600 euro ai professionisti e fondi sisma, Architetti Ancona: 'Segnali positivi, ma non basta'

28/03/2020

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Siamo contenti di apprendere che il governo abbia deciso di destinare il reddito di ultima istanza anche ai professionisti iscritti agli albi professionali. Dopo un’iniziale sottovalutazione, che non abbiamo mancato di stigmatizzare insieme alle altre professioni tecniche, l’esecutivo ha previsto 600 euro ai professionisti che nel 2018 hanno avuto un reddito fino a 30.000 euro e, fino ai 50.000 euro, a coloro che possono dimostrare un calo del fatturato di almeno il 33% nei primi tre mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019”.

Questo è il commento di Donatella Maiolatesi, presidente dell’Ordine degli Architetti di Ancona, in riferimento alla nuova misura annunciata dal Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo che estenderebbe le misure di sostegno al reddito dei professionisti iscritti all'albo professionale.

Il sostegno al reddito - continua il Presidente degli Architetti di Ancona - rappresenta un primo passo significativo, ma non può certo rimanere l’unico. Questo per almeno due motivi: il primo è che molti professionisti rimarranno fermi, molto probabilmente, anche nel mese di aprile; il secondo è che il mestiere dell’architetto comporta spese vive che, anche in periodi di fermo, devono continuare a essere sostenute, come l’affitto di uno studio. Pur rendendoci conto della difficoltà del momento della scarsità delle risorse, la cifra stanziata dal governo è una goccia nel mare”.

Maiolatesi commenta anche la notizia di venerdì scorso sullo sblocco dei fondi, da parte del Commissario straordinario per la ricostruzione del centro Italia, Giovanni Legnini, per l’anticipo del 50% dei compensi per i professionisti che lavorano ai progetti di ricostruzione. “Siamo certamente soddisfatti, anche se si tratta di una toppa a una mancanza gravissima che ha, fino ad ora, non solo svilito l’attività di architetti e altri professionisti, ma rallentato il processo di ricostruzione. Queste somme serviranno a coprire i costi già sostenuti da architetti, ingegneri e per avviare i progetti che dovranno far tornare le aree colpite dal sisma alla normalità il prima possibile” conclude la presidente dell’Ordine degli Architetti di Ancona.



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