Superbonus 110%: cessione del credito e tempistiche inadeguate

Con la pubblicazione in Gazzetta della Legge n. 34/2022 di conversione del Decreto Bollette arriva la quindicesima modifica al Decreto Rilancio

di Gianluca Oreto - 01/05/2022
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Superbonus 110%: cessione del credito e tempistiche inadeguate

La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 28 aprile 2022 della Legge 27 aprile 2022, n. 34 di conversione del Decreto Legge n. 17/2022 (Decreto Bollette) porta in dote il quindicesimo intervento del legislatore che riguarda a vario titolo il superbonus 110% e il meccanismo di cessione del credito.

Superbonus 110% e cessione del credito: le modifiche normative

Non come memoria storica ma per evidenziare le complessità che il mondo delle costruzioni sta vivendo da maggio 2020, è utile mettere in ordine le modifiche arrivate agli articoli 119 e 121 del Decreto Legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio):

Tralasciando i correttivi del biennio 2020-2021, sono quelli arrivati nel 2022 che rischiano seriamente di far fallire professionisti e imprese, sempre più ricchi di crediti fiscali e poveri della liquidità necessaria alla sopravvivenza di qualsiasi operatore economico.

Le modifiche del Sostegni-ter

Dalla pubblicazione del Sostegni-ter e con le modifiche al meccanismo di cessione del credito, è ormai evidente che il clima di fiducia dei principali players nazionali impegnati nell'acquisto delle detrazioni sia diminuito considerevolmente. Lo dimostra la decisione di Poste Italiane di non acquistare più crediti indiretti (da sconto in fattura) o il blocco di CDP e di molti istituti bancari.

Aver previsto dei limiti alle possibili cessioni e dei soggetti acquirenti, ha evidentemente ridotto la capienza fiscale disponibile di chi questi crediti dovrà portarli in detrazione. Una conseguenza tanto ovvia, quanto è difficile pensare che il legislatore non ne abbia previsto gli effetti.

Alle primissime preoccupazioni post Sostegni-ter che aveva limitato ad una la cessione del credito indiretta, il legislatore ha risposto:

  • prima con il D.L. n. 13/2022 che ha aumentato a due le ulteriori cessioni;
  • poi con la legge di conversione del Sostegni-ter che ha rimesso al suo interno (per diminuire i tempi per la conversione in legge) i contenuti del D.L. n. 13/2022;
  • per ultimo con la Legge n. 34/2022 che, convertendo in legge il Decreto Bollette, ha aggiunto la possibilità per le banche in relazione ai crediti per i quali è esaurito il numero delle possibili cessioni (le ulteriori due), di un’ulteriore cessione esclusivamente a favore dei soggetti con i quali abbiano stipulato un contratto di conto corrente, senza facoltà di ulteriore cessione.

Disposizioni che entrano in vigore l'1 maggio 2022 e che verosimilmente cominceranno a produrre i loro effetti (se ci saranno) solo a giugno (banche ed istituti di credito dovranno comprendere bene queste modifiche e fare le loro valutazioni prima di esporsi con dei prodotti finanziari).

In tutto questo, Governo e Parlamento non hanno ancora fatto fronte al blocco arrivato dai due principali acquirenti di bonus fiscali: Poste e CDP. Ovvero due società partecipate dallo Stato che avrebbero dovuto giocare un ruolo fondamentale.

Problematiche

In Parlamento è in discussione la legge di conversione del Decreto Legge n. 21/2022 (Decreto Energia) che, tra le altre cose, dovrebbe prevedere una nuova modifica al meccanismo di cessione del credito che consentirà alle banche di vendere il credito ai propri correntisti.

Se questa sia la soluzione definitiva al clima tesissimo in cui si sono ritrovati professionisti e imprese, lo sapremo bene che vada solo ad agosto 2022. Nel frattempo, il 29 aprile 2022 è scaduto il termine per comunicare la cessione dei crediti maturati nel 2021, scadenza che per le partite IVA (ovvero chi ha praticato sconto in fattura) è stata prorogata a ottobre 2022.

In realtà, prescindendo dagli effetti, ciò che professionisti e imprese si augurano, soprattutto oggi che è la festa di tutti i lavoratori, è che il Legislatore valuti bene le prossime mosse, dia la possibilità a chi lavora di chiudere dignitosamente le commesse in atto e pianifichi meglio una nuova stagione per l'edilizia, in cui la parola d'ordine dovrebbe essere solo: chiarezza e stabilità normativa.

Qualsiasi ulteriore intervento che riguardi la cessione e le tempistiche rimarrà sempre inadeguato se ne sarà necessario uno nuovo.

A tutti voi buon 1° maggio e #unpensieropositivo
Gianluca Oreto