Il contesto normativo di riferimento
Il chiarimento del Fisco si colloca nel solco tracciato dalla risoluzione n. 66/E del 13 novembre 2025, con cui l’Agenzia aveva già chiarito che l’aumento dei limiti di spesa non opera automaticamente, ma è subordinato a una rinuncia esplicita ai contributi commissariali.
In questo senso, la rinuncia ai contributi non è un elemento accessorio, ma un presupposto strutturale dell’agevolazione rafforzata. Ed è per questo che, nel tempo, si è posto il problema di chiarire come e con quali strumenti dimostrare l’effettiva titolarità del diritto al contributo, senza la quale la rinuncia sarebbe giuridicamente priva di effetti.
Come già ricordato in precedenza nella circolare n. 23/E del 2022, il contribuente può rinunciare al contributo solo se ne è titolare, cioè solo se sussistono, in concreto, i requisiti soggettivi e oggettivi per ottenerlo.
In questo quadro si inserisce anche l’art. 47 del d.P.R. n. 445/2000, che consente di attestare, nei rapporti con la pubblica amministrazione, stati e qualità non altrimenti certificabili mediante dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.