Stato legittimo dopo il Salva Casa: la giurisprudenza 2025-2026

Il Decreto Salva Casa ha riscritto il primo periodo dell'art. 9-bis del Testo Unico Edilizia sostituendo una congiunzione e aggiungendo una condizione, e in due anni di pronunce quella singola riga ha prodotto due modi diversi di ragionare. Da una parte chi valorizza l'alternativa tra titolo originario e ultimo titolo, dall'altra chi subordina l'effetto legittimante a una verifica comunale che gli archivi quasi mai documentano.

di Gianluca Oreto - 23/09/2026

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Domande frequenti su stato legittimo e Salva Casa

Dopo il Salva Casa basta l'ultimo titolo edilizio per dimostrare lo stato legittimo?

Non sempre. L'art. 9-bis, comma 1-bis, del d.P.R. n. 380/2001 richiede che quel titolo abbia interessato l'intero immobile e che il Comune, nel rilasciarlo, avesse verificato la legittimità dei titoli pregressi.

La planimetria catastale dimostra lo stato legittimo di un immobile?

No, quando un titolo edilizio esiste. Le informazioni catastali di primo impianto rilevano solo per gli immobili realizzati quando il titolo non era obbligatorio, e vanno comunque integrate con altri documenti probanti.

Le opere disegnate in un vecchio progetto approvato sono legittime?

No. La rappresentazione di opere preesistenti in un elaborato allegato a una pratica riguardante altri interventi non produce assenso implicito, che richiede un riconoscimento esplicito e consapevole dell'amministrazione.

Su un immobile condonato si può fare una ristrutturazione edilizia?

Il Consiglio di Stato lo ammette, riconoscendo al fabbricato condonato piena legittimità urbanistica. La Corte costituzionale è più restrittiva sui vantaggi edilizi che esorbitano dalla manutenzione e dalla ristrutturazione conservativa, quindi il punto va verificato caso per caso.

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