Il Problema storico: le cause reali degli incidenti
Le continue modifiche al D.Lgs. n. 81/2008 non hanno sradicato le morti in cantiere: un dato statisticamente incontrovertibile - cfr. fonte INAIL per la Siclia - E, a fronte di tutti questi dati, tra depenalizzazioni, amministrativizzazione sanzionatoria a sola componente pecuniaria, prescrizione e improcedibilità dei reati, si è consumato il fallimento della prevenzione, dell’accertamento e della repressione: la strage impunita.
Questo suggerisce che le cause degli incidenti risiedono spesso altrove rispetto alla singola norma tecnica. Gli esperti indicano fattori strutturali che le leggi faticano a scalfire:
- Frammentazione degli Appalti: Il sistema dei subappalti a cascata polverizza le responsabilità, riduce i margini di guadagno (spesso tagliando sulla sicurezza) e porta in cantiere personale meno formato e controllato.
- Cultura della Fretta: La pressione per rispettare le scadenze (spesso irrealistiche) è una delle principali cause di errore umano e di "scorciatoie" procedurali.
- Percezione della Sicurezza come Costo: Finché la sicurezza è vista come un onere burocratico e un costo da comprimere, anziché un investimento, la prevenzione sostanziale fallirà.
- Carenza di Controlli: Nonostante l'aumento degli strumenti, il numero di ispettori sul territorio (ASL, INL) è spesso insufficiente a garantire una vigilanza capillare.
In sintesi, misure come la digitalizzazione e la patente a crediti sono strumenti neutri: possono essere un supporto formidabile se usati per mappare i rischi e qualificare le imprese, ma possono anche ridursi a un mero sistema di "polizia digitale" focalizzato sulla sanzione formale.
Senza un intervento deciso sulle cause profonde (appalti, formazione effettiva, cultura della sicurezza), il rischio è che questi nuovi strumenti aumentino gli oneri burocratici e l'efficienza sanzionatoria, senza però salvare vite umane.