Accesso agli atti e oscuramento offerte: il Consiglio di Stato sul rito super-accelerato
di Redazione tecnica - 09/09/2025

Il nuovo Codice dei Contratti Pubblici ha introdotto un rito “super-accelerato” per impugnare i dinieghi di accesso conseguenti a istanze di oscuramento dell'offerta tecnica: dieci giorni per proporre ricorso, un termine che cambia radicalmente i tempi della difesa.
Ma questo termine stringente decorre sempre dalla comunicazione di aggiudicazione? È possibile ritenere implicita la decisione dell’amministrazione anche se nessun provvedimento viene adottato? E ancora: cosa accade quando la stazione appaltante non pubblica affatto le offerte tecniche dei concorrenti, come imposto dall’art. 36 del Codice?
Accesso agli atti e offerta tecnica oscurata: i termini per il rito super-accelerato
Cerca di fare chiarezza su un tema controverso in ambito di appalti pubblici il Consiglio di Stato, con la sentenza del 25 luglio 2025, n. 6620, relativa a un affidamento di servizi, la cui aggiudicazione era stata impugnata dalla seconda e dalla quarta classificata.
Alla comunicazione dell’aggiudicazione, la stazione appaltante aveva trasmesso solo alcuni documenti (offerta economica, verbali, giustificazioni dell’anomalia), omettendo l’offerta tecnica dell’aggiudicataria e senza dare alcuna notizia sulle istanze di oscuramento. Soltanto dopo le istanze ostensivo-difensive presentate dalle concorrenti, era arrivata una risposta con l’invio della relazione tecnica in versione integralmente oscurata, senza motivazioni specifiche e successivamente ai dieci giorni previsti per il c.d. “rito super-accelerato”.
Il TAR, chiamato a pronunciarsi, aveva respinto i ricorsi ritenendoli tardivi: secondo il primo giudice, la comunicazione di aggiudicazione doveva intendersi come provvedimento implicito di oscuramento, facendo decorrere da quella data il termine decadenziale di dieci giorni.
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