Direttive Tecniche per l’informatizzazione dei PRG: Le critiche dell’Assoarching

03/02/2017

Sul problema generato dal Decreto 24 novembre 2016 dell’Assessorato del territorio e dell’ambiente della Regione siciliana recante “Approvazione delle direttive tecniche per l’informatizzazione dei piani regolatori generali: codifica dei graficismi e legenda standard” pubblicato sulla Gazzetta della Regione siciliana n. 4 del 27 gennaio 2017 (leggi news) abbiamo voluto sentire l’arch. Elio Caprì Presidente dell’Associazione regionale liberi professionisti architetti e ingegneri chiedendogli il suo pensiero sul fatto che il decreto  obbliga all’adozione di specifiche tecniche per l’informatizzazione dei Piani Regolatori Generali in tutti  i Comuni i cui vincoli preordinati all’esproprio sono decaduti e per i quali il Piano regolatore generale sia in itinere.

Qui di seguito il suo pensiero.

Vorrei intanto esprimere le mie perplessità sulla sostenibilità giuridica del Decreto. Il Decreto impone anzi “obbliga” tutti i Comuni in fase di elaborazione del proprio Piano Regolatore Generale ad adottare “la codifica dei graficismi e legenda standard” così come predisposti dal Dipartimento Regionale dell’Urbanistica.  La perplessità è sulla retroattività della norma che impone a tutti i Comuni, anche in fase avanzata di elaborazione dello strumento urbanistico P.R.G., di adeguarsi alle nuove specifiche tecniche. Anche nel periodo borbonico veniva fatto salvo il principio che una norma vigeva dalla data della sua emanazione e non poteva essere retroattiva.

Nel merito poi vorrei evidenziare quanto segue.

Il Decreto parla solo di Piano Regolatore Generale; è evidente una manchevolezza in quanto tutti gli altri strumenti urbanistici (Piani Particolareggiati o Prescrizioni Esecutive, strumenti pianificatori attuativi ma anche la produzione di strumentazioni urbanistiche effettuate da privati), non essendo citati nel Decreto, rimangono esenti dall’applicazione delle nuove specifiche tecniche. E’ mai possibile?

In Sicilia, come è noto solo il 20% dei Comuni ha un Piano Regolatore Generale vigente; in molti Comuni del restante 80% si sta da anni procedendo ad elaborare il nuovo strumento tra ritardi dovuti alle procedure previste dalla nostra Legge Regionale urbanistica che risale a 39 anni fa. 

Imporre l’adottare le nuove specifiche tecniche significa bloccare tutto! Significa svilire e mortificare quelle Amministrazioni Comunali che stanno tentando di pervenire ad un nuovo strumento urbanistico con mille difficoltà e con un lavoro che molte volte presenta anni e anni di lavoro !

Inoltre l’applicazione di quanto riportato nel Decreto, imporrà il rifacimento e la rielaborazione di grafici, parti documentali e quant’altro è previsto per la redazione di un P.R.G. con prevedibili richieste economiche da parte dei progettisti incaricati e con un aggravio economico per i bilanci comunali. 

L’eccezione prevista dallo stesso Decreto, al punto 2, per quegli strumenti urbanistici che abbiano già ottenuto il parere da parte degli Uffici del Genio Civile ai sensi dell’art. 13 della Legge 2.2.1974 n. 64, salverà solo pochi Comuni e pochi Piani. Nella fase indicata ed esente dall’applicazione del Decreto, si è oramai in una fase avanzata in quanto il Piano è stato già elaborato e deve essere adottato dal Consiglio Comunale

Nelle altre Regioni italiane, in questi ultimi quarant’anni, si è proceduto a legiferare in materia urbanistica  ed in alcuni casi si è alla terza generazione di produzione legislativa.

Anche Regioni come la Calabria e la Sardegna si sono dotate di Leggi urbanistiche che consentono, attraverso procedure precise, trasparenti e con la certezza dei tempi, di redigere e approvare un Piano di governo del territorio in due anni. La media dei nostri Piani, dalla data di incarico alla data di approvazione, varia invece dai dieci ai venti anni.

Ed allora, prima di produrre specifiche tecniche per la grafica e le legende dei Piani, non sarebbe più opportuno e necessario per la nostra Regione dotarsi di una nuova Legge Urbanistica ?           

Non possiamo che invitare l’Assessore Regionale Maurizio Croce a  modificare il Decreto del 24.11.2016, limitando l’ applicazione delle nuove specifiche tecniche ai nuovi Piani per i quali l’incarico al progettista è ancora da conferire e, comunque,  a quelli in fase ancora iniziale.” 

A cura di Redazione LavoriPubblici.it



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