Riforma Testo Unico Edilizia: la Commissione scelta dal MIMS

di Gianluca Oreto - 16/11/2021

Definita la composizione della Commissione che si occuperà della riforma della normativa nazionale in materia di pianificazione del territorio, standard urbanistici e in materia edilizia (il d.P.R. n. 380 del 2001).

Riforma Testo Unico Edilizia: la Commissione del CSLP

Con Decreto n. 441 dell'11 novembre 2021, il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS), Enrico Giovannini, ha pubblicato l'elenco dei componenti di questa commissione speciale che segue quella che era stata istituita presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici da cui era fuoriuscita una proposta unitaria di disciplina delle costruzioni.

Alla disciplina delle costruzioni proposta dalla task force del CSLP era poi seguito un disegno di legge per la delega al Governo ad adottare uno o più decreti legislativi di riordino, coordinamento e integrazione delle disposizioni legislative in materia di costruzioni (l'attuale testo unico edilizia).

Appare utile ricordare che al tavolo del CSLP hanno partecipato:

  • i Ministeri delle Infrastrutture (MIT), dei Beni Culturali (MiBACT), dell'Ambiente, della Funzione Pubblica, della Giustizia;
  • la Conferenza Unificata delle Regioni e province Autonome di Bolzano e Trento;
  • l'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI);
  • l'Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) che ha assunto la Segreteria Tecnica;
  • la Rete delle Professioni Tecniche.

Riforma Testo Unico Edilizia: i compiti della nuova Commissione del MIMS

La nuova commissione istituita dal Ministro Giovannini ha il compito di provvedere alla elaborazione di uno o più schemi di provvedimento finalizzati alla riforma organica dei principi della legislazione statale in materia di pianificazione del territorio e standard urbanistici, nonché al riordino e alla modifica delle disposizioni contenute nel Testo unico dell’edilizia, con riguardo ai seguenti profili:

  • l’individuazione degli obiettivi e dei limiti costituzionali alla legislazione statale in materia urbanistica ed edilizia, tenuto conto della giurisprudenza costituzionale, con particolare attenzione sia alle interferenze con altre materie, sia all’autonomia garantita alle Regioni ed ai Comuni;
  • l’individuazione degli obiettivi e dei limiti per la legislazione nazionale derivanti dai valori e dagli obblighi assunti dall’Italia a livello internazionale e nell’Unione europea;
  • la declinazione a livello urbanistico degli obiettivi specifici dell’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile, del programma unionale Next Generation EU, del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e degli obiettivi di contenimento del consumo di suolo e di promozione della rigenerazione urbana propri delle più recenti iniziative legislative parlamentari;
  • la declinazione a livello urbanistico dell’evoluzione del Paese sul piano demografico, sociale, economico;
  • la ricostruzione delle linee evolutive della legislazione statale in materia urbanistica, dalla legge urbanistica fondamentale del 1942 ad oggi, dando evidenza ai profili di perdurante attualità e a quelli di inadeguatezza agli attuali obiettivi del Paese;
  • la rilevazione nella prassi dei maggiori fattori di incertezza, lentezza, criticità, onerosità, difficolta gestionali e contenzioso;
  • la rivisitazione della nozione di urbanistica, anche in relazione all’evoluzione delle nozioni di edilizia, paesaggio, beni culturali e ambiente, in modo da assicurare coerenza, chiarezza, efficienza e semplificazione dei procedimenti di programmazione e controllo;
  • la precisazione e definizione dei concetti fondamentali del diritto urbanistico così da garantire uniformità a livello nazionale e semplificare conoscenza e rispetto delle regole da parte dei cittadini e degli operatori economici;
  • l’individuazione dei principali profili di criticità dell’attuale disciplina delle costruzioni, in un’ottica di semplificazione delle procedure autorizzatorie, di limitazione del consumo di suolo e di armonizzazione con le altre normative di settore, e la elaborazione delle consequenziali proposte di modifica delle disposizioni del d.P.R. n. 380/2001;
  • la rilevazione delle best practices regionali di innovazione legislativa ritenute suscettibili di integrare la regolazione a livello statale;
  • la fissazione di principi e metodologie per garantire la digitalizzazione continuativa, la custodia e la consultazione pubblica dei dati relativi all’assetto territoriale e alla regolazione.

L'obiettivo finale della Commissione è quello di produrre entro sei mesi una relazione sull’attività svolta nonché uno o più schemi di provvedimento recanti disposizioni di riforma della legge 17 agosto 1942, n. 1150, e s.m.i., e della normativa attuativa, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, nonché di ogni ulteriore disposizione la cui modifica dovesse rendersi necessaria o opportuna in conseguenza delle opzioni adottate.

Riforma Testo Unico Edilizia: la composizione della nuova Commissione del MIMS

Senza nulla togliere ai componenti scelti dal Ministro Giovannini, fa riflettere (non poco) la composizione della nuova commissione che comprende certamente più legali, amministrativi, professori e poche figure legate all'attività di libero professionista (ovvero quella che il d.P.R. n. 380/2001 lo applica nella sua professione). Su 22 componenti, solo 4 sono architetti, solo 2 liberi professionisti e non figurano ingegneri e geometri o rappresentanti dei costruttori edili.

Nel dettaglio, ecco di seguito le nomine del Ministro Giovannini:

  • Pres. Raffaele Greco (Consiglio di Stato, esperto presso la Struttura tecnica di missione del Ministero), con funzioni di Presidente;
  • Cons. Massimiliano Atelli (Corte dei Conti);
  • Prof. Bruno Barel (Università di Padova);
  • Prof. Stefano Boeri (Politecnico di Milano);
  • Prof. Beniamino Caravita di Toritto (Università La Sapienza Roma);
  • Arch. Oscar Girotto (Libero professionista);
  • Prof. Francesco Karrer (Libero professionista, già Università degli Studi di Roma);
  • Prof.ssa Francesca Moraci (Università Mediterranea Reggio Calabria);
  • Prof.ssa Laura Ricci (Università La Sapienza Roma);
  • Arch. Elvio Rostagno (Libero professionista);
  • Pres. Diego Sabatino (Consiglio di Stato);
  • Prof. Stefano Stanghellini (Università di Venezia);
  • Prof. Paolo Urbani (Università Roma 3 e LUISS);
  • Prof.ssa Elisa Valeriani (Università di Modena e Reggio Emilia);
  • Prof. Ruggiero Dipace (Università degli Studi del Molise);
  • Prof. Fabio Giglioni (Università “La Sapienza” di Roma);
  • Arch. Vincenzo Russo (Reg. Campania – Conf. delle Regioni e delle Province autonome);
  • Arch. Silvia Risso (Reg. Liguria – Conf. delle Regioni e delle Province autonome);
  • Dott. Simone Busoni (UPI – Unione Province d’Italia);
  • Dott. Fabio Poggioli (UPI – Unione Province d’Italia);
  • Prof.ssa Carla Tedesco (ANCI – Associazione Nazionale dei Comuni Italiani);
  • Dott.ssa Stefania Dota (ANCI – Associazione Nazionale dei Comuni Italiani).


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