Allestimenti mobili: il Milleproroghe 2026 sposta i termini per gli aggiornamenti catastali
Prorogato al 15 dicembre 2026 il termine per la presentazione degli atti di aggiornamento catastale relativi alle strutture ricettive all’aperto
Il decreto Milleproroghe 2026 incide su una delle novità catastali introdotte nel 2024: il nuovo regime di irrilevanza catastale degli allestimenti mobili nelle strutture ricettive all’aperto e, soprattutto, gli adempimenti connessi alla sua attuazione operativa.
Allestimenti mobili e catasto: il Milleproroghe 2026 interviene sulle scadenze
Tra le proroghe di termini in materie di competenza del Ministero del Turismo previste all’articolo 16, il comma 3 differisce infatti i termini concessi agli intestatari catastali per adeguare la rappresentazione catastale delle strutture interessate.
La disposizione si innesta nel solco già tracciato dall’articolo 7-quinquies del D.L. n. 113/2024, secondo cui, dal 1° gennaio 2025, gli allestimenti mobili di pernottamento (case mobili, maxi-caravan e strutture analoghe), se ubicati all’interno di strutture ricettive all’aperto, vengono esclusi dalla stima diretta della rendita catastale, in quanto non rilevanti ai fini della rappresentazione e del censimento catastale.
Parallelamente, il legislatore ha inciso sul valore delle aree, prevedendo un incremento forfetario pari ai seguenti valori:
- 85% per le aree attrezzate destinate a tali allestimenti;
- 55% per le aree non attrezzate comunque destinate al pernottamento degli ospiti.
Aggiornamento catastale: gli obblighi previsti e la nuova scadenza
Proprio per rendere coerente questo nuovo assetto, l’articolo 7-quinquies aveva imposto agli intestatari catastali delle strutture ricettive all’aperto un doppio adempimento, da attuare entro il 15 dicembre 2025, in relazione a:
- atti di aggiornamento geometrico, ai sensi dell’articolo 8 della legge n. 679/1969, per l’adeguamento della mappa catastale;
- atti di aggiornamento del Catasto Fabbricati, secondo il DM n. 701/1994, per recepire correttamente la nuova configurazione dei beni rilevanti ai fini estimativi.
Tenendo conto della necessità di seguire criteri applicativi uniformi, coerenti con le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate e non sempre immediatamente traducibili in prassi operative standard, l’articolo 16, comma 3, del Milleproroghe 2026 è quindi intervenuto sui termini, che vengono differiti al 15 dicembre 2026.
Una proroga che riconosce la necessità di più tempo per un riassetto catastale complesso, destinato a incidere in modo stabile su mappe, consistenze e stime.
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