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Incentivi tecnici pubbliche amministrazioni: risposta del Ministro Brunetta ad una interrogazione parlamentare

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- Risposta Brunetta


22/01/2010 - Sul problema degli incentivi per i tecnici delle pubbliche amministrazioni il Ministro della funzione pubblica Renato Brunetta ha recentemente risposto ad un'interrogazione presentata dal deputato Vinicio Peluffo (PD) che lamentava nel taglio dell'incentivo (dal 2% come prevedeva il codice dei contratti pubblici allo 0,5% come dispone il decreto-legge n.112/2008 convertito dalla legge n. 133 del 2008) un aggravio dei bilanci degli enti locali, i quali, non disponendo nel loro organico di figure professionali specifiche, dovrebbero incaricare professionisti esterni con il conseguente aumento dei costi relativi a consulenze tecniche professionali.
Nell'interrogazione era, anche precisato che l'Anci a settembre 2009, nel corso di un'audizione presso l'autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture avente ad oggetto "Gli incentivi alla progettazione", aveva evidenziato le criticità che l'applicazione della norma può provocare nei comuni, soprattutto, quelli di piccole dimensioni, favorendo in ultimo anche il verificarsi una diminuzione della produttività ed efficienza degli uffici tecnici.

Il Ministro Brunetta successivamente ad una premessa in cui narra la storia del provvedimento precisa che deve essere sempre assicurato il contenimento della spesa pubblica pur nel rispetto di misure che incoraggiano la professionalità ed il merito nella pubblica amministrazione.
Il Ministro ha precisato che la "nuova ed ultima" ripartizione assicura uno 0,5% al responsabile del procedimento e agli incaricati della redazione del progetto, al responsabile del piano sicurezza, al direttore dei lavori ed al collaudatore, mentre il restante 1,5% dell’importo è destinato all’entrata del bilancio dello Stato. Somme, quest'ultime, che potranno essere impiegate per diversi usi, tra i quali la tutela della sicurezza pubblica e la contrattazione collettiva integrativa delle amministrazioni statali.
Il ministro ha anche aggiunto che, in riferimento a quanto disposto dall'articolo 61, comma 17 del citato decreto-legge n. 112/2008, il legislatore ha espressamente escluso l'obbligo a carico delle amministrazioni locali, di versare al bilancio dello Stato i risparmi derivanti dalle riduzioni di spesa, conseguenti alla diminuzione della percentuale di incentivazione delle attività dei tecnici comunali.

Si potrebbe, quindi, dedurre che gli enti locali, se esentati dal versare allo Stato le somme corrispondenti all'1,5 per cento degli incentivi alla progettazione interna, potrebbero, conseguentemente, mantenere intatta la percentuale dell'incentivo al 2 per cento, così come previsto dall'articolo 92, comma 5, del codice dei contratti ed a supporto di tale interpretazione, rileva l'asserzione di una illegittima ingerenza della disposizione de qua sull'autonomia finanziaria degli enti locali, ingiustificatamente costretti a ridurre gli incentivi per i propri dipendenti, con il contestuale effetto di disincentivare l'attività di progettazione interna.
Ma questa interpretazione non è condivisa dal Ministro che osserva come il comma 15 dello stesso articolo 61 definisce espressamente quali sono le disposizioni che non si applicano direttamente agli enti locali, individuandole in quelle di cui ai commi 1, 2, 5 e 6, con la conseguente applicabilità diretta delle disposizioni di cui ai commi non menzionati, ivi incluso il comma 8 recante la riduzione dell'incentivo alla progettazione ex articolo 92, comma 5, del decreto legislativo n. 163 del 2006.
Pertanto, occorre considerare applicabile agli enti territoriali la riduzione dal 2 allo 0,5 per cento della percentuale prevista dal suddetto articolo 92, comma 5, del codice dei contratti, con la sola esclusione per gli stessi dall'obbligo di versare le maggiori entrate nell'apposito capitolo del bilancio dello Stato.
Tali somme resteranno quindi a disposizione degli enti locali, che potranno decidere come impiegarle, in virtù dell'autonomia finanziaria loro riconosciuta ai sensi dell'articolo 119 della Costituzione.

In conclusione, quindi, il Ministro precisa che la disposizione relativa alla riduzione dell'incentivo non configura un'ingerenza del legislatore sull'autonomia finanziaria degli enti locali che, nel rispetto dell'autonomia finanziaria loro riconosciuta dalla Costituzione, non sono obbligati a versare il restante 1,5 % allo Stato, decidendo, nella più completa autonomia, come meglio impiegare tali somme.

Con l'occasione ritorniamo sulla sentenza della Corte costituzionale n. 341 del 30 dicembre scorso, oggetto di una precedente notizia per fare conoscere il pensiero del Presidente dell'Unione nazionale italiana dei Tecnici degli enti locali (UNITEL) Bernardino Primiani che precisa come "Unitel ritiene di non poter esprimere alcun giudizio di merito sulla sentenza citata che, tuttavia, interviene su una materia particolarmente cara ai suoi iscritti e che ha visto l'associazione fortemente impegnata in prima linea per il ripristino del famoso incentivo fissato al 2% dall’art.92, co.5 D.lgs.163/2006.
Unitel insiste nella sua battaglia finalizzata ad ottenere, in luogo di pronunce giurisprudenziali e circolari interpretative degli organi competenti - spesso non collimanti tra loro - un intervento diretto del Legislatore volto a ristabilire una disciplina chiara e precisa in materia di incentivi alla progettazione per i tecnici interni alla PA."

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A cura di Paolo Oreto



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  • Grazie a Bassanini
    Libero professionista da 20 anni - 01/07/2010

    Sono libero professionista da venti anni, e da venti anni con le mie tasse campo come minimo due tecnici di pubbliche amministrazioni. Da quando è in vigore questa legge , i tempi di rilascio di concessioni, autorizzazioni, varianti , certificati urbanistici ecc... si sono dilatati ed allungati in modo assurdo. Oggi parlo dei piccoli comuni dove opero per ricevere un permesso di costruire si aspetta anche un anno , una variante architettonica anche due anni , l' approvazione di piano particolareggiato anche tre anni. E perchè? Perche i nostri cari colleghi degli uffici tecnici sono impegnati a vedere come fare per intascare gli incentivi , e non hanno alcun interesse a svolgere attività per le quali non si percepiscono incentivi. Questa è solo una delle tante verità che magari in seguito continbuerò a dire.....


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  • Incentivo 2% e consulenze sterne
    Bernardo - 08/02/2010

    Anche se tardivamente, volevo ricordare al sig. Andrea, che ha scritto in data 22.01.2010, che ora le consulenze esterne passano sotto la mannaia della corte dei conti, pertanto non è più così semplice far fare all'esterno progetti per poi firmarli internamente come U.T.C.. In ogni caso rimane la responsabilità sul progetto e sulla D.LL... le sembra poco? Se ci sono contestazioni sui lavori per errata progettazione, chi paga di persona? Il professionista che ha fornito "sottobanco il progetto" (e intasca tranquillamente la parcella) o il R.U.P. e chi ha sottoscritto il progetto? Chi deve tenere a bada le imprese che ti fanno riserva ad ogni pie' sospinto e portare a compimento l'opera pubblica? Ricordo anche che le somme dell'incentivo sono lorde, quindi su quel poco che si prende c'è una bella cura dimagrante alla fine. Ergo, noi paghiamo le tasse fino all'ultimo centesimo... quanti liberi professionisti lo fanno? E' vero che se a uno non sta bene lavorare per la P.A., perchè prende poco e lavora molto, può lincenziarsi, ma ciò non vale anche per quella miriade di tirocinanti, disegnatori e dipendenti degli studi privati che fanno il lavoro per il titolare dello studio, pur essendo sottopagati? Lo sappiamo tutti che nella maggior parte dei casi non sono i professionisti che firmano i progetti a sgobbare, ma i loro subordinati. Non si dovrebbero tutelare anche questi soggetti? Alla stessa stregua perchè non si licenziano? Si, e poi dove vanno, specialmente in questo periodo di crisi del settore? Lo vada a dire a loro... Ricordo anche che, nella stragrande maggioranza, soprattuttonegli enti locali, dove il dipendente è sotto la lente d'ingrandimento, c'è chi ama il proprio lavoro ed ha scelto questa strada per dare un "servizio pubblico" imparziale, lontano da condizionamenti esterni e da logiche privatistiche, mettendo in campo la propria professionalità. Quanti di questi fanno le 36 ore settimanali? Nessuno, perchè si va spesso oltre l'orario di lavoro! Pertanto, sig. Andrea, la prossima volta che andrà a far visita ad una sede municipale, si fermi presso qualche U.T.C., magari chiedendo di fare un po' di stage qualche giorno per rendersi conto dell'attività svolta all'interno e non limitarsi a dare aria ai denti. Vedremo allora se la penserà ancora come prima. Concludendo, rispondendo anche al sig. Massimo: i progetti, sia interni che esterni, vengono validati, in parole povere "controllati", dal R.U.P., che è persona diversa dal progettista e che deve appunto controllare che il progetto sia fatto bene, avendo anch'esso comunque una responsabilità diretta sulla cantierabilità del progetto. Scusate lo sfogo, ma non si può sempre sparare nel mucchio, mortificando il tecnico dipendente pubblico. Buon lavoro a tutti. Bernardo


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  • ripartizione incentivi nella P.A.
    Geom. Mangiaracina - 01/02/2010

    Cari colleghi, non avente ancora capito che con questa miseria noi tecnici della P.A. non progettiamo più di ufficio.Pertanto i politici daranno incarichi e tecnici esterni ripartendosi la percentale con gli stessi, che non è certo il 2% o lo 0.50%.


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  • Pippo 26/01/2010
    non è necessario ripristinare il 2% - 26/01/2010

    Il 2% piace a tutti, perchè non riapriamo i concorsi della P.A. per dare la possibiltà ai tecnici esterni di partecipare sia allo stipendo sia all'incentivo anzicchè essere coinvolti come consulenti a basso costo


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  • Deluso
    Vicio - 26/01/2010

    Ancora una volta resto deluso da questa italia


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  • Serietà professionale
    Francesco De Sanctis - 26/01/2010

    Sono un ingegnere dipendente pubblico con 30 anni di anzianità e progetto per le pubbliche amministrazioni di cui sono stato dipendente da almeno 25 anni. Non ho scelto di fare il dipendente pubblico perchè non ho trovato altro lavoro, ma perchè (ingenuamente) pensavo di rendere un servizio alle amministrazioni pubbliche, fra cui la mia città di residenza dove lavoro adesso. A tutti quelli che si riempiono la bocca di infamanti accuse ricordo che il mio stipendio mensile ammonta a circa 1800,00 Euro e che le prestazioni professionali che ho reso e rendo, permettono un risparmio di circa trecentomila Euro all'anno, equivalente a 10 volete la spesa che le casse pubbliche sostengono per la mia retribuzione. Non tolgo il pane a nessun tecnico libero professionista e quotidianamente mi passano sulla scrivania progetti firmati da tecnici esterni che non hanno la minima cognizione di come si progetti un'opera pubblica in modo da non provocare contenzioso con le imprese appaltatrici, o da evitare che le opere rimangano incompiute per carenze od errori progettuali. A questi che sputano veleno contro i tecnici pubblici dipendenti vorrei dire che è vero che nessuno ha costretto i dipendenti a lavorare per le pubbliche amministrazioni, ma è vero anche che nessuno ha detto che i liberi professionisti debbano lavorare sotto l'ala protettiva degli incarichi pubblici e li invito a fare i conti con la committenza privata che certo non è tenera con i loro errori professionali, altrimenti non si spiegherebbe la ressa per ottenere incarichi pubblici.


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  • Siamo noi che dobbiamo progettare
    Andrea "tecnico comunale" - 26/01/2010

    Rispondo, riportando uno stralcio dell'art. 90 del codice dei contratti per coloro che sostengono che i tecnici comunali non possono progettare e dirigere. "Progettazione interna ed esterna alle amministrazioni aggiudicatrici in materia di lavori pubblici 1. Le prestazioni relative alla progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva di lavori, nonché alla direzione dei lavori e agli incarichi di supporto tecnico-amministrativo alle attività del responsabile del procedimento e del dirigente competente alla formazione del programma triennale dei lavori pubblici sono espletate: a) dagli uffici tecnici delle stazioni appaltanti;...." Siamo noi che dobbiamo certificare che l'ufficio non è in grado di far fronte alla prestazione richiesta per poi poterla affidare a tecnici esterni; se così non fosse nessuno lavorerebbe con le P.A. E poi date un occhio al DM 01.04.01 e vedete quanto costa affidare a tecnici esterni. NOI, CON LA NOSTRA FIRMA CHE HA LO STESSO VALORE, COSTAVAMO SOLO IL 2% ALL-INCLUSIVE - QUESTO ERA RISPARMIO CARO MINISTRO


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  • concorsi pubblici
    Gianni Regeni - 26/01/2010

    Egregio Andrea, da 20 anni lavoro in Comune (ne ho cambiati tre, tutti al di sotto dei 5000 abitanti) ed ho fatto spesso il membro in commissioni di concorso. Sai quanti partecipano ai concorsi per tecnico comunale in Comuni di dette dimensioni? 10-15 candidati. Sai quanti partecipano ai concorsi per anagrafe, affari generali, bibliotecari (è il mio sogno!!!) etc? 100-200. Sai perchè? Perchè il tecnico comunale fa 1000 cose diverse, spesso contemporaneamente. Non ha il tempo materiale per approfondire gli argomenti e stare al passo. Purtroppo, però, il TAR, la Corte dei Conti e la Procura stanno sempre al passo e non appena un imprenditore furbetto od un cittadino scontento pensano di mettere qualcosa nero su bianco, si scatena un bel caos. Se è vero che nessuno mi obbliga a lavorare in Comune è anche vero che tu potresti fare dei concorsi. Agli ultimi due concorsi abbiamo bocciato tutti (tant'è che ho deciso di non fare più il commissario) perché snobbavano talmente la nostra professione che pensavo non fosse necessario studiare ... tanto in Comune non fanno niente, io so già tutto!! Ci sono architetti ed ingegneri sulla quarantina che non sanno la differenza tra Giunta e Consiglio, che non sanno cos'è un atto amministrativo, cos'è un'Ordinanza ... e spesso non sanno neanche scrivere in italiano


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  • visuale generale
    antonio - 26/01/2010

    un problema va definito in maniera completa per trovare soluzioni idonee e nopn a sprazzi di componenti, altrimenti si finisce nel "facite ammuina generale". L'aspetto principale degli incarichi, svolti all'esterno o all'interno dell'amministrrazione è il rispetto del minimo contenuto di legge, di una validazione accurata sia della fase progettuale che esecutiva etc etc. Va prima garantito questo, aprendo al controllo di professionisti esterni non a nomina pubblica ma solo su volontà del contyrollore, iu cui compensi andrano commisurati agli obiettivi perseguiti (livelli progettuali scadenti e non rispondenti alle norme, errori progettuali spesso sanati di fatto nel consentire alle imprese appaltatrici di gestire lì'opera a modo proprio etc etc) In tal modo verrebbero eliminati i favoristiosmi presunti (se non certi) di pochi verso tanti e che si porterebbe appresso una scadente qualità progettuale ed un ridotto ritorno dell'investimento. Si reintrodurrebbe la qualità. E poi i tecnici interni alla amministrazione, che in genere sanno progettare o dirigere i lavori cosi come li validano (o meglio non li validano), potranno trovare degli incentivi per l'impegno, extra orario di ufficio, che dovranno assumere per studidiare e per aggiornarsi in modo da eseguire in maniera sufficientemente corretta ed in lkinea con i minimi contenuti di legge le progettazioni o le direzioni lavori o le validazioni etc etc. Risparmiare nella spesa non significa aumentare i benefici/costi, anzi spesso significa risparmiare 2 per sperndere inutilmente 1000. Del resto se la nostra classe politica con le proprie leggi non è mai riuscita di anno in anno ad ottenere almeno un contenimento se non una riduzione del degrado (evasione, elusione, corruzione, concussione, qualità progettualle, qualità esecutiva, redazione del progetto eseguito con tutta la documentazione sui materiali utilizzati etc etc) non vi aspetterete che si sia inventato il 2% o lo 0,5% per ottenere una riduzione degli aspetti del degrato inarrestabile che mi sembra riveli l'andazzo del sistema. Possiamo dire che possano esserci dei "conflittti di interesse" insuperabili? Allora, siccome la qualità politica, amministrativa, finanziaria, economica, industriale, giudiziaria, commerciale, professionale, sindacale, operaia, etc etc si dovrebbe misurare in baso ai risultati ottenuti come riduzione di anno in anno della disoccupazione, della criminalità, delle corruzioni, delle concussioni, delle evasioni o elusioni fiscali, etc etc bisognerebbe legare i compensi e gli arricchimenti di tutti alla riduzione di tali storture e procedere a confisca provvisoria o definitiva di quote importanti dei benefici economici che caratterizzano tutti. la risposta al tema del 2% o dello 0,50% dovrebbe scaturire dalla soluzione complessiva che si vuole dare agli aspetti generali che di fatto regolano il nostro sistema.


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  • P.A. 2% incentivo
    Antonello - 26/01/2010

    Forse c’è stata una confusione, non sottolineata in modo plausibile, Brunetta parla di ridurre l’incentivo dal 2 allo 0,5% a tutti gli uffici della P.A.. Ma invece in quasi tutti i commenti che leggo ci si riferisce a comuni, province e regioni, che non sono uffici della P.A. ma enti locali, perciò non vedo tutto questo accanimento, su tecnici che non fanno niente e che non meritano quella miseria che gli viene data. Perche negli enti locali, i piccoli lavori li fanno fare ai tecnici che hanno li, ma i lavori grandi li danno ai loro amici tecnico-politici.


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  • Incentivo P.A.
    Antonio - 26/01/2010

    Controllate nelle Uffici Tecnici delle P.A. del sud Italia, quasi tutti i progetti vengono redatti da liberi professionisti esterni e firmati dall'UTC, altro che 2% di incentivo, Per noi liberi professionisti è arrivato il momento di cambiare mestiere- sfruttati al massimo...


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  • Risposta a Enzo
    Giuseppe - 26/01/2010

    Non capisco perché Enzo non denuncia alle autorità preposte i RUP che conosce. Probabilmente Enzo è un professionista che si presta a questo gioco in cambio di qualche incarico esterno che piove ogni tanto inspiegabilmente chissà da chi. Provi a spiegarlo agli altri suoi colleghi. Caro Enzo la tutela della professione impone anche il dovere morale di denuncia degli abusi e non la rassegnata accettazione di comportamenti illeciti di una minoranza di colleghi.


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  • siamo i soliti ITALIANI
    Francesco Costa - 25/01/2010

    Sono un architetto interno alla P.A che da oltre 15 anni progetta opere pubbliche. Sono poche le opere che vanno in porto e per le quali si riceve il tanto agognato incentivo. Credetemi le responsabilità che un tecnico interno si assume per due euro sono troppe e a volte non vale la pena, se l'opera non è degna di lode. Vorrei vedere chi dei tanti sostenitori dei tecnici esterni, si assumesse la responsabilità dei lavori pubblici se fosse dipendente della P.A. per solo il 2%. Per rendere esecutivo un progetto, senza nemmeno gli strumenti idonei, ci lavoriamo fuori dalle ore d'ufficio gravati a volte dalla scadenza temporale per i finanziamenti, che non arrivano quasi mai. Così il lavoro straordinario compiuto viene vanificato dalla mancanza di finanziamenti per l'opera progettata, che va a finire nel cestino. Siamo sempre i soliti ITALIANI. Ognuno vuole il proprio piatto pieno senza volerselo guadagnare. Basterebbe promuovere il vero lavoro straordnario fino ad un massimo liquidabile in percentuale all'importo dei lavori, distinguendo magari quelle opere realizzate da quelle solo progettate, assegnado la redazione dei progetti a commisisoni miste di tecnici interni ed esterni, opportunamente individuati, seconde regole precise, e non politicizzati, ciascuno onorato secondo il proprio tariffario ridotto della quota assegnata ai tecnici interni e del ribasso d'asta offerto in sede di gara ad evidenza pubblica. Allora la P.A. ne trarrebbe economia sia dal ribasso offerto che dal lavoro dei tecnici interni pagato con i canoni dello straordinario rilevato, controllato e proporzionato all'importo dell'opera pubblica. Inoltre probabilmente potremmo conseguire un buon risultato sull'opera da realizzare. In aggiunta non dimentichiamo di voler incentivare quelle proposte di variante che offrono soluzioni più economiche per la P.A. con un risparmio sull'importo complessivo originariamente approvato per il medesimo risultato da conseguire. Meditate, il lavoro nobilita l'uomo, se veramente svolto con correttezza tecnica ed amminitrativa. Il soddisfacimento dei prorpi interessi (economici e propfessionali) sarà garantito per tutti. arch. Costa


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  • Sono un RUP di un Comune. Per un lavoro pubblico per un intervento di manutenzione str. su una scuola (€ 170.000,00 a base asta) ho rinunciato alla pogettazione e DL dovendo assumermi responsabilità p
    enzo - 25/01/2010

    BUON GIORNO:conosco molti RUP che si fanno progettare i preliminari, fare le delibere, ect, dai liberi professionisti, mentre loro vanno a spasso ... o altro, tanto a fine mese c'è lo stipendio pagato dal 50% delle tasse pagate dai liberi professionisti, bella la vita eeee


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  • PERCHE' NON PREMIARE LE PROFESSIONALITA'?
    Nicoletta - 25/01/2010

    Non capisco perché non si possano premiare le professionalità interne con un incentivo peraltro miserissimo.... a questo punto non ci si può lamentare dei fannulloni, perché questo è quello che diventeremo se non potremo fare ciò per cui abbiamo studiato! E' evidente che nessun progettista lavorerà più con questa percentuale ridicola! Pertanto l'1,5% non andrà nelle casse dello stato come pensa il Ministro Brunetta! Le amministrazioni si vedranno costrette ad affidare incarichi a professionisti esterni o a società correlate con ingentissimo spreco di denaro pubblico... si parla di spese tecniche pari al 20% dell'importo lavori... altro che 1,5%!!!! Vedremo come andrà a finire, ma è ora di dire basta a questa accusa RIDICOLA che mette in croce il dipendente pubblico e lo accusa di non essere in grado di fare progetti e di dirigere i lavori!!!


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  • 2%
    gf - 25/01/2010

    Al sig. Andrea potrei ribadire con queste esempio, Tavole progettuali dell'amministrazione complete di testata , logo, e firme del RUP, progettista etc della P.A. , duplicate modificate e ripresentate e firmate dal progettista e dalla D.L. esterna come VCO. Alla faccia della professionalità ! . Ha ragione l'altro collega riguardo al 5% riferito all'importo medio dei lavori. Negli enti Locali, dicasi comuni la stragrande maggioranza degli interventi è inferiore ai 150000€ e il 0,5% ripartito fra Rup , progettista , Resp. sicurezza e collaboratori ( se avanza qualcosa) è in umporto ridicolo tenuto conto che perlo meno, nalla mia AC viane tassato subito del 50% alla fonte e poi riscosso chi sa quando.. parliamoci chiaro, alla fin dei salmi sono elemosine ovvero sono prese" di fondelli ". Tralascio , In fine un'ultima considerazione, vedo molta saccenza sulle capacità progettuali da parte, ovviamente di professionisti esterni;nei miei 37 anni di anzianità ne ho visti di molti bravi e non bravi e comunque a differenze del settore privato dove sovente il professionista è progettista,direttore lavori se non il collaudatore e quando va male è il collega di studio ( alla faccia della trasparenza . Nella P.A. non funziona prioprio così !! . E poi ci sono i rischi, ma quasto è un altro argomento. Insomma è proprio la " Guerra dei poveri".


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  • Esempio pratico
    Giuseppe - 25/01/2010

    Sono un RUP di un Comune. Per un lavoro pubblico per un intervento di manutenzione str. su una scuola (€ 170.000,00 a base asta) ho rinunciato alla pogettazione e DL dovendo assumermi responsabilità progettuali, contabili e di sicurezza sul lavoro in cambio di un incentivo (Brunetta) per la strabiliante cifra di € 850,00 LORDE. Brunetta e i cittadini saranno contenti visto che si pagherà parcella al professionista esterno per circa € 20.000 riducenedo la base d'asta quindi i lavori per la scuola a € 150.000.


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  • incentivo
    alberto - 25/01/2010

    non entro nella polemica con il libero professionista ma dico che il 2% è già sottopagato per il lavoro che svolgiamo, considerato che le parcelle dei liberi professionisti , minimo sono del 18%, e non voglio aggiungere altro.. anzi si potrebbe dire al ministro che per contenere la spesa pubblica non era necessario, a novembre, aumentare il loro stipendio di ulteriore (circa) 1.300,00 € visto che hanno tanto agevolazioni che io o il libero professionista non abbiamo, oppure al ministro scaiola di prendere i mezzi pubblici anzichè l'aereo ecc ecc meditate popolo, meditate


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  • Brunetta l'assenteista
    claudio - 25/01/2010

    Penso che dovremmo mandarlo a casa!


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  • compenso 2%
    antonio - 25/01/2010

    come tecnico interno alla P.A. ho , in 30 anni e più,svolto incarichi di RUP, progettista nelle tre fasi, D.LL.,Coord.Sicurezza in progettaz. ed esecuz.( non tutti gli incarichi nello stesso intervento, è ovvio ) .compensare con il 2% tutte le figure necessarie ad un intervento è già di per sè cosa ridicola, se si pensa che ai professionisti esterni vanno ben altre percentuali, per fare lo stesso lavoro. Questo è così vero che hià prima non tutti i miei colleghi si prestavano a tali incarichi. ridurre ora allo 0,5% significa non aver veramente capito nulla delle problematiche.così nessun tecnico interno si assumerà più tali incarichi che dovranno essere dati all' esterno, con notevolissimo aggravio per la P.AA., altro che risparmi!!!!!i tanto decantati "risprmi"(2%-0,5%) che dovrebbero andare nella contrattazione, andrebbero così poi spalmati a pioggia su tutto il resto del personale, con i risultati che tutti sappiamo e verifichiamo ogni giorno. evviva i fannulloni, i sindacati, evviva chi ha avuto queste belle pensate!


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  • RISPOSTA al sig. LAURIA - al sig. SALVATORE e a tutti coloro i quali parlottano senza sapere!
    Max massimo - 25/01/2010

    Chi deve vergognarsi è colui che parla a vanvera senza le dovute riflessioni. Sarebbe il caso di leggere la L 109/94 con tutte le sue successive evoluzioni legislative fino al DLgs 163/2006 ed al terzo decreto correttivo intervenuto sul martoriato codice degli appalti. Si legga pure il DLgs 81/2008 (testo unico sicurezza) fino al recentissimo DLgs 106/2009. Gli adempimenti da compiere in ambito progettuale sono centinaia con inasprimento delle responsabilità civili e penali. Queste responsabilità EROICHE assunte in una P.A. che ha mille problemi debbono essere incentivate. Gli encomi non servono. Molti professionisti esterni alla P.A. ottengono laute parcelle senza merito per consulenze progettuali che lasciano in moti casi il tempo che trovano. L’assunzione di responsabilità e l’abnegazione vanno pagate. SI TOLGA PURE L’INCENTIVO E SI DIA UN SALARIO ADEGUATO A CHI LO MERITA E A CHI LAVORA SERIAMENTE. INFORMAZIONE UTILE AGLI IGNORANTI: un tecnico laureato all’assunzione (es. ing. o arch.) nella P.A. guadagna ca. 1200,00-1300,00 € mensili – un tecnico diplomato (es. geom. o p.i.) dopo 20 anni di servizio guadagna ca. 1500,00-1600,00 € mensili – il tecnico laureato o diplomato per vedersi aumentare il proprio salario deve attendere la sottoscrizione del contratto collettivo di lavoro con i tempi biblici che tutti conoscono. A proposito – informazione valida sempre per i soli ignoranti – quest’anno in ordine alla vacanza contrattuale è previsto l’aumento del salario di ca. 9-16 € medie mensili. Sapientoni, informatevi prima di aprire la bocca!


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  • 2% speso bene ....., quasi mai.
    Betto - 24/01/2010

    Concordo con tutti coloro che hanno commentato su progetti redatti da PA dove i tecnici esterni vengono chiamati solo per una consulenza, quando in realtà per pochi euro sono costretti (FAME Vera) a redigere un reale progetto preliminare definitivo ed esecutivo. Concordo con coloro che affermano che i progetti redatti all'interno delle PA non li valida nessuno ed è veramente raro vedere qualcosa di serio e quando lo è esso dimostra veramente la capacita e l'impegno impiegato ma ripeto è RARISSIMO!!!. Avete mai fatto un a Direzione Lavori su una progettazione interna di una PA !!! talvolta è sconvolgente la totale mancanza di qualsivoglia buon senso. Il 2% sarebbe speso bene SOLO per capacità ed impegno nella pura attività del RUP e dei suoi collaboratori. SOLO quando il lavoro va oltre al normale impegno di ufficio e NON per una pseudo progettazione, una totale mancata direzione lavori, una inesistente misura e tenuta della contabilità in completa assenza di ogni garanzia e copertura assicurativa. Ai Professionisti esterni (ing. arch. geom. periti geologi ecc.ecc.) non pensa MAI NESSUNO, chi ha capacità esperienza, curriculum specialistico, oggi è costretto solo ha trasmettere per iscritto uno sconto per una parcella da FAME con tutte le responsabilità del caso. Il Denaro dell'intera comunità va speso bene, non deve essere buttato via, in molti casi il 2% lo E'. Provate a fare due conti, quanto costa di stipendi ad una Pubblica Amministrazione la sommatoria delle mensilità di un Ufficio Tecnico che si dedica alla Progettazione e Direzione Lavori di Opere Pubbliche compresi i 2% di ognuna. Per un'opera di media portata va ben oltre il costo di una nomale pacella professionale, (quando ancora esistevano !!!!!) non considerando inoltre l'acquisto di attrezzature, le manutenzioni delle stesse, il rinnovo talvolta sconsiderato di ogni strumentazione e gli eventuali straordinari ormai indispensabili. E' ora di finirla con problematiche assurde, i Tecnici delle PA devono fare il Loro Lavoro ISTITUZIONALE e BASTA !!!!! I professionisti esterni ogni giorno devono cercarsi il lavoro per far vivere la propria famiglia, quando sono fortunati ad averne, lo devono redigere con la massima professionalità e diligenza, non devono commettere errori, obbligatoriamente assicurarne gli eventuali, condurre e portare a termine l'opera ed infine, con tempi decisamente biblici incassare!!!, naturalmente eventuali collaboratori, i locali adeguati, le attrezzature, acqua luce e gas ecc. ecc. vanno pagati tutti i mesi indipendentemente da tutto. Dimenticavo la tassazione dei compensi professionali secondo le aliquote e la relativa tassazione degli enti previdenziali ......... Ma dove siamo finiti, Stiamo a parlare del 2%.....ai Tecnici delle PA oltre al normale stipendio ma scherziamo??????.


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  • meno accuse ... più soluzioni
    Giacomo Villari - 24/01/2010

    Devo purtroppo prendere atto di un livello molto basso della discussione incentrato su attacchi indiscriminati alla P.A. farciti dei soliti luoghi comuni. Probabilmente l'esasperazione di una situazione economica difficile alimenta questa discussione da bar dello sport. Vorrei solo ricordare a coloro che esercitano la libera professione, che chi lavora in una P.A. è parimenti dotato di un titolo di studio, competenza e professionalità. Le grandi incompiute che costellano il nostro territorio da Nord a Sud non sono certo progettate da Professionisti della P.A.. Sono il primo a sostenere che la P.A. deve avere come obiettivo pianificare, programmare, istruire e monitorare, ma vi assicuro cari colleghi che per 1200 € al mese (stipendio enti locali) per quanto infima possa essere la quota di incentivo su un progetto redatto internamente (sul quale gravano le medesime responsabilità amministrative e penali di un professionista esterno) fa sempre piacere riceverla in busta paga. Stipendi più europei, sanzioni gravi per chi esercità abusivamente la libera professione ed un diritto alla carriera meno soggetto agli usi ed abusi della politica e dei sindacati possono essere un punto di partenza. Cerchiamo una soluzione per migliorare questo paese e non per fare una stupida guerra fra poveri.


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  • INCENTIVO PER LE FORNITURE COMPLESSE
    BRUNO - 24/01/2010

    LA QUOTA DEL 2% DESTINATA AL ruP PUò ESSERE CORRISPOSTA PER LE FORNITURE SIA PURE COMPLESSE E DA CONTROLALRE IN FASE DI CONSEGNA?


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  • .Meno incentivo, pochi tecnici, leggi farraginose per ottenere un risultato i tecnici delle P.A. si ammazzano!!!!
    Maia Filetici - 24/01/2010

    Quello che dovrebbero riesaminare é il corpo normativo relativo agli appalti, soprattutto nel campo del restauro del patrimonio monumentale, si fa finta di non considerare lo stato di assoluta depauperazione del personale tecnico in servizio che sono costretti a carichi di lavoro al di fuorii di qualsiasi logica con grave nocumento per i procedimenti non fermati certo dalla diminuzione dell'incentivo ma da un'amministrazione assurdamente burocratica che costituisce un vero muro da affrontare con tempi ed energie assurde


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  • NON SONO MAI SAZI
    ARCANGELO LAURIA - 24/01/2010

    1° NESSUNO HA MAI IMPOSTO A CHICCHESSIA DI IMPIEGARSI PRESSO UN QUALSIASIVOGLIA ENTE PUBBLICO O PRIVATO. 2° CHI LO FATTO ha sostenuto concorsi o colloqui proprio PER ESSERE ASSUNTO. 3° NON ESISTE E NON ESISTERA' MAI UN PROFESSIONISTA CHE ABBIA LA TRANQUILLITA' DI UN INTROITO PECUNIARIO FISSO. NON HO MAI CAPITO E MAI CAPIRO' PERCHE' QUESTA GENTE ABBIA BISOGNO DI INCENTIVI PER FARE IL LAVORO CHE HANNO LIBERAMENTE SCELTO E PER IL QUALE SONO PAGATE ANCHE SE IL CARICO DI LAVORO NON E' CONSISTENTE ! Non hanno alcuna necessità, infatti, di cercarsi il lavoro e NORMALMENTE si lamentano sempre perchè IPOTETICAMENTE lavorano sempre troppo. SE PER MERO CASO AVESSERO RAGIONE, vorrebbero avere la dignità e compiacenza di spiegare perchè NON ANNO AVUTO IL CORAGGIO DI RISCHIARE LA FAME ? Sono sicuro al 100 % che nessuno ha mai coniseradto l'ipotesi di rischiare la fame per tirare avanti ! SECONDO ME DOVREBBERO VERGOGNARSI E BASTA !


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  • Dipendenti pubblici contro profesionisti?
    Enrico - 23/01/2010

    Al di là che è in discussione al Senato dopo essere già passato alla Camera, il ripristino dell'incentivo al 2%, (ma Brunetta lo sa?), ma questa polemica comincia veramente ad essere ridicola. Ci sono tecnici buoni e cattivi sia dentro che fuori della pubblica amministrazione nello stesso modo. Per la mia modesta esperienza (12 anni) non mi è mai capitato che un progetto fosse completo, esauriente, pronto da appaltare, una contabilità regolare, un conto finale che corrisponda, niente su cui il RUP non debba rimettere mano, rivedere o peggio RIFARE di sana pianta. Sono sfortunato? Non credo... Credo piuttosto che gli incarichi politici fin qui "elargiti" non abbiano fatto emergere le professionalità migliori e non abbiano fatto crescere ambedue le categorie. Non credo che nessun tecnico comunale si sognerebbe di progettare una scuola o un ponte o un impianto complesso per lo 0,5% ma che ne so una asfaltatura di una strada? Con la parcella su un lavoro da un milione ci rifaccio due chilometri di asfalto a beneficio di TUTTI. Questa è la realtà caro ministro e cari colleghi professionisti..... meditate....


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  • FUORI TEMA
    SALVATORE - 23/01/2010

    PA e progettazione Andrea - 22/01/2010 In primis approvo quanto riportato dal sig,. Andrea nel suo commento del 22.01.2010 . Peraltro , vorrei aggiungere che, oltre a quanto sopra, sarebbe opportuno approfondire il discorso su quei professionisti insegnanti, e dipendenti statali che svolgono regolarmente la loro attività professionale a discapito ,sia dei giovani laureati ,si di quei " poveri scemi" professionisti un po più anziani che hanno scelto di svolgere la sola libera professione , in ispece a servizio della pubblica amministrazione . Poveri scemi perchè , mentre il libero professionista ha necessità giorno dopo giorno di dover cercare il lavoro da svolgere , e da seguire con diligenza ed oculatezza , L'insegnante e/o l'impiegato statale , avendo molto più tempo disponibile, considerato che le 4 ore mattutine gli asssicurato di per sè un " buon stipendio" , per cui il pomeriggio possono tranquillamente dedicarsi all'attività politica che gli consente d accaparrare le migliori progettazioni sul campo . Questo è quanto si verifica nel mio territorio , per altri non so. Preciso che il mio rammarico non è rivolto in particolare alla elaborazione delle progettazioni da parte di questi professinisti , ma allo svolgimento delle direzioni dei lavori che a mio modesto parere dovrebbe impegnare per il periodo di svolgimento del lavoro , il professionista incaricato, dalle ore 7,00 alle ore 16.00 per come giusto che sia.


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  • Responsabilità e responsabili
    Antonio - 23/01/2010

    Fare il tecnico di un ente locale e come fare il piccione il giorno di apertura della caccia! Occorre essere un tuttologo, conoscere le leggi sui llpp, sugli espropri, le norme amministrative finanche le leggi mortuarie per poi essere mortificati, e spesso mobbizzati, dal sindaco o assessore di turno che guarda i propri interessucci personali e ti mette nelle condizioni di non dormire la notte perchè le "carte" hanno la firma Tua. Seguire un lavoro pubblico richiede un impegno notevole delle enormi responsabilità mille adempimenti che non tutti conoscono, e che secondo me non sarebbero ricompensate adeguatamente neanche col 2% , con i nostri stipendi ridicoli ci tocca pure a stare a litigare per pochi spiccioli. Se volete togliere l'incentivo benissimo ma basta essere i parafulmini di tutti!


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  • CASSANDRA
    ING. GENNARO - 23/01/2010

    QUALE DIPENDENTE P.A. HO RINUNCIATO, INSIEME AI MIEI COLLEGHI, A TUTTE LE FUNZIONI INERENTI L'ARGOMENTO IN OGGETTO. RISULTATO = L'AMMINISTRAZIONE CHE DOVRA' PROVVEDERE CON PROFESSIONALITA' ESTERNE DA COMPENSARE A PRESTAZIONE, SPENDERA' DENARO PUBBLICO DALLE QUINDICI ALLE VENTI VOLTE QUELLO PRECEDENTE. SEBBENE ALLETTANTE PER I POLITICI LA POSSIBILITA' DI POTER EFFETTUARE TALI NOMINE IN QUESTO PERIODO PRE ELETTORALE, DOMANDA: QUANTO CI COSTERA' A NOI CONTRIBUENTI QUESTA NUOVA VALANGA DI CONSULENZE PER LA P.A.??????


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  • incentivi alla progettazione
    pasquake - 23/01/2010

    I tecnici dei comuni assegnano a tecnici esterni le progettazioni di propria competenza in cambio dell'incarico di direzione. Pertanto gli stessi percepiscono l'incentivo senza conoscere nemmeno l'oggetto della progettazione, inoltre arricchiscono il proprio curriculum con le progettazioni eseguite da altri. Bisogna aggiungere ancora che i vari tecnici comunali si scambiano gli incarichi tra di loro senza che alcuno possa interferire, in questo gli amministratori e la magistratura non vigilano probabilmente sono impegnati a perseguire solo berlusconi.


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  • P.A. Controlli e Progettazione...
    arch Giuseppe Vella - 23/01/2010

    Qualcuno che mi precede l'ha definita, a mio avviso correttamente, "la lotta tra poveri"... Ma i poveri a mio avviso non sono solo coloro i quali non hanno denaro... Ma ci sono anche quelli (in assoluto più poveri) che sono gli anemici di spirito. Partendo da un presupposto che esistano: bravi professionisti e meno bravi... Il mondo è fatto così... Ecco perchè prima di lanciarsi in "certezze mediatiche" è necessario almeno accendere il cervello. Controllori e Controllati... allora dovremmo dire che i Controllori sono più bravi dei Controllati? La realtà purtroppo è che in ITALIA, Liberi Professionisti e Professionisti prestati alla Pubblica Amministrazione, siano pagati tutti male. A me chiaramente, da ex libero professionista e oggi da Funzionario dei Servizi Tecnici mi interessa solo una cosa... Far capire, anche al MINISTRO, che quando si versano soldi nel fondo comune della Contrattazione Decentrata è come mettere allo stesso livello un certificato di nascita con un certificato di regolare esecuzione. Io sono stato sempre un profondo sostenitore che si debba entrare nella P.A. per concorso pubblico (senza raccomandazioni) e che per uscire si debba uscire non solo per pensione ma anche per licenziamento (ma a licenziare ci vuole solo colui il quale non ha pecato)... Una ultima cosa e chiudo (le premialità vanno garantite solo a chi lavora e lavora professionalmente a prescindere che operi nell'ambito dei LL.PP. o dell'Urbanistica... arch Giuseppe Vella


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  • incentivo?????????
    meddix - 23/01/2010

    Nella PA vi è un 70% di dipendenti che lavorano, a volte in maniera oscura, ed un 30%, quelli che si avvalgono dello sponsor politico, a cui l'etichetta di "fannullone" gli si addice perfettamente. Quello che i cittadini in genere vedono sono quelli che appartengono al 30% dei fannulloni, pochi si chiedono come fa a funzionare la macchina pubblica se tutti sono fannulloni. Tutta la strutturazione della PA, con in testa la dirigenza, è stata pensata e realizzata da sopraffine menti politiche. Il politico nomino la massima dirigenza, che a sua volta da incarichi e posti chiave ai dirigenti acquiescenti alla politica del dirigente nominato dal politico. Tutti gli altri, in questo neofeudalesimo burocratico valgono quanto i servi della gleba. La legge vale solo per i servi, mai per i padroni. Dagli interventi che ho letto mi rendo conto che noi dipendenti pubblici ed i professionisti privati ci stiamo comportando come i polli di Renzo: si beccavano senza sapere che sarebbero finiti entrambi in pentola. Pur facendo parte di una squadra vorrei cercare di vedere la cosa da una prospettiva meno partigiana. Ho lavorato per circa 10 anni in un CoReCo, quando i CoReCo funzionavano, in materia di acquiescenza dei tecnici esterni ai politici che elargivano gli incarichi potrei scrivere un libro. La progettazione doveva essere funzionale alla ditta che doveva realizzare l'opera, la gara era, è e sarà una pura formalità, la direzione lavori non doveva entrare troppo in quello che fa la ditta. Di scuole cadute alla prima scossa o di strade che franano prima dell'inaugurazione ve ne sono a iosa. Cambia qualche cosa con gli interni? io sono interno alla PA, anche se nel campo informatico e non dell'ingegneria civile e senza ombra di smentita posso affermare che nulla cambia. C'era una volta il Genio Civile che analizzava i progetti, il CoReCo che verificava la legittimità degli atti, dall'incarico al collaudo. Se ben analizzate la politica degli ultimi venti anni vi accorgerete che sono state eliminate tutte le strutture che facevano controllo. Le si lasciavano impudritire dalla politica e dai politicanti e le si toglieva di mezzo. Stiamo meglio? Io credo che c'è una soluzione che contribuisca a risolvere il problema: i gruppi di lavoro misti e nominati tramite sorteggio tra i dipendenti pubblici ed i tecnici esterni. Il rapporto personale politico, tecnico deve essere eliminato. La parcella professionale divisa equamente tra i componenti del gruppo di lavoro è il giusto compenso per il lavoro svolto. Le leggi per farlo ci sono, basta leggerle ed applicarle. Indipendentemente da tutti i decreti Brunetta. Leggiamo insieme l'art. 238 del regolamento alla legge 163/2006, quello che vale per le Commissioni di Collaudo, per analogia è applicabile a tutte le altre fasi: pianificazione, progettazione e direzione lavori. O ho letto male?


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  • LA PA deve solo controllare
    Paolo - 23/01/2010

    la PA deve avere l'obiettivo di controllare, verificare, indirizzare, velocizzare per essere servizio reale al cittadino (di serie Z-A) da riverire e rispettare. Gli incarichi di progettazione e qualsivoglia attività tecnica devono essere dati a professionisti esterni (anche riducendo le parcelle professionali e secondo "regole" democratiche tra meritocrazia e welfare). Gli incarichi tecnici vengono gestiti da gruppi di potere in totale assenza di trasparenza. BASTA!!! alla Haiti italiana. chi è fuori è spacciato e chi è dentro è salvo e vuole sempre di più. CAMBIAMOLO QUESTO MONDO in bene e meglio o, ... ci sbraneremo


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  • Fra poco se diventa Sindaco Brunetta cambierà idea
    Ermanno - 23/01/2010

    Se il Ministro Brunetta, che io stimo perchè si sta sforzando per portare sulla retta via "i fannulloni", appena riusirà a fare il Sindaco di VEnezia capirà cosa significa pagare una parcella del 15-18% a professionisti esterni e non il 2% a quelli interni che, è vero che percepiscono anche lo stipendio, ma è anche vero che, quando si prepara un piano triennale e progetti su cui richiedere finanziamenti, quanti vanno a buon fine e si realizzano. se anche su quelli si potesse mettere lo 0,5% a prescindere dalla realizzazione, allora varrebbe la pena. Oppure, se con lo 0,5% si pensa di giocare con la pelle dei tecnici esterni, si desse tutto all'esterno ma aumentassero anche i finanziamenti ai Comuni. Il Ministro, forse, quando pensa al ridicolo 0,5% si riferisce alle grandi opere da centinaia di mioni di euro! Su questo ha anche ragione. Forse dimentica che la maggior parte dei progetti, specie nei piccoli comuni, sono mediamente di 100-300.000 euro e non come le grandi opere statali su cui, forse è anche giusto lo 0,5%. ALLORA, caro Ministro, proporrei di lasciare il 2% per lavori fino ad un ragionevole importo e difficoltà delle opere e, magari ridurre l'aliquota proporzionalmente all'entità dei costi delle opere. Poi, se la logica è quella di incentivare il lavoro dei liberi professionisti, non scandalizziamoci se poi le gare per gli incarichi portano a ribassi dell'80%. E allora, con queste parcelle, li voglio vedere i tecnici esterni ad avere i rapporti con l'Autorità di viglilanza, assumersi le responsabilità su progetti che poi devono essere eseguiti (certe volte essendo poco professionali e molto politicizzati, fanno progetti che fanno solo ridere), oppure fare estenuanti lotte con Imprese che applicano ribassi pazzeschi e non sanno come e dove risparmiare. Se le responsabilità devono poi gravare solo sui tecnici interni, allora, il lavoro ordinario (pronti interventi, manutenzioni, permessi o D.I.A., certificazioni ecc.) chi li fa? Chi scrive vive e fa politica in un comune in cui si soffre per il patto di stabilità, ci sono difficoltà a percepire tasse e persino le bollette dell'acqua e non perchè la gente non vuole pagare, ma perchè non può. Appena i tecnici si sono fermati sulle progettazioni si è aperta la guerra tra i politici per affidare gli incarichi. Risultato: con logiche clientelari si sono fatti i nomi di tecnici inesperti e fortunatamente, senza soldi non si è potuto nemmeno impegnare la somma occorrente. E i lavori sono tutti fermi e le opere aspettiamo che vengano I VENEZIANI a progettarle e realizzarle. Oppure, speriamo che Brunetta diventi Sindaco e immediatammente capirà che forse, nemmeno più il 2% sarà sufficiente a compensare i tecnici interni e chiederà al Governo di aumentare il 2% ad un'aliquota anche maggiore. Tanto il Comune risparmierà comunque. AUGURI e complimenti per chi ha tecnici interni che solo per gloria ancora prestano la loro professionalità ma con ciò che resta, tolte le tasse, la pizza non la pagherà e nemmeno il coperto.


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  • La guerra dei poveri
    Carmelo Paratore - 23/01/2010

    Innanzitutto un saluto a tutti. Vorrei dapprima presentarmi. Sono un ingegnere che per i primi 10 anni ho fatto la libera professione realizzando innumerovele opere, tra le quali molti lavori pubblici. Successivamente ho vinto un concorso per Ingegnere Capo in un piccolo paese ed quindi negli ultimi 21 anni ho svolto principalmente questa professione. Fatta questa premessa fondamentale e lette le osservazioni, sia fatte da "siciliano", sia quelle di francesco, ect.., deduco quello che è il titolo della mia opinione. Tutto ciò è vero sia da una parte che dall'altra e d'altronde la "verità non stà mai da una sola parte. D'altronde come sosteneva un illustre titolato nostro antenato, "si comanda meglio un popolo ignorante che uno istruito". Nel nosro caso "si comanda meglio un popolo alla fame che un popolo che ha di vivere col proprio onesto lavoro". Orbene Francesco dovrebbe sapere che da quasi otto anni (introduzione €uro) lo stipendio di un impiegato comunale in genere, è rimasto immutato (si è solo tradotto in €uro) invece i prezzi di tutto ciò che ci circonda si sono quintuplicati. Le Amministrazioni Comunali odierne sono ridotte alla "fame" in quanto non hanno quasi più più trasferimenti dallo Stato o Regione e quindi devono vivere quasi essenzialmente con le tasse che dovrebbero pagare i cittadini, da ciò deriva tutta una catena che porta alla fame gli impiegati comunali. Pertanto anche il tecnico comunale è costretto il più delle volte, suo malgrado, a ricorrere a fare progettazione interna per sopravvivere (ovviamente questo discorso non vale per i Dirigenti e per i responsabili di strutture apicali). Inoltre non è nenchè vero che tutti i dipendenti non sanno progettare o dirigere un lavoro ed infine quante volte ho aasistito che colleghi liberi professionisti confondevono le espropriaziojni con i lavori, specialmente quando un ingegnere è laureto in ingegneria Elettronica, elettrotecnica, nucleare, ect., come fà ad essere super specializzato in opere pubbliche edili e stradali??. Di contro è anche vero che la generalizzazione di dover progettare tutto nell'Ufficio tecnico, in quanto le Amministrazioni pubblice non dispongono di risorse per far eseguire ad esterni la progettazione e la relativa Direzione dei Lavori, ha portato alla "Fame" la stragande maggioranza di Liberi professionisti esterni per mancanza di lavoro. Infatti dove sono finiti i soldi che dovevano essere utilizzati per "il fondo di rotazione" previsto dalla Legge 109/94 e che nel caso della mia regione, la Sicilia, avrebbe dovuto essere impinguato dalla stessa Regione(?????), solo sulla carta è basta. Continuando avete mai visto finanziare un lavoro pubblico solo con il "Progetto Preliminare" e quindi consentire alle Amministrazione di predisporre i fondi per dare l'incarico esterno???? E' Vero la legge lo prevede, ma poi i bandi per il finanziamento delle opere privileggiano quelle Amministrazioni che presentano il "progetto Esecutivo (maggiore punteggio)". In definitiva occorre fare la solita considerazione finale. Nel campo della Pubblica amministrazione ci sono Dirigenti e Funzionari facente funzioni Dirigenziali che percepiscono "stipendi da Favola " e nonostante ciò pretendono di fare anche RUP e progettazione, d'altronde in piccoli comuni le figure spesso si soprappongono. nel campo della libera professione ci sono "liberi Professionisti" che con la scusa delle gare anche nella libera professione ottengono incarichi milionari in €uro e non tralasciano di fare anche le catastazioni e le successioni. In comune tutte e due le sopradette categorie hanno un denominatore perverso, "i nostri Politicanti" che hano adottato i proverbi che in apertura ho citato e decidono, oggi ancor maggiormente della prima Repubblica" chi deve essere ricco e chi deve sopravvivere. Ma la discussione potrebbe essere lunga, pertanto mi accingo ad inviare un saluto a tutti coloro che leggono questa mia considerazione e se vogliono contattarmi direttamente per contiunuare a discutere ecco la mia @mail: carme.par@tiscali.it ad majora


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  • Compensi ai tecnici delle P.A.
    Arch. Luca Crudele - 23/01/2010

    Per soluzioni al problema innanzi esposto, bisogna soffermarsi sull'intero processo tecnico produtivo che concorre alla formulazione dei progetti edili. Abbiamo istituzioni pubbliche, quali le Università, che periodicamente immettono nel mercato centinaia di nuovi tecnici; ne consegue di per se che risulta già fortemente penalizzato il sistema del lavoro, se a questo aggiungiamo il fatto di "evitare" di assegnare incarchi pubblici per mero risparmio.....ma mi dite come teniamo in piedi il suddetto sistema? Oggi un tecnico abilitato, dopo tanti anni di studio, riesce ad arrivare a malapena a fine mese visti i continui e su evidenziati problemi. Io prevedo solo tre soluzioni valide al momento: 1) consentire l'accesso alle Università ai soli meritevoli dopo le scuole superiori, ossia che abbiano conseguito un voto minimo per l'accesso; Si riuscirebbe in tal modo ad evitare eccessivo affollamento del settore. 2) esclusione totale dalle competenze tecniche dei dipendenti pubblici alle operazioni di progettazione, D.L e sicurezza, non perchè non ne siano meritevoli...ma per far reggere il sistema economico delle professioni; sia ben chiaro questo. 3) suddivisione delle competenze in materia a seconda del titolo di Laura acquisito: - ad Architetti spettano pratiche edili inviate agli enti, D. L. architettonica, sicurezza infase di progettazione - ad Ingegneri spetta l'esclusiva nel settore del calcolo strutturale, D.L. strutturale, sicurezza in fase di esecuzione - ai geometri il settore catastale in toto Alla luce di tutto ciò occorre davvero che ci sia una riforma vera capace di ridar dignità professionale a tutte le figure tecniche presenti, siano esse private che operanti nel settore pubblico. Invio questa proposta a chi di dovere per far si che il nostro paese cominci a funzionare davvero, con regole nuove e con responsabilità specifiche.


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  • 2% formazione e validazione
    antonella - 23/01/2010

    Il 2% per i dipendenti affinchè svolgano, adeguatamente formati, attività vera di validazione dei progetti e reale vigilanza, a vantaggio del "pubblico interesse", sull'esecuzione dell'opera sino alla consegna. Nei comuni in cui i tecnici RUP sono presenti poche ore a settimana sostenere la legittimità del ricorso alla progettazione interna è una grande forzatura ... Nei comuni strutturati, c'è un sistematico ricorso alle consulenze affidate senza alcuna gara, a sentimento del responsabile ... curriculum, fatturato, struttura organizzativa, insomma i requisiti da dimostrare per i dipendenti sono soggetti sottintesi ma chi sta fuori? Poche le gare e aggiudicazioni con ribassi del 70/80% e oltre, per il mantenimento del curriculum (!!!). Sono con chi sostiene che, in questi termini, la questione è una vera guerra tra poveri, fatto salvo che al minimo il dipendente può contare sullo stipendio. Il sistema delle opere pubbliche è alla frutta e chi legifera in questo settore, da sempre, è un immigrato marziano. Il contenimento della spesa pubblica una bella scusa populista (si paga poco il lavoro professionale e ci si "accontenta" del risultato costruttivo, quando si arriva al compimento dell'opera! ... il pubblico interesse è il taglio del nastro pre elettorale)


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  • VERGOGNA .....
    PIPPO - 23/01/2010

    VERGOGNATEVI !!! VI PAGANO LO STIPENDIO PER NON FARE NULLA, VOLETE L'INCENTIVO PER FARE QUELLO CHE DOVREBBE ESSERE IL VOSTRO "NORMALE" DOVERE, E PER FINIRE .... FATE ANCHE LA LIBERA PROFESSIONE (IN NERO !!!) CHE NON POTRESTE FARE ! QUESTO è IL PAESE DEI BALOCCHI.


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  • Creare degli accordi, tra i Tecnic impiegati e Liberi porfessionisti
    LIBERO PROFESSIONISTA - 23/01/2010

    Io non ho nulla contro i tecnici della P.A., anzi sono convinto che in max parte è gente che lavora e lo sa fare con rofessionalità. Ma deve essere anche chiaro da parte loro, che Noi Liberi Professionisti stiamo patendo la fame, in partiolar modo i Geometri la classe professionale ormai in netta decadenza, "non ci restano manco gli occhi per piangere". Allora perchè non trovare un sistema tale da poter fare convivere l'impiegato e il Libero Professionista? (PER MARCO) Vero è che è anche una scelta di vita, quindi non bisogna lamentarsi se lo stipendio è di €. 1.300, nessuno ti ha detto di fare l'impiegato. Poi sulle resposabilità, sono uguali a quelle che si assume un libero professionista, pagando di tasca propria la polizza assicurativa per danni che si possono causare, un responsabile dell'UTC, credo che abbia anche degli incentivi molto oneresi per le responsabilità che si assume. Credo che in fondo ci sia anche un pizzico di "invidia" sulle parcelle, Noi una ogni quando capita o forse mai, per Voi è continuo.


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  • Professionalità professionisti
    Gian - 23/01/2010

    Ma perchè hanno ancora il coraggio di parlare i " Liberi professionisti " che prima prendono gli incarichi ( lautamente pagati ) e poi si rivolgono sempre ai dipendenti pubblici per chiedere come fare il progetto, il capitolato, i verbali, i certificati, gli stati di avanzamento, che cosa dire alle imprese , come megio eseguire i lavori ecccc.. . Così i professionisti prendono le parcelle e i dipendenti lavorano P.S. almeno abbiano il buon senso di tacere !!!!!!!!!!!!!!!!!!


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  • Andrea non sai niente: taci!
    Mauro - 23/01/2010

    il titolo del mio commento dice tutto.


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  • A ciascuno il suo
    Piero Manzari Ingegnere - 23/01/2010

    Sarebbe molto meglio che le P.A. ottimizzassero le loro attività nei servizi al cittadino, nel produrre atti ed autorizzazioni celeri ed efficaci per favorire le attività economiche. Sarebbe molto meglio che le P.A. ottimizzassero i controlli sulle progettazioni piuttosto che assumere il doppio ruolo di controllori e controllati. Sarebbe molto meglio che le P.A. fossero in grado di produrre progetti di massima con una professionale individuazione degli obiettivi tecnici, economici e prestazionali dei progetti. Sarebbe molto meglio che le P.A. lasciassero stare la Sicurezza dei Cantieri del tutto incompatibile con una appena decente presenza in ufficio.


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  • Finalmente si ragiona
    SIciliano - 23/01/2010

    Siciliano La cosa assurda a parere mio è che da un lato ci si lamenta delle deficienze di organico, dall'altro si impegnano i dipendenti per compiti delegabili esternamente. Mi spiego meglio la fase di progettazione di un opera deve nascere da un confronto tra diversi attori ed in fasi ben concatenate: - la prima fase (progetto preliminare) è la verifica della necessità dell'opera e la stesura delle prestazioni minime, questa fase è assegnata alla politica ed alla consulenza dell'ufficio; - la seconda fase (progetto di massima ed esecutiva) è la progettazione vera e propria a cui possono concorrere tecnici esterni od interni; - la terza fase è la verifica della coerenza delle prime due fasi ai fini dell'approvazione del progetto. Ora io mi chiedo ma se le prime due fasi sono state eseguite dalle stesse persone come fanno queste a garantire la correttezza del progetto? Ma se i tecnici dipendenti non erano in grado di controllare i progetti degli altri (vedi ABRUZZO) come fanno a controllare i propri? Ma se non hanno le attrezzature e le competenze per usare programmi di calcolo, contabilità, sicurezza etc.. come fanno a realizzare i progetti? Ma se un Geometra libero professionista calcola viene vietato di calcolare una struttura in c.a., un progetto di impianti, una lottizzazione perchè lo deve fare un geometra dipendente? Ma siamo sicuri che i dipendenti che dovrebbero fare il lavoro di ufficio normale e che fino a qualche anno fa dichiaravano di non avere tempo per le progettazioni ora lo trovino? O forse si tralasciano altre importanti compiti d'ufficio (pagati col solo stipendio) per dedicarsi a quello più remunerativo (pagato due volte)? Allora diciamocelo bene in faccia, siamo sicuri che le amministrazioni col 2% abbiano sinora risparmiato affidandosi ai propri dipendenti, pagandogli lo stipendio (per non fare nulla), l'incentivo per fare finta di fare un progetto (magari già approvato e nascosto in archivio) ed acquistare attrezzature, materiali, software e corsi di aggiornamento? La Libera professione è morta per colpa di costoro, che facciano il loro lavoro d'ufficio!!! Ma avete mai visto un dipendente pubblico che dirige un'opera? Io mai avallano semplicemente la contabilità fatta dall'impresa con un eneorme danno per l'Ente. Ma cosa fanno i nostri Ordini, i nostri consiglieri? Non si rendono conto che stiamo morendo di fame, che i nostri studi sono ormai vuoti, non abbiamo dipendenti, non abbiamo clienti, non abbiamo i fondi per l'aggiornamento, per mantenere la dignità di una professione.


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  • Necessario ripristinare il 2%.
    Francesco - 23/01/2010

    Il ripristino del compenso del 2% da parte del Governo si rende alquanto necessario, in quanto oltre a consentire un notevele risparmio per le casse comunali, gratifica tutti i dipendenti interessati a tale attività (progettazione interna) con il riconoscimento di tale incentivo. La redazione di una progettazione esecutiva pari ad €.1.000.000,00, come verificato presso il mio Comune (impianto di pubblica illuminazione), ha consentivo una economia sulle spese generali pari ad €.80.000,00 circa. L'Ufficio Tecnico al quale appartengo ha percepito un compenso lordo complessivo di €.20.000,00, ripartito tra le diverse figure professionali in ossequio al regolamento comunale. Al contrario, qualora i dipendenti comunali avessero rifiutato tale incarico, lo stesso sarebbe stato affidato all'esterno per un importo minimo di €.100.000,00, oltre I.V.A. e contributati vari come per legge. E' opportuno precisare che tale progettazione è stata redatta, i lavori sono stati appaltati ed eseguiti e l'impianto realizzato funziona regolarmente. Concludendo, posso affermare, senza ombra di dubbio che i tecnici comunali, non sono certamente inferiori a tecnici esterni per la redazione di progetti di opere pubbliche, anzi............e che i controlli sulla progettazione vengono resi in modo accurato. Cordiali saluti.


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  • Incentivo 2%
    Marco - 23/01/2010

    Volevo semplicemente rispondere ai due interventi sopracitati, essendo dipendente di una PA nel settore LL.PP. e svolgendo quotidianamente attività di progettazione, direzione lavori, contabilità di opere pubbliche. Ricordo che il direttore dei lavori, il RUP o il responsabile della sicurezza, rispondono in solido ìn caso di errata progettazione o in caso di danni a persone o cose nel cantiere. Forse i sigg. di cui sopra non hanno la minima idea delle responsabilità (anche penali) che hanno le figure professionali di cui sopra. Relativamente alla professionalità è meglio non commentare, si fa presto a generalizzare. Per quanto riguarda invece l'orario di lavoro (36 ore settimanali) queste sono rapportate allo stipendio che si percepisce (non si regala niente a nessuno). Un tecnico come me, con 12 anni di servizio e di esperienza diretta nei cantieri, prende circa 1300 euro. Basta pensare che quando si danno gli incarichi ai tecnici esterni (nella stragrande maggioranza incarichi politici) le parcelle variano dal 10 al 15% dell'importo dei lavori..... fate voi i conti


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  • per Andrea che ha commentato il 22.01.2010
    mikk63 - 23/01/2010

    Ho impressione che Andrea abbia acquisito notizie false o parziali. I progetti vengono redatti dentro gli uffici tecnici che quanto a professionalità non hanno nulla da invidiare ai liberi professionisti, anzi. In ogni caso, chi firma progetti si assume la responsabilità di ciò che firma, quindi la tesi che i progetti li fanno fuori e poi li firmano dentro gli uffici tecnici è molto debole. Poi vorrei che Andrea si facesse un calcolo matematico semplice semplice: per esempio su un progetto di 300 mila euro, calcolasse quanto è lo 0,5% e quanto è la quota spettante al r.u.p. (25% dello 0,5%) e quello che resta che lo divida tra il progettista interno, il DdL, e chi esegue le attività di supporto al rup. Ai risultati che ottiene detraesse le imposte e tasse. Siccome io stì conti li ho fatti, ho redatto progetti senza neppure inserire l'incentivo, perchè mi vergognavo. Andrè, se stasera usciamo a mangiarci una pizza, per favore paghi tu?


  • punteggiato
  • le solite
    mimmo cimmino - 23/01/2010

    Il 2% ai responsabile del progetto quali dipendenti delle P.A. è una percentuale anche bassa rispetto al risparmio della stessa P.A. ed alle responsabilità abnormi che si fanno carico i tecnici dipendenti che, spesso e volentieri, le incombenze relative al progetto in essere (ed alla sua esecuzione) le esplicitano ben oltre gli orari d'ufficio.


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  • Competenze
    Mauro - 23/01/2010

    Ringrazio i "Liberi professionisti" che hanno postato i precedenti commenti, ma vi assicuro che all'interno delle Amministrazioni locali ci sono tecnici capaci di fare il vostro stesso lavoro, a volte anche meglio, con un compenso che è pari a circa 1/20 del vostro..... vi pare giusto? Parlo con cognizione di causa in quanto tecnico comunale e libero professionista, sapete quante volte mi sono capitati tecnici "esterni" che pur avendo preso l'incarico professionale dall'Amministrazione non sapevano neanche da che parte cominciare? Ho visto tecnici "anziani" collaudatori che non sapevano interpretare le certificazioni di laboratorio, non conoscevano le procedure di deposito al Genio Civile, non erano aggiornati sulle nuove normative ecc... E' vero che alcuni tecnici esterni progettano e poi fanno firmare i progetti ai tecnici comunali, ma perche lo fanno? Semplice perchè dopo due o interventi "promozionali" arriva l'incarico professionale ufficiale da parte dell'Amministrazione Comunale o sbaglio? Quindi ragazzi non sparate a zero sui tecnici del Comune e cercate di fare i vostri lavori pubblici con la giusta professionalità richiesta per il compenso che vi viene pagato con i soldi di tutti. Vi ricordo che abbiamo sempre la Responsabilità del Procedimento, ci sarà un motivo o no?


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  • Storie di percentuali
    Adriano - 22/01/2010

    Il problema non si risolve con il 2% e tanto meno con lo 0,5%. Il problema è che ad ALCUNI cosiddetti controllori pubblici - che hanno il coraggio di vantare il "superamento" di un concorso pubblico - interessano altre percentuali, raggiungibili anche con le scarse competenze professionali in loro possesso. Tanto non cambia niente, è inutile la solita lotta tra poveri che si scatena ogni volta su questo argomento.


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  • Chi controlla il controllore?
    Massimo - 22/01/2010

    Ma dico, stiamo scherzando?le pubbliche amministrazioni non dovrebbero mai progettare a prescindere dalle competenze. Mi chiedo ma se il progetto lo fanno loro, chi poi controlla che è fatto bene?


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  • PA e progettazione
    Andrea - 22/01/2010

    A livello progettuale le PA danno fuori la consulenza tecnica che di fatto è un progetto esecutivo, poi lo firmano e si incassano lo 0.5% che per non fare nulla mi sembra abbastanza. Inoltre nella generalità dei casi non hanno assolutamente le competenze professionali adeguate. Poi volevo comunque aggiungere che chi lavora presso la PA può anche licenziarsi se non gli va bene, non ce li hanno mica legati!! PS Quanti liberi professionisti fanno 8:30 14:30 con due rientri settimanali????








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