Urbanistica, gli esperti: serve una nuova legge nazionale per salvare le città
Rigenerazione urbana, coerenza normativa e pianificazione sostenibile al centro di Urbanpromo 2025, dall’11 al 14 novembre a Firenze
L’Italia ha bisogno urgente di una nuova legge nazionale sull’urbanistica. A dirlo è Gianni Biagi, presidente di Urbit, che richiama l’attenzione sulla necessità di una normativa moderna, capace di sostenere la rigenerazione urbana e di fornire risorse economiche adeguate per progetti coerenti e sostenibili.
Riforma urbanistica: un appello per una nuova stagione
Il dibattito sul futuro dell’urbanistica italiana si riaccende in vista di Urbanpromo 2025, la rassegna nazionale dedicata alla pianificazione urbana e territoriale, organizzata da INU e Urbit, che si terrà a Firenze dall’11 al 14 novembre presso l’Innovation Center della Fondazione CR Firenze.
La riflessione di Biagi parte da un dato storico: la legge urbanistica nazionale, la legge del 17 agosto 1942, n. 1150, è ancora oggi la base della disciplina di settore. Una norma nata in un contesto economico e sociale profondamente diverso: da allora ,il quadro urbanistico è stato progressivamente integrato da leggi speciali e decreti, senza però una riforma organica capace di restituire coerenza ai livelli di pianificazione e alla gestione del territorio. Come sottolinea Biagi, «la legge vigente è ferma all’agosto del 1942: questo ci dovrebbe dare il senso di quanto sia necessario approvare subito un nuovo testo».
Le città italiane si trovano oggi a dover affrontare sfide imprevedibili oltre 80 anni fa: il consumo di suolo, la rigenerazione dei tessuti urbani, la transizione ecologica e l’adattamento climatico.
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