Decreto rinnovabili: Bozza del nuovo Decreto FER con ritorno al fotovoltaico

07/08/2018

In arrivo il nuovo decreto sulle rinnovabili che dovrebbe essere pubblicato “subito dopo l’estate”, come annunciato dal sottosegretario del Ministero dello Sviluppo economico Davide Crippa con la conferma che il decreto con incentivi dedicati all’energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili per il triennio 2018-2020, emanato dal precedente Governo e che non ha ancora completato il proprio iter non subirà alcuno stravolgimento.

Agli incentivi, come stabilito all’articolo 3 dello schema di provvedimento, potranno accedere:

  • gli impianti di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati, di potenza inferiore ad 1 MW;
  • gli impianti oggetto di un intervento di potenziamento, qualora la differenza tra il valore della potenza dopo l’intervento e quello della potenza prima dell’intervento sia inferiore ad 1 MW;
  • gli impianti oggetto di rifacimento di potenza inferiore ad 1 MW.

Quelli di potenza superiore accedono agli incentivi a seguito della partecipazione a procedure competitive di aste al ribasso per la definizione del livello di incentivazione, nei limiti di contingenti di potenza con la principale novità rappresentata dall’introduzione di gare tecnologicamente neutre, quindi fonti diverse dovranno vedersela sugli stessi contingenti di potenza.

Tra le principali novità segnaliamo il ritorno del fotovoltaico. Pur mantenendo il divieto di incentivazione per gli impianti ubicati in aree agricole, il nuovo DM FER prevede infatti l’incentivazione per gli impianti FV, i quali concorreranno sia nelle aste che nei registri con l’eolico.

Il decreto si rivolge solo ad alcune fonti tecnologicamente e commercialmente più avanzate (oltre al solare e all’eolico on-shore, l’idroelettrico, il geotermico e gli impianti alimentati a gas di discarica e gas residuati da processi di depurazione), rinviando ad un altro decreto la disciplina delle altre fonti.

Il GSE pubblicherà i bandi relativi alle procedure di asta e registro rispettando una serie di scadenze. I bandi dovrebbero essere 7 e il primo dovrebbe essere pubblicato il 30 novembre di quest’anno. Ne seguiranno altri nei mesi di marzo, luglio e novembre del 2019 e del 2020.

I bandi per l’iscrizione al registro, così come quelli per le procedure d’asta, saranno organizzati in tre gruppi:

  • il primo dedicato a fotovoltaico ed eolico;
  • il secondo a impianti idroelettrici, geotermoelettrici, impianti a gas residuati dei processi di depurazione ed impianti alimentati da gas di discarica;
  • il terzo rivolto a impianti eolici, idroelettrici e geotermoelettrici oggetto di rifacimento totale o parziale.

La potenza messa a disposizione per l’iscrizione ai registri nei 7 bandi sarà di 580 MW per eolico e fotovoltaico, 140 MW per il secondo gruppo e 70 MW per il terzo. Per le aste le asticelle si alzano e si arriva a 4800 MW per eolico e fotovoltaico, 245 MW per il secondo gruppo e 490 MW per il terzo. Alle procedure d’asta, inoltre, potranno partecipare anche impianti esteri, a patto che esportino la loro produzione elettrica in Italia (previo accordo di libero scambio).

Il decreto punta infine a razionalizzare gli interventi: gli impianti non potranno essere realizzati in maniera indiscriminata in zone già sature di rinnovabili non programmabili connesse in rete. Gli operatori dell’infrastruttura elettrica dovranno comunicare al GSE le zone critiche indicando l’ulteriore capacità produttiva massima che può essere aggiunta alla rete.

In allegato lo schema di decreto sulle rinnovabili nella versione non definitiva aggiornata al 9 marzo u.s..

A cura di Redazione LavoriPubblici.it



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