Superbonus e cessione del credito: occhio agli errori del Fisco sull'annullamento della comunicazione
No all’annullamento automatico della cessione del credito senza frode accertata ai sensi dell’art. 122-bis del Decreto Rilancio
Cosa accade quando l’Agenzia delle Entrate confonde un controllo ordinario sulla comunicazione di cessione del credito con un’ipotesi di frode? L'errore dell'Amministrazione è rimediabile, consentendo il recupero degli importi?
Comunicazione scarto opzioni alternative: illegittima se non c'è frode
A chiarire i limiti per l'applicabilità dell'art. 122-bis del D.L. n. 34/2020 è la sentenza del 28 aprile 2025, n. 124 della CGT di 1° grado di Ravenna nell'ambito di un ricorso contro la comunicazione di scarto dell'opzione di sconto in fattura esercitata ex art. 121 D.L. n. 34/2020, conv. in L. n. 77/2020, per interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, rischio sismico, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica realizzati in un Condomino.
Secondo il Fisco, parte del credito sarebbe stata indebitamente fruita per l’inclusione di voci economiche riferite alla remunerazione del general contractor, non riconosciute come spese agevolabili.
Il Condominio ha contestato la legittimità della comunicazione di scarto, evidenziando l’effettiva esecuzione degli interventi, la congruità dei costi e la piena documentazione delle spese sostenute. Una tesi che la Corte ha pienamente avallato: vediamo il perché.
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