per numero di procedure vinte, pari al 54,4%, sia soprattutto per valore economico, che raggiunge l'82,1% degli importi aggiudicati.
Questi dati confermano come la libera professione mantenga una posizione competitiva soprattutto nelle procedure di importo più contenuto, mentre gli affidamenti economicamente più rilevanti continuano a essere appannaggio prevalentemente delle società.
La situazione cambia però sensibilmente restringendo l'analisi alle gare di minore importo. Nelle procedure inferiori a 140 mila euro i liberi professionisti risultano infatti aggiudicatari di oltre il 53% delle gare e di circa il 48% degli importi, confermando una capacità competitiva sostanzialmente equivalente a quella delle società. All'aumentare del valore dell'affidamento, tuttavia, la loro presenza si riduce progressivamente: nelle gare comprese tra 140 mila e 215 mila euro le aggiudicazioni scendono al 31,3% delle procedure e al 34,4% degli importi, mentre negli affidamenti superiori a 215 mila euro si fermano al 7,1% delle gare e al 2,7% del valore economico.
Ribassi di gara: restano le anomalie dopo il Correttivo al Codice Appalti
Tra gli aspetti più interessanti del rapporto figura anche l'analisi dei ribassi di aggiudicazione, effettuata alla luce delle modifiche introdotte dal Correttivo al Codice Appalti (D.Lgs. n. 209/2024) all'art. 41 del D.Lgs. n. 36/2023, finalizzate a rafforzare la tutela dell'equo compenso e a valorizzare maggiormente la componente qualitativa delle offerte.
Nel complesso i ribassi medi rilevati risultano coerenti con il nuovo impianto normativo. Per le gare di importo inferiore a 140 mila euro il ribasso medio si attesta al 10,2%, quindi ben al di sotto del limite del 20% previsto dalla disciplina vigente. Analogamente, nelle procedure di importo superiore il ribasso medio è pari al 31%, valore compatibile con il meccanismo introdotto dal Correttivo.
"Archiviata l'epoca dei bonus edilizi e del PNRR, il mercato dei servizi di ingegneria e architettura è ormai entrato in una fase di stabilizzazione. La buona notizia è che l'andamento registrato nel primo quadrimestre 2026 mostra segnali di recupero rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, il che induce ad un moderato ottimismo", ha commentato il presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Angelo Domenico Perrini.
Perrini richiama tuttavia l'attenzione sulle anomalie ancora presenti nell'applicazione delle nuove regole sui ribassi: "Sebbene con l'entrata in vigore del Correttivo del Codice degli appalti siano state modificate, tra le altre, le disposizioni relative ai ribassi di gara, garantendo il rispetto del principio dell'equo compenso e la qualità delle offerte, si verificano ancora troppe situazioni anomale con gare aggiudicate con ribassi decisamente superiori a quanto previsto dalla norma."
Accanto a questi dati, il monitoraggio ha infatti evidenziato numerose situazioni anomale. Nelle gare sotto i 140 mila euro risultano infatti 17 aggiudicazioni con ribassi superiori al 20%, fino a un massimo del 78,3%. Ancora più significativo il dato relativo alle procedure di importo superiore, dove sono stati rilevati 61 bandi aggiudicati con ribassi oltre il 35%, con punte che raggiungono l'80%.
"Su questo terreno il Consiglio Nazionale continuerà a svolgere un ruolo attivo, monitorando nel tempo il fenomeno e, se le anomalie dovessero persistere, intervenendo in sede di interlocuzione istituzionali."
Servizi di ingegneria: un mercato che cambia dopo bonus edilizi e PNRR
Nel complesso, il monitoraggio restituisce l'immagine di un mercato che, pur avendo ormai superato la fase straordinaria alimentata dagli incentivi edilizi e dagli investimenti del PNRR, mostra una buona capacità di tenuta e sta progressivamente assumendo nuovi equilibri.
"Il quadro del mercato dei servizi di ingegneria e architettura che ci restituisce il rapporto del nostro Centro Studi è relativamente positivo", ha dichiarato il consigliere segretario del CNI con delega al Centro Studi, Giuseppe Maria Margiotta. "Nonostante una dura realtà geopolitica, come quella attuale, che genera grande instabilità sul mercato energetico globale e non solo, il mercato di riferimento degli ingegneri italiani appare sufficientemente in salute, soprattutto se si considera che gli effetti benefici dei bonus e del PNRR sono stati ampiamente metabolizzati."
Margiotta individua poi uno degli aspetti più significativi emersi dal monitoraggio nell'evoluzione delle modalità di affidamento: "Tra i diversi elementi messi a disposizione dello studio vorrei richiamare l'aumentato ricorso agli accordi quadro, pari al 54% degli importi considerati, che appare particolarmente significativo, tanto più considerando che ad esso corrisponde una sostanziosa diminuzione del ricorso all'appalto integrato."
Le indicazioni emerse dal monitoraggio delineano quindi un mercato che, pur avendo superato la fase eccezionale degli ultimi anni, sembra aver trovato un nuovo equilibrio.
Resta ora da verificare se le tendenze osservate nel primo quadrimestre del 2026, dall'aumento degli accordi quadro alla persistente concentrazione del valore economico delle gare, fino alle anomalie riscontrate nei ribassi di aggiudicazione, troveranno conferma anche nei prossimi mesi.