Proroga bonus mobili 2026: quando spetta e quali condizioni vanno rispettate

Bonus Mobili 2026 prorogato: quando spetta la detrazione del 50%, quali interventi edilizi servono e come funziona l’acquisto di mobili ed elettrodomestici

di Redazione tecnica - 26/01/2026

È ancora possibile fruire del Bonus Mobili nel 2026 per l’acquisto di un elettrodomestico destinato ad arredare un immobile ristrutturato? La domanda è stata posta di recente a Fisco Oggi e offre lo spunto per fare chiarezza sugli effetti della proroga dell'agevolazione per quest'anno disposta dalla Legge di Bilancio, e sui limiti applicativi della detrazione.

La proroga, infatti, non ha introdotto un nuovo incentivo né ha reso autonomo il Bonus Mobili rispetto agli interventi edilizi. Anche nel 2026, l’agevolazione resta subordinata alla fruizione della detrazione per il recupero del patrimonio edilizio e al rispetto di condizioni precise, che continuano a generare dubbi operativi nella prassi, soprattutto quando l’acquisto riguarda grandi elettrodomestici.

È su questo collegamento, più che sul bene acquistato in sé, che si gioca la corretta applicazione del bonus, come confermato dalla normativa di riferimento e dalla Guida dell’Agenzia delle Entrate aggiornata a gennaio 2026.

Proroga bonus mobili 2026: requisiti normativi e collegamento con la ristrutturazione edilizia

La proroga del Bonus Mobili per il 2026 trova fondamento nella legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), che all’articolo 1, comma 22, ha modificato l’articolo 16, comma 2, del decreto-legge n. 63/2013, estendendo l’agevolazione anche alle spese sostenute nel corso del 2026.

La norma conferma l’impianto ormai consolidato della misura, prevedendo una detrazione IRPEF del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio.

La detrazione resta ripartita in dieci quote annuali di pari importo ed è calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

Come chiarito dalla disciplina primaria e dalla Guida dell’Agenzia delle Entrate sul Bonus Mobili ed elettrodomestici (aggiornata a gennaio 2026), la proroga non ha inciso sulla natura accessoria dell’agevolazione, che continua a essere strettamente collegata alla fruizione della detrazione per ristrutturazione edilizia.

Il collegamento con la ristrutturazione edilizia: il presupposto essenziale

Anche nel 2026, il Bonus Mobili non costituisce quindi un’agevolazione autonoma, ma presuppone la realizzazione di un intervento di recupero del patrimonio edilizio fiscalmente rilevante.

La detrazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici spetta esclusivamente al contribuente che beneficia della detrazione per i lavori edilizi e solo se l’intervento rientra tra quelli espressamente ammessi dalla normativa. Non è sufficiente, quindi, aver sostenuto spese “edilizie” in senso generico, né tantomeno aver effettuato lavori di manutenzione ordinaria su singole unità immobiliari.

Resta inoltre fermo il principio secondo cui la data di inizio dei lavori deve precedere quella di acquisto dei beni, anche se non è necessario che le spese per la ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo. Per gli acquisti effettuati nel 2026, gli interventi edilizi devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio 2025.

Gli interventi edilizi che consentono l’accesso al Bonus Mobili 2026

La Guida dell’Agenzia delle Entrate conferma che danno diritto al Bonus Mobili, tra gli altri, gli interventi di:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singole unità immobiliari residenziali;
  • manutenzione ordinaria e straordinaria sulle parti comuni di edifici residenziali;
  • ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi, in presenza dello stato di emergenza;
  • interventi eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare su interi fabbricati, a condizione che l’immobile venga venduto o assegnato entro i termini previsti.

Sono invece esclusi, tra gli altri:

  • gli interventi di manutenzione ordinaria su singole unità immobiliari;
  • gli interventi che danno diritto esclusivamente all’Ecobonus;
  • la realizzazione di box o posti auto pertinenziali.

Il caso dell’acquisto di un elettrodomestico nel 2026

Con riferimento al quesito posto a Fisco Oggi, relativo all’acquisto di una lavasciugatrice destinata ad arredare un immobile ristrutturato, la risposta va ricostruita partendo dai presupposti normativi.

La lavasciugatrice rientra tra i grandi elettrodomestici agevolabili, a condizione che:

  • sia nuova;
  • rispetti la classe energetica minima E, come previsto dalla normativa vigente;
  • sia destinata ad arredare l’immobile oggetto dell’intervento edilizio.

Il punto decisivo, tuttavia, non riguarda tanto la tipologia di elettrodomestico, quanto la corretta qualificazione dell’intervento edilizio cui l’acquisto è collegato. In presenza di un intervento di recupero del patrimonio edilizio ammesso e avviato nei termini previsti, l’acquisto della lavasciugatrice nel 2026 può beneficiare del Bonus Mobili. In caso contrario, la detrazione non spetta, anche se l’acquisto avviene nel periodo di vigenza dell’agevolazione.

Limite di spesa e misura della detrazione

Per le spese sostenute nel 2026, il Bonus Mobili è calcolato su un importo massimo complessivo di 5.000 euro, indipendentemente dall’ammontare delle spese sostenute per i lavori edilizi.

Il limite deve essere considerato:

  • per ciascuna unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze;
  • al netto di eventuali spese già sostenute negli anni precedenti per lo stesso intervento, sulle quali si sia già fruito della detrazione.

Le quote residue di detrazione spettante, non si trasferiscono né in caso di cessione dell’immobile né in caso di decesso del contribuente.

Modalità di pagamento e documentazione da conservare

Ai fini della detrazione, i pagamenti devono essere effettuati mediante:

  • bonifico bancario o postale;
  • carte di credito o di debito.

Non è ammesso il pagamento in contanti o con assegni. Per il bonifico non è necessario utilizzare quello “parlante” previsto per le spese di ristrutturazione edilizia.

Il contribuente è tenuto a conservare:

  • la documentazione attestante il pagamento;
  • le fatture di acquisto dei beni;
  • la documentazione relativa alla classe energetica degli elettrodomestici, ove prevista.

Per alcuni elettrodomestici è inoltre richiesta la comunicazione all’ENEA, la cui omissione o tardiva trasmissione non comporta la perdita del diritto alla detrazione.

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