Progetto Arles: più sicurezza in cantiere grazie ai rappresentanti dei lavoratori

27/06/2018

750 volte

Condividere è la parola d’ordine che ispira e dà forma al progetto Arles, dedicato alle attività del rappresentante dei lavoratori per un’edilizia in sicurezza e realizzato in collaborazione tra la Direzione centrale prevenzione dell’Inail e l’Ats (associazione temporanea di scopo), composta da Formedil e Cncpt grazie ad un accordo scaturito dall’avviso pubblico per la raccolta delle manifestazioni d’interesse pubblicato dall’Istituto nell’ottobre del 2015. Il progetto, lanciato con l’evento che si è svolto il 18 giugno scorso presso l’Auditorium dell’Istituto, si pone l’obiettivo di diffondere la cultura della sicurezza e mette a disposizione dei rappresentanti dei lavoratori (Rls e Rlst), strumenti utili a promuovere un confronto costante e a condividere le esperienze di lavoro in cantiere e sul territorio, tra cui focus group, un portale web e un’applicazione con check list dedicate. Secondo i dati del rapporto Formedil 2017, i rappresentanti dei lavoratori territoriali in Italia sono 201, mentre i Rls formati attraverso il sistema bilaterale edile sono 23.997, di cui 22.665 uomini, 1.332 donne e 2008 stranieri.

Rotoli: “E’ necessario creare una comunità di rete per mettere in comune le esperienze”.Diffondere la cultura della sicurezza è un obiettivo che deve essere perseguito non solo dall’Inail, ma anche attraverso accordi con il sistema dei corpi intermedi e degli organismi paritetici, in una logica di rete che deve coinvolgere tutti - ha spiegato Ester Rotoli, direttore centrale Prevenzione dell’Istituto aprendo i lavori - Con l’avvio di questo progetto dedicato a un rinnovato ruolo dei Responsabili dei lavoratori ci prefiggiamo uno sviluppo delle loro competenze e una maggiore consapevolezza della loro funzione, in una logica di integrazione con le altre figure della prevenzione, perché soltanto stando insieme possiamo diffondere questa cultura - ha sottolineato Rotoli - Al di là della rete istituzionale, declinata anche nel decreto 81 è necessario trovare un sistema per mettere in rete le informazioni e le buone pratiche e creare una sorta di comunità che metta le migliori esperienze a disposizione di altri”.

Le attività e gli strumenti del progetto. Il piano di lavoro di Arles, che punta ad accrescere le competenze attraverso la condivisione delle esperienze, come ha spiegato il direttore del Cncpt (Commissione nazionale dei comitati paritetici territoriali), Giuseppe Moretti, prevede 45 focus group per Rls e 13 focus group per Rlst della durata di 8 ore, oltre a un portale web dedicato, un’applicazione per smartphone e video formativi e informativi tradotti in 8 lingue. Più nel dettaglio, il portale sarà suddiviso in tre aree: una istituzionale, una operativa e una tecnica, dove sarà possibile entrare nella community per condividere informazioni e accedere all’area riservata. L’applicazione avrà, invece, 4 sezioni: due dedicate rispettivamente a Rls e Rlst, con le check list per lo svolgimento dei ruoli di responsabile, una sezione video, e una dedicata ai mancati infortuni, chiamata Arlesxpoco. Con questa funzionalità sarà possibile, attraverso un breve questionario, descrivere in forma anonima una situazione rischiosa nella quale è stato evitato l’infortunio contribuendo a creare un archivio storico.

Le comunicazioni di mancato infortunio in tre risposte con l’app Arlesxpoco. I mancati o “quasi” infortuni sono molto più numerosi degli infortuni e vanno considerati come altrettanti indicatori di rischio. A illustrare questo concetto è stato, per il Formedil, Claudio Tombari nel suo intervento. L’applicazione Arlesxpoco funziona con qualsiasi smartphone e richiede tre risposte a tre domande semplici. I mancati infortuni comunicati vengono registrati sul portale aziendale e, ogni tre mesi, Rls e titolare dell’azienda analizzano le comunicazioni ricevute e valutano le azioni da mettere in atto, tra cui interventi formativi mirati in cantiere. Newsletter, depliant informativi e spot video completano l’elenco degli strumenti previsti dal progetto.

De Nicola: “Tre milioni di euro a disposizione per i progetti di prevenzione”.Con l’avviso pubblico del 2015 sono stati messi a disposizione dall’Inail 3 milioni di euro per la realizzazione di progetti di prevenzione in regime di cofinanziamento - ha spiegato Tommaso De Nicola, vicario Direzione centrale Prevenzione - Sono pervenute 44 manifestazioni d’interesse valutate da un’apposita commissione interna all’Istituto e sono stati ritenuti meritevoli di finanziamento 14 progetti di cui il primo è appunto quello del Formedil - Cncpt, l’unico che riguarda esclusivamente il settore dell’edilizia e che coinvolgerà in tutto 81 enti misti/Cpt, 191 Rlst e 10548 Rls”. Tra gli altri progetti che hanno superato la selezione, tre riguardano il settore dell’agricoltura, cinque l’ambito sanitario e cinque sono progetti trasversali che toccano più settori.



© Riproduzione riservata

PARTECIPA ALLA DISCUSSIONE

Esprimo il consenso al trattamento dei dati personali ai sensi della normativa vigente e secondo le finalità illustrate nell'informativa