È possibile ottenere la sanatoria per interventi su un manufatto già oggetto di ordinanza di demolizione? Il decorso dei termini rende efficace una SCIA in sanatoria? E la documentazione catastale può provare lo stato legittimo dell’opera?
Veranda abusiva e SCIA in sanatoria: la sentenza del Consiglio di Stato
Sono questi i nodi interpretativi affrontati dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 6169 del 14 luglio 2025, che si inserisce nel più ampio dibattito giurisprudenziale sull’accertamento di conformità ex art. 37 del Testo Unico Edilizia.
Il caso in esame ruota attorno a un’istanza di sanatoria edilizia per lavori di manutenzione straordinaria su una veranda pertinenziale, presentata nel 2015. L’Amministrazione ha ritenuto l’opera non sanabile in quanto già colpita da ordine di demolizione, mentre il ricorrente ha sostenuto che l’intervento fosse regolarizzabile tramite SCIA e supportato da documentazione catastale storica.
Il ricorso è stato respinto sia in primo grado sia in appello, offrendo al Consiglio di Stato l’occasione per chiarire:
- la portata dell’art. 37 del d.P.R. n. 380/2001 (Testo Unico Edilizia), le cui disposizioni sananti sono state inglobate nel nuovo art. 36-bis che disciplina la c.d. sanatoria semplificata;
- il valore probatorio del catasto;
- la portata dell’onere istruttorio a carico della pubblica amministrazione.