Transizione 5.0: retromarcia del Governo dopo lo stop improvviso

Dopo lo stop improvviso del 6 novembre, il Governo annuncia nuove risorse e una proroga al 27 novembre. Il commento del CNI: la soluzione migliore possibile nel contesto attuale

di Redazione tecnica - 24/11/2025

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Lo stop improvviso alle risorse del Piano Transizione 5.0, comunicato il 6 novembre senza preavviso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha scosso imprese, tecnici e professionisti impegnati nella riqualificazione energetica del comparto produttivo.

Una sospensione degli incentivi che ha generato incertezza e timori sulla sorte delle domande in corso di presentazione, sollevando dubbi e proteste non solo tra le aziende che avevano avviato investimenti significativi confidando sulla copertura degli incentivi, ma anche tra i tecnici, coinvolti nella predisposizione delle diagnosi energetiche e delle asseverazioni, chiedevano certezze sui progetti già in pipeline.

Il tavolo convocato nei giorni scorsi dal MIMIT ha quindi rappresentato, almeno nelle intenzioni, un punto di ripartenza.

Transizione 5.0, le garanzie del Governo: nuove risorse e sportello aperto fino al 27 novembre

Alla riunione, che si è svolta alla presenza dei ministri Urso, Giorgetti e Foti, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha partecipato con una propria delegazione, insieme alle principali associazioni imprenditoriali, agricole e ai professionisti che svolgono le attività di asseverazione necessarie per l’accesso agli incentivi.

I ministri presenti al tavolo hanno comunicato l’intenzione di reperire fondi aggiuntivi per coprire tutte le domande pendenti che risultano in possesso dei requisiti richiesti. La soluzione, attesa già nella stessa serata con un decreto legge da adottare in Consiglio dei Ministri, punta a garantire la continuità dello strumento.

Confermata anche la riapertura -  o meglio, la non interruzione - della possibilità di presentare progetti allo sportello Transizione 5.0 fino al 27 novembre.

Una scelta che, pur non risolvendo tutte le criticità del sistema, consente alle imprese di completare un percorso avviato e ai tecnici di portare a termine le attività di asseverazione in corso.

La posizione del CNI: collaborazione istituzionale e necessità di certezza

«Accogliamo con soddisfazione le novità comunicateci oggi al tavolo dai tre ministri, che ringraziamo per averci convocato», ha commentato il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Angelo Domenico Perrini

«Il Governo ci ha spiegato in maniera chiara i motivi che hanno portato alla decisione del 6 novembre scorso e questa chiarezza ha contribuito a sgombrare il campo da retropensieri, oltre a rendere la riunione di oggi estremamente operativa e collaborativa. La soluzione trovata non è per noi la migliore in assoluto, ma ci rendiamo conto essere la migliore possibile nel contesto attuale».

Perrini ha inoltre ribadito la piena disponibilità della categoria a collaborare con le istituzioni: «Gli ingegneri italiani rinnovano la loro piena disponibilità a collaborare con le istituzioni nella realizzazione dei piani di sostegno alla digitalizzazione ed efficientamento energetico delle imprese, ed a supportare tutte le imprese in questa delicata fase di passaggio di tutto il sistema industriale».

Resta ora da valutare se il decreto legge annunciato sarà in grado di restituire piena fiducia alle imprese e ai professionisti che stanno accompagnando il Paese verso la Transizione 5.0.

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