Verande e pertinenze: serve il permesso di costruire?

Il Consiglio di Stato chiarisce i limiti della pertinenza urbanistica e ribadisce l’obbligo del titolo edilizio per le verande che creano nuovo volume.

di Redazione tecnica - 07/10/2025

Conclusioni operative

Con la sentenza n. 7486/2025, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello dell’amministrazione e confermato la legittimità del diniego di sanatoria, ribadendo principi fondamentali per chi opera nel settore edilizio:

  • le verande chiuse determinano un aumento di volume e richiedono permesso di costruire;
  • la pertinenza urbanistica è configurabile solo per opere prive di autonomia e senza impatto sul carico urbanistico;
  • le opere realizzate prima del 1967, se interne ai centri abitati, erano comunque soggette a licenza edilizia;
  • atti notarili, planimetrie catastali o SCIA non provano né sanano la legittimità dell’opera;
  • la natura “minore” dell’intervento non esclude l’obbligo del titolo edilizio se l’opera incide su volume, sagoma o destinazione d’uso.

La decisione conferma un principio ormai consolidato: la nozione di pertinenza non può essere utilizzata come scorciatoia per eludere i controlli urbanistici. Ogni intervento che modifica la sagoma o crea nuovi spazi utilizzabili comporta un impatto urbanistico e deve essere valutato con il corretto titolo abilitativo.

Per i tecnici, si tratta di un richiamo importante: la qualificazione dell’intervento è il primo passo per garantire la regolarità dell’opera e la tutela del committente.

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