Nel corso dei lavori per la conversione in legge del Decreto Infrastrutture (DL n. 73/2025), le Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera hanno approvato un emendamento particolarmente atteso dal mondo delle professioni tecniche, con il ripristino dell’anticipazione contrattuale anche per gli affidamenti relativi ai servizi di ingegneria e architettura, nella misura del 10% del valore del contratto.
Anticipazione contrattuale su servizi tecnici: la soddisfazione di OICE
A esprimere soddisfazione per l’approvazione dell’emendamento è Giorgio Lupoi, Presidente dell’OICE – l’associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria – che ha seguito da vicino l’iter della proposta: “Finalmente è stato sanato un vulnus che per due anni ha penalizzato le nostre società e tutti gli studi e professionisti che, con il decreto 36, dal primo luglio 2023 si sono visti, dalla mattina alla sera, privati di questa possibilità nonostante tutte le nostre rimostranze”.
Un risultato che è frutto anche del confronto costante tra OICE e le istituzioni, culminato nel convegno dello scorso 24 giugno, durante il quale il Ministro Matteo Salvini aveva già espresso parere favorevole all’istanza dell’associazione. “Ringrazio quindi sia il Ministro Salvini, sia l’On. Raimondo che ha avuto la sensibilità di condividere e sostenere fino in fondo la nostra proposta – ha proseguito Lupoi – sia ancora gli altri gruppi che avevano presentato la nostra proposta”.
Contratti tecnici e avvio dell’esecuzione: coprire i costi iniziali
La modifica colma una lacuna aperta con l’entrata in vigore del d.lgs. n. 36/2023, che all'interno dell'art. 125 e dell'allegato II.14, art. 33 ha escluso la possibilità di corrispondere anticipazioni per i servizi tecnici, costringendo società e professionisti ad affrontare in autonomia i costi iniziali legati all’avvio delle commesse.
In particolare, la norma prevede che l’importo anticipabile all’operatore economico sia pari al 10% del valore totale del contratto avente ad oggetto i servizi di ingegneria e architettura. Una misura che, pur con margini di miglioramento, rappresenta una svolta: “Per noi – afferma ancora Lupoi – era fondamentale fare passare il principio che le nostre società non possono, soprattutto per contratti di durata e per valori importanti, autofinanziare l’avvio delle attività sostenendo importanti costi per polizze, fideiussioni e acquisizione di personale per la commessa”.
Pur auspicando un futuro riallineamento con le anticipazioni previste per gli appalti di lavori, l’OICE rivendica il successo ottenuto in termini di riconoscimento delle esigenze concrete degli operatori del settore: “Ci sarà modo di lavorare anche su altri punti del codice che ancora possono essere migliorati – ha concluso Lupoi – a partire dall’esigenza di riequilibrare i rapporti contrattuali in fase di esecuzione delle prestazioni. Per adesso è per noi un grande successo che sia stata compresa la ragione della nostra richiesta”, conclude il presidente.