Incentivi e riduzione del rischio sismico in Italia: cosa fare, come fare

21/11/2019

862 volte
LavoriPubblici Toggle navigation usergianluca.oreto@grafill.it user gianluca.oreto@grafill.it MENU Dashboard Manutenzione Abbonamenti contenuti Contenuti digitali LLPP Plus importazione Bandi Articoli Aziende e Prodotti E-Commerce Utenti e Periodico Query Statistiche Notifiche web Flash News Visite 24 Titolo Incentivi e riduzione del rischio sismico in Italia: cosa fare, come fare Testo

L’Italia è un paese a forte rischio sismico: dei 14,4 milioni di edifici che costituiscono il patrimonio edilizio residenziale e non residenziale del nostro Paese, 9,3 milioni di edifici, in cui vivono 48,2 milioni di abitanti, ricadono nelle zone sismiche 1,2,3, e il 74% di questi edifici, pari a 6,9 milioni di unità, sono stati realizzati prima del 1980, periodo in cui non era obbligatoria una seria normativa antisismica, inoltre 1,4 milioni di questi edifici è in mediocre o pessimo stato di conservazione. Il problema del rischio sismico in Italia è un problema serio che ha trovato nella legislazione una importante risposta. Grazie ai recenti provvedimenti di tipo fiscale, volti a incentivare e agevolare gli interventi di diagnosi e di riduzione del rischio sismico degli edifici, si potrebbe finalmente dare inizio a un nuovo ciclo di investimenti finalizzati alla messa in sicurezza del patrimonio del nostro Paese.

Esiste però un grave deficit di conoscenza circa “cosa” e “come” fare per dare impulso a questo processo.

In questo contesto Cresme e ISI (Ingegneria simica italiana) sono intervenuti realizzando uno studio di carattere scientifico finalizzato ad analizzare e descrivere: le dimensioni e le caratteristiche del mercato a rischio nei diversi territori, le potenzialità degli incentivi fiscali e loro modalità di applicazione; le possibili tecniche di intervento. La descrizione, in termini scientifici, delle tecnologie antisismiche contenute nella sezione “Abaco di interventi per la riduzione della vulnerabilità sismica” costituisce una parte fondamentale e particolarmente apprezzata dello studio perché mostra in concreto cosa è possibile fare.

Lo studio sarà presentato in 13 convegni gratuiti sul territorio, il primo dei quali si è tenuto il 14 novembre a Genova, seguito da quello del 15 novembre a Bologna.

Il 5 dicembre il convegno sarà a Napoli.

L’iniziativa vede coinvolto il mondo delle professioni tecniche con il patrocinio all’iniziativa del Consiglio Nazionale degli Architetti, del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati e del Consiglio Nazionale dei Geologi, la partecipazione dei massimi esperti nazionali di antisismica, del mondo delle costruzioni e dell’amministrazioni degli edifici e del mondo dell’industria che fornisce le tecnologie necessarie a intervenire. Sono parte dell’iniziativa anche soggetti che oggi consentono di beneficiare dei vantaggi fiscali e esperti in grado di descrivere con puntualità come è possibile ottenere gli incentivi.

I convegni sono diretti a professionisti (ingegneri, architetti, geometri, geologi) con riconoscimento dei crediti formativi, imprese di costruzione, amministratori di condominio, proprietari di immobili, amministratori pubblici e cittadini che desiderino una maggiore conoscenza del tema.

Le iscrizioni ai convegni sono obbligatorie attraverso il sito Cresme: www.cresme.it

Il tour è realizzato con il sostegno di Eni gas e luce e con il contributo delle seguenti aziende:

Basf, Ecosism, G&P Intech, Pittini, Hilti, Xella, Mapei, Stabila, Tecnokgiunti, Tecnostrutture, Seriana Edilizia.

L’ESPOSIZIONE AL RISCHIO SISMICO IN CAMPANIA: POPOLAZIONE E EDIFICI

Come è noto la Campania è una zona fortemente sismica:

  • il 29,2% della superficie territoriale della regione è zona sismica ad alto rischio (zona1), insiste su questo territorio il 16% degli edifici della Regione e il 7% della popolazione
  • il 61,4% della superficie è zona sismica 2, in questa zona vive l’84% della popolazione nel 72% degli edifici
  • nella zona a rischio sismico 3, risiede il restante 9,4% della popolazione e insiste il 12% degli edifici.

Nessun ambito territoriale della Regioni è a rischio edilizio trascurabile.

- CAMPANIA - Dimensioni nelle zone di rischio sismico per livello di pericolosità

rischio sismico
Fonte: elaborazione CRESME su dati ISTAT e Protezione Civile

IL POTENZIALE MERCATO STIMOLATO DAGLI INCENTIVI

Secondo le stime del CRESME gli edifici ricadenti nelle zone 1,2 e 3 che possono beneficiare degli incentivi fiscali per la riduzione del rischio sismico sono 1.018.000, per 308 milioni di m2. Considerando i costi medi di intervento per livelli di vulnerabilità e caratteristiche degli edifici la stima potenziale di mercato, se tutti intervenissero, è di 81,9 miliardi di euro.

Figura 1 - CAMPANIA- Stima del potenziale mercato stimolato dagli incentivi

rischio sismico
Fonte: elaborazione e stime CRESME su dati ISTAT, Protezione Civile, varie fonti

Data 21/11/2019 Copyright © 2019 Grafill s.r.l. Tutti i diritti riservati.

© Riproduzione riservata

PARTECIPA ALLA DISCUSSIONE

Esprimo il consenso al trattamento dei dati personali ai sensi della normativa vigente e secondo le finalità illustrate nell'informativa