Professioni tecniche: 7 buone regole di comportamento

23/03/2016

E' da tempo che voglio dire la mia opinione sullo stato della libera professione e la chiacchierata con un lettore (che ringrazio) mi ha dato l'impulso decisivo per mettermi a scrivere. Prima di partire ci tengo a fare una piccola premessa: in questo mio pensiero mi vedo costretto a generalizzare ma voi non siate permalosi e fate un po' di autocritica costruttiva, in più mi capita di conoscere in continuazione persone e professionisti validi che mi rendono orgoglioso di essere loro collega e che mi riempiono di fiducia nel futuro.

Ma andiamo con ordine, la situazione è critica: pochi lavori, retribuiti male e con pagamenti non garantiti, burocrazia, responsabilità infinite e tante altre problematiche. Queste cose sono tutte vere ma non sono una scusa valida per non fare del nostro meglio: non sopporto i colleghi che si piangono addosso o, ancora peggio, pretendono determinati trattamenti solo grazie al proprio titolo di studio.

Se vogliamo essere trattati da Professionisti comportiamoci come tali. La nostra professione subisce molti attacchi esterni su cui, purtroppo, non abbiamo modo di difenderci e la cosa più logica sarebbe forzarsi tutti di dare nel nostro meglio in modo da provare a riportare il nostro ruolo nella società dove gli spetta... e invece no. Dei tanti mali che colpiscono la nostra professione noi siamo uno dei peggiori. Siamo complici del nostro declino, di questo sono convinto.

Quindi voglio scrivere poche piccole buone regole di comportamento che sicuramente Vi sembreranno scontate ma, vivendo la professione ogni giorno, scopro sempre di più di quanto siano preziose e spesso ignorate.

1) Non denigriamo il lavoro dei colleghi. Quante volte sentiamo parlar male in un modo o nell'altro di altri professionisti. E' vero, a volte qualche collega è stato scorretto (di questo parlerò dopo) ma il più delle volte queste cose vengono dette ai clienti semplicemente per prendersi un lavoro o mettersi in luce. Così facendo non solo manchiamo di rispetto ad un collega ma mettiamo in cattiva luce l'intera categoria. Prima di criticare un lavoro altrui pensiamoci bene, il più delle volte vedremo che, una volta studiata tutta la situazione, le scelte altrui saranno ragionevoli. Facciamo bene il nostro senza dover per forza parlar male degli altri, ne guadagnerà l'intera categoria!

2) Se una cosa non rientra nelle nostre competenze o non riteniamo di essere in grado di farla, non facciamola. Non esistono tuttologi. Quante volte ho visto professionisti prendere tutta la progettazione cose di cui non sapevano nulla per poi firmare a "pacchetto chiuso” cose fatte da altri senza aver il minimo controllo di quanto fatto. Di solito poi, per guadagnare, i lavori vengono fatti fare a terzi pagandoli il meno possibile con conseguenti disastri. Molto meglio dire "non è il mio campo” e magari suggerire qualcuno che è in grado di farlo e stimiamo. In questo modo possiamo essere sicuri che il lavoro verrà fatto bene e sia il cliente che il professionista (se sono persone meritevoli) se ne ricorderanno.

3) Diamo valore al nostro lavoro. Va bene fare sconti nella speranza di prendere un lavoro ma diamo un valore al nostro tempo, alle responsabilità che ci prendiamo e alle nostre competenze. Non sopporto la "guerra ai 100€” tra professionisti, così ci facciamo male da soli. Senza parlare poi di quelli che dicono ad un cliente "Ti ha preso così tanto? Io te lo avrei fatto alla metà!”, a volte può essere vero ma la maggior parte delle volte viene detto per far bella figura ma così facendo mettiamo ancora una volta in cattiva luce l'intera categoria senza contare che noi abbassiamo in maniera drastica il valore del nostro lavoro. Così facendo facciamo perdere un cliente all'intera categoria professionale! Cominciamo a dire "no!” in tanti, una voce sola rimane inascoltata ma quando siamo in tanti le cose devono cambiare per forza.

4) Facciamo preventivi seri. Quante volte ci capitano per le mani preventivi strampalati fatti da colleghi? Dove non si capisce nemmeno che tipi di interventi verranno fatti. Non è professionale! Per fare un preventivo serio bisogna studiare il problema, capirlo e quantificare il nostro compenso. E' una cosa estremamente difficile ma già da questo si vede se un professionista è serio. Se facciamo preventivi fatti male, pensando "intanto prendo il lavoro", per prima cosa siamo scorretti, è come falsare un a gara di appalto (impedisce ai colleghi di partecipare alla pari), in secondo luogo corriamo il rischio di trovarci poi fregati a fare un lavoro sottopagato. Di solito se non sai quanto chiedere è perché probabilmente non lo sai fare. L'eccezione sono quei clienti che nemmeno sanno spiegarci cosa vogliono che già ci vogliono chiedere quanto costeremo. Questi preventivi sono trappole! A volte è meglio rifiutarsi o al massimo farli su base percentuale sui lavori, anche a costo di perdere il cliente. Fintanto qualcuno risponderà al classico "quanto mi costerebbe di ingegnere una ristrutturazioncina di un appartamento da 120mq" gli altri colleghi che vogliono sapere che tipo di lavori eseguiranno per calcolare la parcella saranno tagliati fuori. Il preventivo è un biglietto da visita, facciamolo bene!

5) Valorizziamo i colleghi in gamba. Invece di parlar male degli altri cominciamo a parlar bene di chi davvero lo merita. Io voglio pensare che grazie alle mie referenze (e non raccomandazioni) ho portato clienti a scegliere professionisti che li hanno seguiti lasciandoli soddisfatti. Credo che se capiterà l'occasione e me lo meriterò questi colleghi faranno lo stesso con me.

6) Aiutiamo i colleghi alle prime armi. Non sono ancora un esperto ma spesso mi è capitato che colleghi meno pratici mi chiedessero una mano o semplicemente un consiglio (per stare più tranquilli in questo mare di responsabilità). Penso che prima o poi capiterà il momento in cui noi avremo bisogno di aiuto e quindi, se vogliamo meritarcelo questo aiuto, dobbiamo cominciare noi.

7) Nessuna pietà per le mele marce. Per un qualche fatto inspiegabile ho notato che i clienti migliori (quelli rispettosi, le classiche "brave persone”) finiscono spesso da quei pochi furbetti che distruggono la nostra categoria facendoci passare come approfittatori venditori di nulla e ladroni (e parliamoci chiaro, ci sono). Ecco, io sui furbetti non ho nessuna pietà, loro distruggono l'immagine di tutti noi. Se vediamo che un collega si comporta in maniera scorretta contro i clienti o altri colleghi allora nessun aiuto, nessuna protezione, dimostriamo che i veri professionisti si mettono dalla parte di chi ha ragione. La meritocrazia passa da qui, chi è scorretto deve pagare. Chi protegge gli scorretti si mette al loro stesso piano.

Se tutti seguissimo queste semplici regole sono sicuro che, con un po' di pazienza, riconquisteremo quello che ci spetta, e lo conquisteremo non perché ci è dovuto, ma perché ce lo siamo meritato. Non mi stancherò mai di ripeterlo: la vera rivoluzione è fare bene il proprio lavoro.

A cura di Ing. Braian Ietto



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