Riforma Testo Unico Edilizia: l’esame in Commissione e il rischio di un nuovo cantiere normativo

di Gianluca Oreto - 16/09/2025

Serve davvero una riforma della disciplina edilizia? Che fine ha fatto la bozza della “disciplina delle costruzioni” realizzata da un tavolo tecnico presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici? In che misura una delega al Governo potrà risolvere la stratificazione normativa in edilizia? E, soprattutto, quali garanzie ci sono che il riordino non diventi l’ennesima occasione mancata, lasciando operatori e amministrazioni in balia di testi incompleti o incoerenti?

Riforma Testo Unico Edilizia: l’esame in VIII Commissione

Mercoledì 10 settembre 2025 la VII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici) della Camera dei Deputati ha avviato l’esame in sede referente del disegno di legge C. 2332, presentato dall’on. Erica Mazzetti (Forza Italia). Si tratta di una delega al Governo finalizzata all’aggiornamento, al riordino e al coordinamento della disciplina legislativa in materia edilizia.

La relatrice ha evidenziato la portata strategica del provvedimento, che intende superare l’incertezza e la frammentazione normativa determinata dalle continue modifiche al d.P.R. n. 380/2001, recependo le istanze del mondo produttivo e professionale e rilanciando i principi di equità sociale, sostenibilità economica e ragionevolezza ambientale.

Il ddl si articola su alcuni criteri direttivi chiave tra i quali:

  • l’adozione di un nuovo Testo Unico dell’edilizia aggiornato e semplificato;
  • la definizione dei principi fondamentali statali in materia di governo del territorio e pianificazione urbanistica;
  • la valorizzazione del ruolo delle Regioni e dei Comuni, con particolare attenzione all’autonomia regolamentare e organizzativa;
  • la priorità al recupero del patrimonio edilizio esistente e al consumo di suolo a saldo zero;
  • la razionalizzazione dei regimi amministrativi (permesso di costruire, SCIA, edilizia libera), in coerenza con il d.lgs. n. 222/2016;
  • l’integrazione con gli obiettivi di sostenibilità (efficientamento energetico, sicurezza sismica, benessere acustico, gestione dei rifiuti edilizi).

Tra le innovazioni, particolare rilievo assumono:

  • la ridefinizione delle categorie di intervento edilizio;
  • la disciplina uniforme delle tolleranze costruttive;
  • l’istituzione di un fascicolo del fabbricato;
  • la digitalizzazione dei procedimenti;
  • l’individuazione delle norme abrogate per restituire certezza del diritto.

Tutti obiettivi certamente condivisibili ma sui quali sarà necessario comprendere l’efficacia del provvedimento che successivamente emanerà il Governo (il Decreto Legislativo).

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