Dal DPR 380 al Codice delle costruzioni: il confronto in Sicilia
Professionisti, istituzioni e politica discutono presente e futuro della normativa edilizia tra Salva Casa e riforma nazionale.
Mentre il legislatore italiano continua nel suo interminabile percorso di modifica del d.P.R. n. 380/2001 (Testo Unico Edilizia), con la recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 2 dicembre 2025, n. 182, e all’indomani dell’approvazione in Consiglio dei Ministri del disegno di legge delega per l’adozione del “Codice dell’edilizia e delle costruzioni”, in Sicilia professionisti, istituzioni e politica sono stati chiamati a raccolta per parlare del presente e del futuro dell’edilizia.
Dal 380/01 verso il Codice delle costruzioni
Il 5 dicembre 2025 si è svolto il seminario “Dal 380/01 verso il Codice delle costruzioni: il domani si decide oggi”, organizzato dall’Ordine degli Architetti di Messina insieme alla Fondazione Architetti del Mediterraneo. Un appuntamento fortemente voluto dal Presidente dell’Ordine, Giovanni Lazzari, che è riuscito a riunire attorno allo stesso tavolo competenze tecniche, amministrative e politiche in un momento particolarmente delicato per la normativa edilizia.
Nel suo intervento introduttivo Lazzari ha evidenziato l’obiettivo dell’iniziativa: “Con questo seminario l’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Messina ha desiderato fornire, sul Testo Unico sull’Edilizia così come recepito nella Regione Sicilia, un momento di necessario confronto tra tecnici e politici e consegnare a quest’ultimi un documento che indica alcune proposte di modifica di alcuni articoli della vigente norma”.
Ha poi sottolineato il ruolo delle professioni tecniche nell’attuale fase di transizione normativa: “Le Professioni tecniche sono attualmente interessate da percorsi legislativi che le proietteranno, già dal prossimo futuro, in una nuova dimensione in un’ottica più che decennale. La straordinaria congiuntura temporale in cui questi processi sono stati avviati impone, d’altra parte, che anche il mondo delle professioni sia capace di affiancarsi alla politica, fornendo contributi propositivi finalizzati a rendere perfettibile il quadro normativo che ci interessa”.
Una mattina dedicata al DPR 380 alla luce del “Salva Casa”
La sessione mattutina è stata dedicata alle principali modifiche introdotte dal decreto “Salva Casa” e alle conseguenze operative sul Testo Unico Edilizia. Il confronto tra tecnici e amministrazioni ha messo in luce i nodi più sensibili degli ultimi mesi: stato legittimo, tolleranze costruttive, difformità edilizie e ricadute sul governo locale del territorio.
Il risultato è stato un quadro chiaro: la semplificazione introdotta dal legislatore centrale coesiste con nuove stratificazioni interpretative che, soprattutto in presenza di sistemi regionali autonomi come quello siciliano, richiedono un importante lavoro di coordinamento. Da questo dialogo è nato un documento tecnico (allegato) contenente una serie di proposte di intervento regionale nelle more della riforma nazionale.
Il pomeriggio sul futuro dell’edilizia: il DDL delega per il nuovo Codice
La sessione pomeridiana ha spostato lo sguardo sul futuro prossimo. Il disegno di legge delega approvato dal Consiglio dei Ministri consente, infatti, al Governo di avviare la riscrittura integrale della disciplina edilizia attraverso un Codice dell’edilizia e delle costruzioni.
Una riforma attesa da anni, che punta a razionalizzare definizioni, titoli edilizi, procedimenti, norme speciali e competenze istituzionali. L’obiettivo dichiarato è superare la frammentazione accumulata in vent’anni e restituire stabilità e leggibilità all’intero settore.
Un metodo di lavoro che può segnare la differenza
Accanto ai temi nazionali, il dibattito ha affrontato con grande attenzione la situazione della Regione Siciliana, dove il recepimento del Testo Unico è avvenuto in forma mista, creando inevitabili difficoltà operative. Si è ribadito come, in attesa del nuovo Codice, la Regione possa intervenire per risolvere le criticità più urgenti, evitando che la disciplina edilizia siciliana resti imbrigliata in un modello superato e incoerente.
Il valore dell’iniziativa è stato duplice: contenuti tecnici di alto livello e un metodo di lavoro fondato su confronto interdisciplinare e proposte operative. Una dimostrazione concreta di come gli Ordini professionali possano supportare con efficacia i processi legislativi.
Le riforme che attendono il mondo delle professioni tecniche
Quest’ultimo tema è stato ripreso con forza dal Presidente Lazzari, che ha ricordato come il settore stia vivendo un momento irripetibile di revisione normativa: “Le riforme attese e che stanno velocemente procedendo attraverso, per lo più, disegni di legge delega al Governo riguardano la riforma degli ordinamenti professionali; l’aggiornamento della disciplina edilizia; la revisione dei criteri di determinazione dei compensi dei liberi professionisti; la revisione del codice dei beni culturali e del paesaggio”.
Lazzari ha poi richiamato altri fronti in movimento, come la qualità architettonica e la rigenerazione urbana, sottolineando che “questa contingenza può rappresentare un’occasione straordinaria per riportare le professioni tecniche, e quella dell’Architetto in particolare, ai livelli di qualità auspicati, oppure materializzarsi come un ulteriore appesantimento normativo privo di quei principi indifferibili legati alla semplificazione e alla sburocratizzazione delle procedure”.
Infine, ha richiamato il ruolo sociale e civile della
riforma: “Il Codice delle Costruzioni non può essere
considerato uno strumento a sé stante, ma deve essere
necessariamente ricondotto al diritto del Cittadino di vivere in un
Ambiente che abbia la vita come Sua stella polare”.
E ha lanciato un messaggio preciso: “Il confronto tra
esperti, politici e portatori di interessi ha creato i presupposti
affinché i tecnici vengano coinvolti sin da subito nella scrittura
dei decreti delegati, che non potranno discostarsi dai principi
sopra enunciati”.
Conclusioni
L’evento di Messina non è stato soltanto un’occasione di confronto, ma una fotografia nitida del momento storico che il settore edilizio sta attraversando: una fase in cui la normativa evolve rapidamente, mentre territori e professioni cercano di mantenere un equilibrio tra semplificazione, rigore tecnico e necessità di aggiornare strumenti ormai superati.
Da un lato, il Testo Unico Edilizia – profondamente modificato dal “Salva Casa” – richiede un lavoro continuo di interpretazione e coordinamento, soprattutto nelle Regioni a statuto speciale. Dall’altro, il futuro Codice dell’edilizia e delle costruzioni promette un riordino complessivo, ma apre interrogativi importanti: quale sarà l’effettiva capacità del legislatore di riportare coerenza e stabilità in un sistema che negli ultimi vent’anni ha stratificato eccezioni, deroghe e procedimenti sempre più complessi?
Proprio in questo contesto, l’esperienza messinese rappresenta un esempio virtuoso. La collaborazione tra Ordini professionali, amministrazioni e rappresentanza politica ha mostrato che le riforme non si scrivono soltanto nei Ministeri, ma si costruiscono insieme a chi affronta ogni giorno le difficoltà applicative delle norme. È questo il valore dell’iniziativa: un metodo basato su dialogo, proposte operative e consegna di documenti tecnici realmente utilizzabili nella fase di revisione normativa.
Il messaggio emerso è chiaro: la transizione verso il nuovo impianto regolatorio non potrà essere efficace senza un coinvolgimento diretto dei tecnici, chiamati a trasformare la loro esperienza sul campo in un contributo concreto alla definizione dei decreti delegati. Allo stesso tempo, la Regione Siciliana ha davanti a sé l’opportunità di intervenire subito sulle criticità più urgenti, evitando che la propria disciplina edilizia rimanga incagliata in un modello ibrido e non più adeguato.
L’incontro ha quindi indicato un percorso: lavorare insieme per far sì che la riforma non diventi l’ennesima sovrastruttura normativa, ma un reale strumento di semplificazione, trasparenza e qualità progettuale. In questa prospettiva, il ruolo delle professioni tecniche potrà essere determinante nel restituire centralità al progetto, garantire procedure più chiare e contribuire a un assetto edilizio finalmente coerente, moderno e capace di rispondere alle esigenze dei cittadini e della trasformazione del territorio.
Documenti Allegati
Proposte di modifica