Emergenza Coronavirus e #CuraItalia, Esposito (CNPI): 'Misure assenti per i professionisti'

19/03/2020

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Il decreto “Cura Italia” si dimentica dei professionisti italiani iscritti agli ordini. Le misure adottate nel decreto legge, infatti, riguardano solo di riflesso la nostra attività, mentre sarebbe stato auspicabile che il comparto libero-professionale - anch'esso non esente dalle conseguenze di questa emergenza - ottenesse un ausilio concreto e mirato".

Lo ha affermato il presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati Giovanni Esposito, dopo la pubblicazione in Gazzetta del Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (c.d. Decreto #CuraItalia) recante "Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19", rivendicando il ruolo delle professioni ordinistiche quale corpo intermedio dell'apparato statale, collante tra istituzioni e cittadino e ribadendo la peculiarità del mondo dei liberi professionisti e, della categoria dei periti industriali.

"Come non considerare - afferma il Presidente Esposito - il lavoro incessante dei periti industriali con specializzazione elettronica, termotecnica o meccanica impegnati nella progettazione dei nuovi padiglioni ospedalieri, oppure l'attività dei nostri periti elettronici e informatici dovuto all'intensificarsi delle trasmissioni telematiche per far fronte alle necessità del lavoro agile, o ancora dei nostri iscritti che lavorano come responsabili della sicurezza in quei cantieri che non possono prevedere delle sospensioni, perché di pubblica utilità, o altri impegnati a supporto delle aziende proprio per le specifiche valutazioni dei rischi che derivano anche da questo nuovo rischio biologico. Non rendersi conto di questo significa non considerare le nostre attività e il nostro impegno".

Quindi - conclude il Presidente dei periti industriali - più che indinnizzi una tantum, il nostro auspicio, insieme a quello della Rete delle professioni tecniche con cui stiamo lavorando incessantemente, è che le nostre proposte vengano inserite in sede di conversione in legge del dl oppure contenute in un provvedimento concreto che possa sostenere tutti i professionisti nell'esercizio della loro attività di pubblica necessità”.



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