Superbonus 110%: no a strumentali demonizzazioni

di Redazione tecnica - 07/06/2022

Continua a far discutere il contenuto del servizio andato in onda qualche giorno fa su Rai3 dal titolo "110 e lode". Il servizio di Report ha, infatti, tracciato un solco in chi in questi due anni di applicazione delle detrazioni fiscali del 110% (superbonus) ha operato con etica, professionalità e pieno rispetto delle regole.

Superbonus 110%: il valzer delle regole

Regole che sono già cambiate 15 volte, 16 se consideriamo la modifica all'asseverazione di congruità delle spese sostenute apportata dal Decreto MiTE n. 75/2022, e a cui professionisti, imprese e contribuenti hanno sempre risposto con le uniche loro armi: studio, determinazione e fiducia nel sistema normativo italiano. Strumenti che evidentemente non sono bastati se consideriamo la tendenza delle stampa generalista a fare dell'erba un fascio e alle recenti affermazioni sulle frodi fiscali senza aver cura di puntualizzare che nelle frodi fiscali rilevate dall'Agenzia delle Entrate, quelle che riguardano il superbonus sono una minima parte del totale delle frodi (il 3%) e meno dell'1% del totale di utilizzo del bonus.

Le dichiarazioni di Inarsind

Sull'argomento è tornato il presidente di Inarsind, Carmelo Russo,che ha affermato "Parliamo del Superbonus: il comparto edile ha conosciuto aumenti della massa salariale che non si vedevano da un decennio. Poi gli interventi legati al superbonus hanno contribuito all’aumento del PIL dell’intero Paese e all’efficientamento energetico e strutturale di un patrimonio edilizio composto da edifici energivori e inadeguati simicamente. Non solo: i compensi ai professionisti sono determinati dall’applicazione di uno specifico decreto ministeriale”.

Proprio per questo, il presidente di Inarsind non accetta “la strumentale demonizzazione del provvedimento e di chi lo applica facendo un enorme servizio al Paese, alla società e all’economia nazionale”.

I superbonus, ovvero le ormai note agevolazioni fiscali che riguardano il settore dell’edilizia - spiega in una nota Inarsind - sono stati oggetto di forte interesse mediatico dalla loro introduzione. In particolare alcuni autorevoli programmi hanno, fino a qualche settimana fa, posto la propria attenzione sulle frodi correlate ai bonus, facendo emergere un quadro devastante, come se la misura non stesse funzionando e fosse servita esclusivamente ad un ristretto numero di disonesti per arricchirsi ed ai professionisti, ingegneri ed architetti, per applicare esose percentuali sull’importo dei lavori”.

A fronte di ciò – approfondisce il Sindacato - passano invece sotto silenzio informazioni importanti poco note ai più: dalle costose polizze obbligatorie per i professionisti, alle grandi responsabilità che ricadono su progettisti e direttori dei lavori, le cui violazioni sono sanzionabili con pene pecuniarie e detentive che non hanno eguali neanche rispetto ad analoghi e/o più gravi reati. Per non dire sulle difficoltà di dovere procedere tra le incertezze interpretative di una norma che in due anni è stata modificata, in maniera significativa, ben quindici volte”.

Non è quindi possibile accettare - conclude Russo - alcuna generalizzazione: ben vengano accertamenti e sanzioni per le violazioni, ma nel contempo si guardi con obiettività al lavoro di architetti e ingegneri, ma più in generale di tutte le professionalità coinvolte, che svolgono la propria attività con serietà e coscienza, per cogliere un’occasione di sviluppo in direzione ecosostenibile e migliorare la sicurezza dei cittadini. Chiediamo di operare in un mercato in cui il sospetto non preceda l’obiettivo accertamento dei fatti e che consenta di svolgere con serenità la professione”.



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