Bando Periferie, Decaro (Anci): 'Conte ha promesso. Se non manterrà, nessuna paura di dar battaglia'

19/09/2018

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L’incontro con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul Bando periferie ha dato finora due esiti: un incontro con i tecnici del Mef per arrivare a una proposta che consenta di mantenere gli impegni delle convenzioni con le città, l’esame in conferenza unificata del dpcm che sanerà l’eventuale incostituzionalità di una parte dei fondi. Attendiamo ora che il presidente del Consiglio dia seguito agli impegni assunti sulla salvaguardia dell’intervento e dei relativi fondi. Ma se quell’impegno non si realizzasse, non avremmo certo timore a protestare, anche in modo eclatante”.

Queste le parole del presidente dell’Anci Antonio Decaro ai sindaci e amministratori riuniti nel comitato direttivo dell’associazione che, oltre al bando periferie, si è occupato dell’immigrazione, dell’edilizia scolastica, della sicurezza urbana e della prossima legge di bilancio. Un dibattito particolarmente partecipato e arricchito da tanti interventi.

Decaro ha ricordato di aver tentato di ottenere una correzione sul bando periferie, già nel Milleproroghe, scontrandosi con la volontà politica del governo. “Vediamo ora la proposta del ministero dell’Economia per ripristinare tutte le risorse assegnate con le convenzioni senza bloccare il processo nel suo complesso - continua Decaro - avendo ben chiaro che i fondi degli avanzi di amministrazione e quelli del bando periferie sono ben distinti: i primi spettano ai Comuni in base a sentenze della Corte Costituzionale; gli altri ai Comuni sono dovuti sulla base di convenzioni firmate con il governo a seguito della valutazione dei progetti da parte di una commissione”.

Il presidente dell’Anci si è soffermato poi sulla bozza di decreto del Viminale che punta sull’accoglienza dei rifugiati e dei minori accompagnati. “Questa proposta tende a spostare tutto sui centri di accoglienza prefettizia con il rischio di creare centri troppo grandi e creare disagio ai sindaci e ai cittadini Nell’incontro con il ministro Salvini ho cercato di sottolineare l’importanza del coinvolgimento dei sindaci riguardo alla presenza dei profughi sul territorio. Attendiamo ora la versione definitiva del provvedimento che modifica sostanzialmente il modello di accoglienza costruito negli ultimi vent’anni anche grazie ai Comuni”.

Riguardo alla legge di bilancio gli obiettivi minimi per i sindaci sono un miliardo di euro di risorse da recuperare, un intervento normativo sulla perequazione e una soluzione per alleggerire il peso del debito sui Comuni e per superare il turn over del personale.



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