Gig Economy: dal Piemonte una proposta di legge al parlamento

22/06/2018

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Di fronte al dibattito, estremamente attuale, sulla necessità di conciliare la flessibilità della Gig Economy con le tutele e i diritti che vanno garantiti a qualunque lavoratore, la Regione Piemonte intende presentare una proposta di legge nazionale al Parlamento”.

Lo dichiarano in una nota congiunta l’assessore al Lavoro, Gianna Pentenero, insieme ai capigruppo in consiglio regionale del Partito Democratico, Domenico Ravetti e di Liberi e Uguali, Marco Grimaldi (primo firmatario della proposta), che aggiungono: “Intendiamo restituire dignità al lavoro attraverso una proposta che preveda l’estensione a rider, fattorini e a tutti i lavoratori delle piattaforme tecnologiche di una serie di diritti universali tra cui, ad esempio, il diritto a condizioni contrattuali formulate per iscritto, il riconoscimento delle spese commisurate all’utilizzo dei propri mezzi, il diritto a godere di tutele assicurative e previdenziali, ad accedere alla formazione, ma, soprattutto, a un salario minimo legale”. Per evitare forme di sfruttamento, e’ inoltre vietata la retribuzione a cottimo e si propone un orario di lavoro settimanale non inferiore alle otto ore.

Come avvenuto per la carta dei diritti di Bologna e per la proposta di legge regionale del Lazio, che hanno il merito di aver ribadito l’interesse pubblico delle istituzioni locali a normare le nuove frontiere del lavoro, dando un segnale politico importante, quella del Piemonte è tuttavia la prima proposta di legge nazionale al Parlamento sul tema.

Per accelerare l’iter di approvazione, i capigruppo di maggioranza hanno chiesto a tutte le forze politiche di poter discutere la proposta di legge “Disposizioni in materia di lavoro mediante piattaforme digitali”, in una commissione legislativa.



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