Raffaele Cantone (ANAC): "In Italia iperregolamentazione e cattiva regolamentazione"

16/01/2018

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"Io sono convinto che le buone regole amministrative abbiano un effetto molto importante perché rendono più complicata la corruzione. In Italia aggiungiamo alla iperregolamentazione anche una cattiva regolamentazione".

Sono queste le parole pronunciate dal numero uno dell'Anticorruzione (ANAC), Raffaele Cantone, in una lunga ma condivisibile intervista ad Alessandro Farruggia di Quotidiano.net.

"Abbiamo troppe regole e troppe regole scritte male, spesso incomprensibili o in contraddizione. Io sono convito che la più grande riforma anticorruzione sarebbe la creazione di una commissione di saggi per la semplificazione delle norme. Bisogna sapere cosa è in vigore, disboscare quello che non serve e creare sempre più testi unici. Serve una commissione che ogni mese faccia dei report al Parlamento, con suggerimenti concreti. Spetterebbe poi alle Camere decidere. Questo rappresenterebbe un vero salto di qualità sia nell’efficienza dell’amministrazione sia nella lotta alla corruzione".

Concetti che sono chiari a chiunque si occupi di edilizia, con un continuo, ridondante e pericoloso richiamo a leggi, decreti, circolari che confonderebbero il giurista più preparato, o a cui si occupa di lavori pubblici che, con la pubblicazione del nuovo decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, ha visto espandere esponenzialmente la materia con un solo testo normativo ma oltre 60 provvedimenti attuativi la maggior parte dei cui ancora da definire.

Proprio sul Codice degli Appalti e sulle sue problematiche applicative Cantone ha affermato "I problemi credo siano tanti. Iniziamo a dire che il codice degli appalti non è entrato in vigore che per il 30%. Il codice ha previsto alcuni capisaldi: una progettazione iniziale che sia la più precisa possibile, l’eliminazione del massimo ribasso, la creazione di un sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti, una diversa regolamentazione del project finacing, l’eliminazione del regolamento che veniva sostituito o da atti normativi adottati direttamente dall’Anac o atti del ministero delle Infrastrutture. Rispetto a tutto questo è entrato in vigore pochissimo e ci sono state anche delle marce indietro, ad esempio con le modifiche sulla centralità della progettazione o sul project financing. È uno strumento ancora in divenire, su cui sono state anche inserite delle falle. "Aboliamo il codice" è uno slogan che tira in tempi di campagna elettorale. Ma lo aboliamo per fare cosa? Vedo che si sta ritornando alla politica delle deroghe e questo è preoccupante. Io invece credo che il codice appalti vada assolutamente e pienamente attuato".

Nonostante nel corso dell'intervista il Presidente Cantone abbia escluso una sua possibile candidatura alle prossime elezioni, la nostra sensazione è che ci possa essere qualche spiraglio e colpo a sorpresa.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it



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