La revisione delle norme tecniche per le costruzioni

22/03/2016

L'assemblea del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLP) del Ministero Infrastrutture e Trasporti (MIT) in data 14 novembre 2014 ha approvato a maggioranza la bozza del testo revisionato delle Norme Tecniche per le Costruzioni. Dopo più di un anno, l'iter legislativo previsto per la predisposizione del decreto ministeriale di pubblicazione delle nuove norme non si è ancora concluso. Il MIT sta definendo l'ultima versione del provvedimento in base ai pareri del Viminale e della Protezione civile e dopo avere apposto il doppio concerto, il testo sarà quindi inviato alla Conferenza Stato-Regioni e alle commissioni parlamentari competenti per materia, che dovranno anche loro pronunciarsi.

Molti sono stati i dissensi manifestati subito a valle dell'approvazione del CSLP e pertanto prima della definitiva pubblicazione, progettisti, imprese e produttori hanno chiaramente espresso la necessità che le nuove NTC siano ulteriormente perfezionate. Gli stessi rappresentanti della filiera delle costruzioni, che si erano resi disponibili a contribuire all'aggiornamento normativo, non sostengono la pubblicazione del testo così revisionato. Eclatante è, infatti, l'assenza degli aspetti più innovativi che, come dichiarato nell'elenco (stilato proprio dal CSLP) degli obiettivi basilari, avrebbero dovuto caratterizzare il nuovo testo normativo attraverso il trasferimento dei progressi tecnici e scientifici del settore delle costruzioni traguardati negli ultimi anni.

Anche Andil attraverso la Federazione della Ceramica e dei Laterizi  ha manifestato ufficialmente le proprie preoccupazioni con lettera datata 1 marzo 2015, indirizzata al MIT, al CSLP e alla Protezione civile e nuovamente trasmessa lo scorso 16 dicembre 2015 alle medesime Istituzioni, aggiungendo ai destinatari la Conferenza Stato-Regioni.

Entrando nel merito del testo normativo aggiornato nel 2014, va detto che sono riconosciuti con favore i numerosi interventi di uniformazione delle terminologie previste dagli Eurocodici e l'allineamento alle specifiche tecniche europee. E' stata anche apprezzata la nuova qualifica attribuita alla muratura confinata che finalmente anche in Italia potrà essere utilizzata in zona sismica e la corretta identificazione dei sistemi di muratura rettificata con elementi ad incastro. Sono, invece, constatate maggiori complessità nelle procedure di verifica in cantiere, che tuttavia risultano omogenee con l'impianto prescritto per tutti i materiale e prodotti ad uso strutturale oggetto delle nuove NTC.

Per contro, vengono riscontrate specifiche criticità per il comparto ceramico per i sistemi in muratura e i calcestruzzi fibrorinforzati (FRC), come:

  1. l'uso dei giunti orizzontali sottili risulta pesantemente sfavorito;
  2. viene trascurato il contributo degli elementi costruttivi non strutturali, come le tamponature;
  3. pur avendo le nuove NTC elevato il calcestruzzo fibrorinforzato (FRC) da materiale non tradizionale a materiale ad uso strutturale, si rimanda all'emanazione di future disposizioni del CSLP per poter effettivamente impiegare questi materiali.

Con riferimento ai temi di interesse di nostro specifico interesse, a seguire si riportano i commenti a ciascuna delle modifiche apportate rispetto ai contenuti delle NCT 2008 - che si ricorda essere al momento ancora in vigore - sia per gli aspetti positivi che per le criticità; precisando che a supporto delle osservazione sui punti critici è disponibile un significativo background tecnico-scientifico.

Aspetti positivi

(1) Si accolgono con favore tutti gli aggiustamenti di recepimento e uniformazione delle terminologie previste dal Regolamento Prodotti da Costruzione (UE) n. 305/2011, dalle norme armonizzate di prodotto, standard di prova e dall'Eurocodice 1996; come l'introduzione della resistenza normalizzata.

(2) È stata corretta la definizione di categoria I degli elementi da muro e resa coerente con la specifica tecnica europea, grazie alle nostre ripetute segnalazioni che hanno rimarcato la confusione tra “frattile” e “livello di confidenza”, attualmente presente nelle NTC 2008.

(3) La stima della resistenza a taglio per muratura con giunti orizzontali sottili viene supportata dall'inserimento di un'apposita tabella.

(4) Per i giunti verticali non riempiti e il letto di malta interrotto si rimanda a riduzioni della resistenza indicate nell'Eurocodice 1996 come integrato dalla relativa Appendice nazionale. Anche per la determinazione sperimentale della resistenza a taglio si rimanda alle modalità della norme della serie UNI EN 1052.

(5) La muratura confinata è la vera novità: anche Italia si potranno progettare e realizzare edifici con questa tecnologia costruttiva caratterizzata da pannelli murari confinati da elementi in calcestruzzo armato o muratura armata, con getto in opera finale. Oggi purtroppo poco sviluppata nel nostro Paese soprattutto per l'assenza di uno specifico quadro normativo, la muratura confinata ha ottime prestazioni strutturali nei confronti dell'azione sismica in termini sia di resistenza che di duttilità, peculiarità che hanno generato, già da tempo, un largo impiego soprattutto in zone del mondo ad alto rischio sismico.

(6) Vengono finalmente riconosciuti ed identificati i sistemi di muratura rettificata con elementi ad incastro, prevedendone sia l'impiego a secco che con tasca di malta (nelle zone più alta sismicità).

(7) Per quanto riguarda le prove di accettazione, viene costatata una maggior complessità nelle procedure di verifica in cantiere, che tuttavia sembrerebbe coerente ed omogenea con l'impianto prescritto per tutti i materiale e prodotti ad uso strutturale oggetto delle NTC. L'impostazione del controllo di accettazione degli elementi da muro è comunque migliorata rispetto alle prime bozze, comprendendo in sostanza quanto proposto da ANDIL.

(8) Stessa considerazione va fatta per i coefficienti parziali di sicurezza che risultano maggiorati rispetto alla versione del 2008 e molto più alti di quelli previsti dagli Eurocodici; come abbiamo precisato più volte. Ad ogni modo anche quest'ultima è una condizione comune a tutti i sistemi costruttivi, pertanto, se pur non condividendo tale approccio di fatto non esaustivamente motivato, viene comunque rispettato.

Criticità

Come anzidetto, il maggiore dissenso riguarda l'assenza degli aspetti più innovativi che avrebbero dovuto caratterizzare il nuovo testo normativo (principio presente tra gli obiettivi basilari del CSLP), in particolar modo, attraverso il trasferimento dei progressi tecnici e scientifici del settore delle costruzioni traguardati negli ultimi anni. Va riconosciuto che un sforzo in tal senso è stato fatto nei primi mesi di lavoro della Commissione di Revisione, quando alla Cabina di Regia (istituita nel dicembre del 2010) venne affiancato il Gruppo “servizi” e “imprese” incaricato di elaborare proposte migliorative rispetto alle NTC in vigore. Anche l'ANDIL, ufficialmente coinvolta nelle attività dello stesso Gruppo, ha formulato nel settembre 2011 proposte operative, indicando le priorità su tematiche maggiormente meritevoli di approfondimento con riferimento alle specifiche competenze del settore dei laterizi da muro e solaio. Dopo circa un anno, a fine giugno 2012, al Gruppo di Lavoro “servizi” ed “imprese” viene presentato il cosiddetto “bozzone” delle NTC predisposto dalla Commissione di Revisione e indicate modalità/tempistiche per la riproposizione di ulteriori osservazioni. Il testo rivisto, sulla base dei modifiche integrative, viene ridefinito e consegnando quindi alla Commissione Relatrice che verifica e sottopone con parere positivo le NTC revisionate all'assemblea generale del CSLP il 26 ottobre 2012, che non procede però alle loro ratifica generando così una lunga fase di stallo. Dopo altri due anni, i lavori di revisione delle NTC sono stati terminati ora con l'approvazione della versione di ottobre 2014, che ha subito nuovamente considerevoli modifiche non condivise, questa volta, con l'intera filiera delle costruzioni e fortemente dibattute anche nell'ambito della Commissione Relatrice stessa. Escludendo gli stakeholders dalla definizione conclusiva delle nuove NTC è stato vanificato parte del lavoro svolto dal Gruppo “servizi” e “imprese” che con il proprio contribuito aveva fornito importanti esperienze e preziosi chiarimenti a supporto di una normativa moderna – coerente con l'evoluzione tecnica, il progresso scientifico e l'avanzamento industriale – garante della sicurezza dei cittadini e concretamente funzionale alle reali esigenze degli effettivi attori del processo edilizio (progettisti, imprese e produttori).

Il settore dei laterizi persegue da sempre il rinnovamento delle norme tecniche e già durante la stesura delle attuali NTC 2008 è intervenuto allo scopo di perfezionare i capitoli 4, 7 e 11; grazie ai risultati dell'intensa attività di ricerca, condotta negli ultimo decennio, basata su indagini sperimentali e studi numerici, svolta con la partecipazione di partner scientifici e industriali dei Paesi europei più sensibili al rischio sismico, insieme ad un significativo allineamento con l'impostazione ed i principi prestazionali distintivi degli Eurocodici strutturali. Le NTC 2008, tuttavia, sebbene abbiano introdotto positivamente molti aspetti riguardanti la sicurezza delle opere, risultano non sufficientemente adeguate nella trattazione di tecnologie murarie non tradizionali (costituite da elementi resistenti rettificati e giunti orizzontali sottili < 3 mm) normate da tempo in Europa, largamente utilizzate in molti Paesi comunitari ed oramai anche Italia; la cui validità di impiego è attestata da specifica ed autorevole documentazione scientifica. Con riferimento a tali sistemi costruttivi, con la revisione delle NTC di ottobre 2012 si era conseguito il relativo inserimento prevedendo la descrizione delle specifiche caratteristiche e delle condizioni d'impiego; in coerenza con quanto stabilito nelle Appendici nazionali agli Eurocodici pubblicati nel maggio 2011. Questo approccio è stato un po' distorto nell'ultima versione di ottobre 2014.

(9) Nonostante siano ben identificati i sistemi di muratura rettificata con elementi ad incastro, prevedendone sia l'impiego a secco che con tasca di malta (nelle zone più alta sismicità), l'uso dei giunti orizzontali sottili risulta pesantemente sfavorito. Sono penalizzate immotivatamente le costruzioni di muratura rettificata che oggi vengono regolarmente progettate e realizzate su tutto il territorio italiano in conformità alle normative in vigore. Per giunta è altresì dimostrato che un numero rappresentativo di tali costruzioni, edificate nel cratere sismico emiliano, ha superato egregiamente la prova terremoto resistendo senza alcun danno agli eventi sismici del 2012. È fondamentale quindi che le prescrizioni introdotte che limitano l'impiego dei giunti sottili vengano opportunamente corrette (v. dossier di approfondimento giunti sottili, di cui all'All. II).

(10) Sempre in ambito di aspetti più innovativi, pur avendo le nuove NTC elevato il calcestruzzo fibrorinforzato (FRC) da materiale non tradizionale (con riferimento al DM 14/01/2008) a materiale ad uso strutturale, si rimanda, di fatto, all'emanazione di specifiche disposizioni ad opera del CSLP per poter effettivamente progettare e costruire in FRC. Come Federazione Ceramica si ritiene di poter fornire know-how in merito e si auspica, pertanto, una rapida attivazione del processo di redazione delle citate disposizioni del CSLP, nella consapevolezza che l'Italia – Paese di riferimento per gli altri Stati Membri in materia antisismica – consenta in maniera, più chiara possibile, l'utilizzo di tecnologie all'avanguardia inventate e sviluppate proprio nel nostro Paese (v. osservazioni FRC, di cui all'All. III).

(11) Un'ulteriore criticità riscontrata nelle NTC riguarda la scarsa attenzione riservata agli elementi costruttivi non strutturali, come le tamponature per le quali sebbene con il testo 2008 era stato introdotto l'obbligo della verifica locale insieme alla formulazione dell'input sismico, nella revisione viene completamente eliminata l'espressione per valutare l'azione e tuttora non trattata la procedura di applicazione della forza alla parete di tamponatura ovvero la definizione della capacità effettivamente portante. Continua ad essere trascurato il contributo delle tamponature sia in termini di rigidezza che di resistenza, nonostante la nota specifica attitudine a dissipare energia con conseguente benefica limitazione dei danni sulla struttura principale; è chiaro quindi che non tenere conto nel calcolo delle tamponature può condurre a scelte progettuali particolarmente conservative, in presenza di pareti robuste, viceversa poco prudenziali se usate pannellature più deboli o con difetti costruttivi, come riscontrato ad esempio per l'evento sismico de L'Aquila del 2009. E pure, proprio dopo pochi mesi dal terremoto abruzzese, l'industria dei laterizi ha subito affidato all'Università di Pavia e all'Eucentre un apposito studio, condiviso dall'Università di Padova nell'ambito l'“Area Tematica 2-1 Aspetti nella progettazione sismica delle nuove costruzioni. Task 3 – Costruzioni in muratura“ del Piano RELUIS 2010/13 (REte dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica), i cui risultati sarebbero senz'altro adatti a diventare regole di progetto, colmando così la lacuna normativa manifestata anche da numerosi strutturisti che con difficoltà svolgono la verifica sismica discutendone spesso i criteri in molti casi anche con gli uffici del Genio Civile. Malgrado il mancato interesse dei revisori delle NTC verso le pareti con funzione non strutturale, l'impegno per il potenziamento del loro comportamento sismico rimane comunque vivo: oggi e fino al 2016, il progetto INSYSME, finanziato dalla UE, occupa ancora Università e Industrie di 7 Paesi membri sull'innovazione dei divisori, delle tamponature e delle facciate in laterizio.

(12) Inoltre, le nuove NTC, nel tentativo di esplicitare diverse modalità da seguire per le due tipologie di elemento non strutturale “costruito” o “assemblato” in cantiere, creano non solo una grossa confusione per le rispettive definizioni, ma addirittura predispongono il mercato ad una pericolosa perturbazione a vantaggio di alcune soluzioni costruttive senza una reale giustificazione. Più precisamente, la differenza evidenziata potrebbe portare gravi effetti sulla scelta, da parte del progettista e del direttore dei lavori, dell'elemento non strutturale da utilizzare: un “assemblato” in cantiere risulterebbe, molto probabilmente, prescelto rispetto ad uno “costruito”, in quanto per quest'ultimo il progettista è tenuto a progettare la sua capacità; per il primo è il fornitore e/o installatore che si occuperà di valutare la capacità – con criteri che non saranno accertati da terzi, ne necessariamente supportati da dimostrazioni scientifiche – sollevando il progettista da tale responsabilità e il direttore dei lavori dal controllare la corretta esecuzione. L'attenzione a tali criticità dovrebbe essere più che mai doverosa, visti i danni del recente terremoto emiliano proprio su strutture assemblate in cantiere a secco. Dal punto di vista giuridico, poi, si rischia di produrre un vero caos sulle effettive responsabilità professionali e sull'interpretazione del concetto di “assemblato”. Non è affatto chiaro, difatti, come andrebbe considerata una parete di muratura che appunto nelle NTC è definita come costituita “dall'assemblaggio organizzato ed efficace di elementi e malta”.

A cura di Alfonsina Di Fusco - ANDIL



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